Dopo il lancio di Meta AI, l’assistente gratuito di intelligenza artificiale integrato in Facebook, Instagram e WhatsApp, Meta ha annunciato quali saranno le modalità di addestramento della sua AI nell’Unione europea. In un comunicato apparso sul sito aziendale, il gigante tecnologico ha rivelato che allenerà la sua intelligenza artificiale generativa utilizzando i dati dei cittadini e delle cittadine. La notizia arriva in seguito al semaforo verde ricevuto dall’Edpb (European Data Protection Board), il Comitato europeo per la protezione dei dati che vigila sul Gdpr (General Data Protection Regulation).
Nel 2022, la società di Mark Zuckerberg aveva sospeso l’addestramento dei suoi modelli linguistici nell’Ue perché erano sorti dubbi in merito alla correttezza del trattamento dei dati e del rispetto della privacy degli utenti. I chiarimenti regolatori sono arrivati due anni dopo, nel dicembre 2024, quando l’Edpb ha espresso un parere favorevole sulla metodologia dell’azienda. Dall’inizio del 2025 Meta collabora con l’Idpc (Irish Data Protection Commission, la Commissione irlandese per la protezione dei dati) per uniformare la sua attività alla nuova e complessa normativa comunitaria, l’AI Act.
Meta presenta l’addestramento dell’AI nell’Unione europea
A partire dalla settimana del 14 aprile, Meta impiega i contenuti pubblici condivisi da utenti adulti residenti nell’Unione europea per addestrare il suo algoritmo. È la stessa modalità già adottata in tutti i Paesi extra-Ue. Nello specifico, per contenuti pubblici condivisi si intendono i post e i commenti sui due social network di riferimento del gruppo, Facebook e Instagram, e le interazioni con Meta AI, ovvero le domande, le richieste e le conversazioni che avvengono con l’assistente chatbot.
Sono esclusi i messaggi privati scambiati su Messenger nelle chat con gli altri utenti di Facebook e Instagram, i messaggi privati di WhatsApp (sia personali che nei gruppi) e i dati pubblicati da utenti minorenni. L’obiettivo della società è avere un dataset variegato per consentire ai modelli di comprendere le varie sfumature, le culture, le storie nazionali e i diversi modi di dire, dialetti e forme colloquiali (umorismo e sarcasmo inclusi) nelle 24 lingue ufficiali europee.
“Stiamo seguendo l’esempio di altre aziende, tra cui Google e OpenAI, che hanno già utilizzato dati degli utenti europei per addestrare i propri modelli”, specifica il comunicato di Meta. Resta ancora da capire quale sarà il comportamento del colosso di Menlo Park nei confronti degli utenti che hanno scelto di limitare la visualizzazione dei contenuti condivisi ad amici e contatti specifici o a liste personalizzate.
La possibilità di opporsi all’uso dei dati sui social network
Sì, è possibile opporsi all’utilizzo dei dati dei social per l’addestramento dell’AI di Meta. Gli utenti di Facebook e Instagram devono inviare il modulo di contatto disponibile sull’app nel Centro assistenza, all’interno della Gestione dell’account. Il form si chiama “Opponiti all’uso delle tue informazioni per l’IA in Meta“.
Per opporsi al trattamento ed esprimere la volontà di impedire lo sfruttamento dei propri contenuti per il training, il rifiuto deve avvenire inserendo l’indirizzo e-mail di accesso al profilo (già di default nel modulo) e procedendo all’invio. Una volta fatto l’invio, Meta manda una mail con la conferma che in futuro non utilizzerà le informazioni pubbliche provenienti da post o interazioni per sviluppare e migliorare i propri modelli di AI generativa.
Nelle comunicazioni in arrivo, la Big tech non chiarisce come funzionerà la tutela del diritto d’autore per i contenuti che diffondono opere d’arte, letterarie e scientifiche originali, né specifica i casi particolari, per esempio cosa succede quando il post di un utente che si è avvalso del diritto all’opposizione viene condiviso da un altro utente che invece ha accettato le condizioni di Meta. In merito si attendono dei chiarimenti.
“Riteniamo di avere la responsabilità di sviluppare un’AI che non sia solo accessibile agli europei, ma che sia effettivamente progettata per loro”, spiega Meta nella sua nota, aggiungendo che il metodo dell’azienda migliorerà man mano che i modelli diventeranno più avanzati, andando di pari passo con le funzionalità multi modali che oltre al testo includono l’audio, le immagini e i video. “Siamo orgogliosi che il nostro approccio sia più trasparente rispetto a quello di molti dei nostri omologhi del settore”, conclude il comunicato.









