Mercati finanziari: Wall Street non domina più, cosa succederà nel 2026?

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Manca ancora poco più di una settimana di scambi nei mercati finanziari di tutto il mondo prima di mettere in archivio il 2025, un anno che, per le azioni globali, è stato da record. Gli spunti sono stati molti. Dopo l’entusiasmo iniziale per l’elezione di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti, le Borse hanno cambiato volto quando il capo della Casa Bianca ha introdotto i dazi reciproci per tutti i partner commerciali degli Usa. Il conseguente crollo dei mercati finanziari durò circa una settimana. Nel frattempo, il boom dell’intelligenza artificiale e il taglio dei tassi di interesse delle Banche centrali hanno sostenuto le quotazioni. E ora cosa succederà nel 2026? Quali saranno i prossimi catalizzatori?

 

In questo articolo:

 

  • Azioni globali: Wall Street non è più il dominus
  • Azioni globali: aspettative per il 2026
  • Occhio ai tecnologici

 

Azioni globali: Wall Street non è più il dominus

Un aspetto che vale la pena sottolineare è che il 2025 ha segnato una rottura del dominio di Wall Street sulle altre Borse. In termini di dollari, le azioni europee, cinesi e dei mercati asiatici in generale hanno fatto meglio delle colleghe americane. Gli investitori hanno continuato a scegliere i titoli orientati alla crescita negli Stati Uniti, ma fuori dagli Usa hanno dominato le azioni value.

Gli strategist di Goldman Sachs sottolineano come ci sia stata una “tendenza alla sottoperformance della Borsa americana per la prima volta in quasi 15 anni”, mentre “la diversificazione sta funzionando”. Tra l’altro, “c’è un ampliamento dei rendimenti settoriali, con grandi performance dei settori non tecnologici”, hanno aggiunto. In tale contesto, gli strateghi continuano a “cercare opportunità di diversificazione” per geografia, settore e titolo.

 

Mercati finanziari: aspettative per il 2026

Le aspettative per il nuovo anno sono condizionate dalla preoccupazione sulla creazione di una bolla legata all’intelligenza artificiale. Alcuni osservatori finanziari ritengono addirittura che ci siano le condizioni per rivivere quanto successo a inizio millennio con il disastro delle dot-com. Gli strategist di Goldman Sachs, invece, sono positivi sul 2026, sebbene prevedano rendimenti inferiori rispetto all’anno in corso.

Il team guidato da Peter Oppenheimer stima una crescita delle azioni globali del 13%, che sale al 15% se si considerano i dividendi. Gli esperti sostengono che, anche se le valutazioni sono elevate, non ci sarà una recessione, come si può evincere dall’outlook macroeconomico di continua espansione della Federal Reserve. Quindi, “sarebbe insolito vedere un significativo arretramento del mercato azionario senza una recessione”, hanno scritto nel loro rapporto.

 

Occhio ai titoli tecnologici

I riflettori del 2026 saranno comunque ancora una volta puntati sui titoli tecnologici, principali protagonisti del rally degli ultimi anni. La sensazione generale è che continueranno a fare il bello e il cattivo tempo a Wall Street, in funzione delle notizie legate all’intelligenza artificiale. In tale ambito, gli investitori potrebbero iniziare a selezionare tra vincitori e perdenti.

Secondo gli strateghi di Goldman Sachs, in realtà, questo processo è già in corso. Gli operatori di mercato “stanno iniziando a concentrarsi maggiormente sui potenziali beneficiari dell’AI al di fuori degli hyperscaler”, hanno affermato. Ciò include il fatto che l’attenzione sarà rivolta verso “aziende al di fuori del settore tecnologico che possono sfruttare al meglio l’AI e le tecnologie correlate per migliorare i margini e la produttività nel corso del 2026”, hanno aggiunto.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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