Il gigante della difesa italiano Leonardo ha svelato il progetto Michelangelo Dome, sistema anti-missilistico che si appoggia all’intelligenza artificiale per collegare diverse piattaforme di difesa. Il sistema, presentato a un evento che si è tenuto presso le Officine Farneto di Roma, si inserisce in un contesto in cui le minacce di conflitto globale si sono fatte più intense dopo che la Russia ha invaso l’Ucraina nel 2022. Per questo, come spiega il comunicato dell’azienda, è stato pensato per uno scenario di guerra, ovvero per “rispondere alle minacce emergenti proteggendo infrastrutture critiche, aree urbane sensibili, territori e asset di interesse nazionale ed europeo”. In questo articolo:
- Michelangelo Dome: ecco cosa sapere sul progetto
- Cosa significa per Leonardo
Michelangelo Dome: ecco cosa sapere sul progetto
Michelangelo Dome prende spunto dall’Iron Dome israeliano, il sistema di difesa missilistica progettato per intercettare e distruggere razzi e colpi di artiglieria a corto raggio diretti verso aree abitate. Il nome adottato richiama la cupola di Michelangelo (in inglese “Michelangelo’s Dome”) della Basilica di San Pietro in Vaticano e indica simbolicamente protezione, armonia strutturale, visione e ingegno.
Il progetto di Leonardo è costruito su un’architettura che integra un insieme coordinato di elementi, come sensori terrestri, navali, aerei e spaziali di nuova generazione, piattaforme di cyber defence, sistemi di comando e controllo e intelligenza artificiale. Attraverso una “cupola” di difesa, la piattaforma riesce a individuare, tracciare e neutralizzare minacce esterne, come attacchi aerei e missilistici, nonché incursioni terrestri e sottomarine.
In pratica, il sistema introduce un nuovo modello di difesa, basato sulla gestione simultanea e integrata di minacce eterogenee. Per farlo, adotta un approccio che sfrutta l’interconnessione tra cielo, terra, mare e spazio, con il supporto dell’intelligenza artificiale. I dati provenienti da sensori multipli e da algoritmi predittivi permettono di anticipare comportamenti ostili che insidiano la sicurezza, e quindi di rispondere in maniera pronta e adeguata coordinando tutti i mezzi di difesa, nel rispetto degli standard Nato.
Dal punto di vista operativo, Michelangelo Dome può essere impiegato anche per proteggere aree di interesse strategico, quali basi militari, porti, aeroporti, infrastrutture critiche civili e industriali, nonché aree urbane in occasione di grandi eventi. In definitiva, mira a neutralizzare qualsiasi minaccia esterna prima che possa arrecare danni alla sicurezza del Paese.
Cosa significa per Leonardo
Con Michelangelo Dome, Leonardo può consolidare il ruolo di leader europeo nella sicurezza, confermandosi un punto di riferimento per raggiungere gli obiettivi europei di autonomia strategica, resilienza tecnologica e integrazione delle capacità difensive. L’azienda potrà valorizzare una strategia industriale che da anni punta sull’intelligenza artificiale come mezzo per ottenere il dominio nello spazio.
“Con Michelangelo Dome, Leonardo conferma il proprio impegno a sviluppare soluzioni che proteggono cittadini, istituzioni e infrastrutture, unendo tecnologia avanzata, visione sistemica e capacità industriale”, ha commentato Roberto Cingolani, amministratore delegato e direttore generale del gruppo. “In un mondo in cui le minacce si evolvono rapidamente e diventano sempre più complesse, dove difendere costa più che attaccare, la difesa deve saper innovare, anticipare e aprirsi alla cooperazione internazionale”.
In definitiva, per Leonardo, il progetto rappresenta un salto tecnologico significativo e una nuova identità di integratore multidominio, rafforzando ulteriormente la leadership dell’azienda nella difesa europea.









