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Mercati Privati: la previsione 2024, crescita moderata

L'immagine mostra tre manager, due uomini e due donne, che osservano un laptop durante un meeting d'affari di alto livello

Nel 2024 i mercati privati continueranno a crescere, sebbene a un ritmo più contenuto rispetto agli anni precedenti. È quanto si attende Arcano Partners, società globale indipendente che opera nei mercati privati da oltre venti anni. Secondo la managing director per l’Italia, Paule Ansoleaga Abascal, nel 2024 si registrerà un rallentamento della raccolta ma nel complesso le allocazioni agli investimenti alternativi aumenteranno. Nel complesso il risultato sarà positivo. Arcano Partners stima una crescita del 13%, inferiore al 19% dell’anno passato.

“Le incertezze economiche e geopolitiche per il 2024 portano in primo piano il valore fornito dagli asset alternativi nei portafogli in termini di diversificazione e decorrelazione. Tale valore, anche in contesti di mercato come quello attuale, è sostanziato dalla natura difensiva degli asset reali e delle infrastrutture sostenibili; dai fondi secondari di private equity, che hanno beneficiato di aggiustamenti di valutazione e che rappresentano un interessante punto di ingresso; dal reddito fisso liquido a tasso variabile e con duration breve con rendimenti a due cifre” ha commentato Abascal.

 

Mercati privati meglio di quelli pubblici

Secondo le previsioni di Arcano Partners, le performance degli asset privati per il 2024 saranno, oltreché positive, superiori rispetto a quelle dei mercati pubblici. Le opportunità si manifesteranno in termini di rendimento ma anche di maggiore diversificazione e decorrelazione di portafoglio, elemento tipico degli investimenti privati. Si aggiunge poi la natura difensiva degli asset reali e delle infrastrutture sostenibili.

In particolare, Alessandro Pellegrino, credit portfolio manager di Arcano Partners, ritiene che il credito societario liquido sia destinato a vivere un nuovo anno forte. Le scelte migliori saranno negli strumenti a tasso variabile, come le strutture senior secured che offrono una migliore protezione in caso di debolezza della crescita, nelle obbligazioni con rating BB e duration media che vengono scambiate a forte sconto a fronte di un rischio di credito basso, nelle obbligazioni con duration breve e nel credito di aziende di settori difensivi caratterizzate da una elevata generazione di cassa.

“Le nostre prospettive di rendimento – ha aggiunto Pellegrino – sono accompagnate da un’avvertenza: ci aspettiamo che la dispersione tra i migliori e i peggiori risultati aumenti in modo significativo, con le imprese prive di potere di determinazione dei prezzi e con un’eccessiva leva finanziaria che saranno maggiormente esposte a un deterioramento dei rating e dei fondamentali. I bilanci aziendali sono complessivamente sani – aggiunge l’esperto – e le insolvenze aumenteranno ma solo moderatamente e in linea con le medie di lungo periodo”.

 

Nel private equity vince ancora la qualità

In un contesto complesso come quello attuale, con tassi di interesse attesi in calo e maggiori difficoltà nella raccolta di finanziamenti, l’investimento private equity continuerà il suo trend verso la ricerca della qualità. Le società di alta qualità e ben capitalizzate che operano in settori meno ciclici e con margini elevati continueranno a suscitare l’interesse degli investitori di private equity, mentre le aziende operanti in settori ciclici e con generazione di cassa limitata saranno destinate a soffrire di più. All’interno di questo comparto vengono viste con particolare favore le aziende che sostengono i megatrend della decarbonizzazione, dell’assistenza sanitaria per la popolazione che invecchia, delle scienze della vita innovative e dell’istruzione di qualità.

Le opportunità del mercato secondario del private equity

Le operazioni di investimento sul mercato del private equity secondario saranno favorite, secondo Abascal, dalle difficoltà delle vie di uscita tradizionali del private equity, ossia Initial public offering (IPO) ed M&A. “Ci aspettiamo una crescita dei volumi sul mercato secondario nel 2024″ ha commentato la managing director. Sia i possessori di quote di fondi sia i fondi stessi di private equity, continueranno a vendere le quote dei loro portafogli sul secondario in quanto si ritrovano con flussi di cassa negativi. Per la prima volta da anni, infatti, le richieste di capitale da parte dei fondi di private equity superano le distribuzioni. “Ciò ci permetterà di trovare opportunità di investimento a prezzi ragionevoli” ha concluso Abascal.

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