Micron Technology: come è diventata da un’azienda oltre 1.000 miliardi grazie a Nvidia

Articolo sponsorizzato

Condividi su

Ascolta questo articolo

Micron Technology continua la sua marcia inarrestabile a Wall Street. Quest’anno ha già più che triplicato il proprio valore di mercato, entrando nell’élite delle società con una capitalizzazione di almeno 1.000 miliardi di dollari. Appena un anno fa, Micron valeva poco più di 100 miliardi di dollari: un salto straordinario che si spiega con il boom dei chip di memoria. L’azienda americana fa parte del “trio delle meraviglie”, formato insieme alle sudcoreane Samsung Electronics e SK Hynix, anch’esse entrate di recente nel club delle società da oltre 1.000 miliardi di dollari di market cap. Le tre aziende sono leader mondiali assolute nel settore delle memorie, che da qualche anno vive uno stato di grazia grazie alla domanda irrefrenabile legata all’intelligenza artificiale. L’aspetto più interessante è che i mutamenti tecnologici determinati dall’AI negli ultimi anni stanno mettendo in secondo piano la natura ciclica dei semiconduttori, facendo presupporre che la domanda di chip di memoria possa continuare a crescere ancora a lungo.

 

In questo articolo:

 

  • Micron Technology: lo zampino di Nvidia nel rally delle azioni
  • Vanno comprate le azioni ora?

 

Micron Technology: lo zampino di Nvidia nel rally delle azioni

L’impennata delle azioni Micron Technology a Wall Street è frutto anche della spinta di Nvidia, che ha trascinato l’azienda con sede in Idaho nell’enorme vortice dell’intelligenza artificiale. Tutto è iniziato tre anni fa, quando l’amministratore delegato di Nvidia, Jensen Huang, ha incontrato il suo omologo di Micron, Sanjay Mehrotra. In un’intervista ai media rilasciata lo scorso mese, Huang ha raccontato di aver illustrato in quell’occasione l’evoluzione del mercato delle memorie alla luce del boom dell’AI. In sostanza, ha prospettato uno scenario in cui i chip di memoria sarebbero diventati un collo di bottiglia per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale, inducendo Micron a ripensare le proprie strategie sia sul fronte tecnologico sia su quello degli investimenti.

La memoria oggi non è più una componente standard, ma è diventata una tecnologia altamente specializzata grazie ai chip HBM (High Bandwidth Memory), progettati per funzionare con processori specifici. Questi chip vengono sviluppati insieme ai clienti, rendendo le soluzioni di Micron per Nvidia diverse da quelle fornite ad AMD o ad altri produttori. Oggi i semiconduttori di Micron sono strettamente integrati nei sistemi di intelligenza artificiale, inclusa la futura piattaforma Vera Rubin di Nvidia. Questo allineamento strategico ha trasformato la traiettoria della società, consentendole di ottenere contratti di lungo periodo con margini più elevati e aumentando la fiducia degli investitori nella sostenibilità dei suoi utili. A marzo 2026, Micron ha annunciato di aver firmato il suo primo accordo di fornitura della durata di cinque anni, una svolta storica per un settore tradizionalmente caratterizzato da oscillazioni di prezzo e contratti di breve termine. “Sono stato davvero grato del fatto che Micron e Nvidia abbiano allineato le rispettive roadmap”, ha dichiarato Huang.

Ora Micron prevede che il mercato delle memorie HBM possa raggiungere un valore di circa 100 miliardi di dollari entro il 2028. Nell’ultimo trimestre, la società ha registrato un utile di 14 miliardi di dollari, una straordinaria inversione di tendenza rispetto alla perdita di 5,8 miliardi registrata nel 2023, quando il ciclo delle memorie si era deteriorato e la domanda era crollata.

 

Vanno comprate le azioni ora?

Quanto sia importante l’influenza di Nvidia sulle valutazioni di mercato delle aziende operanti nel settore dei chip lo si è visto anche con Marvell Technology. Negli ultimi giorni, le azioni del progettista di semiconduttori personalizzati per data center sono andate in orbita a Wall Street, dopo che Huang definita Marvell una “società da mille miliardi di dollari” nel corso della settimana del Computex di Taipei.

Il titolo Micron ha già corso molto ed entrare ora in acquisto potrebbe rappresentare una mossa azzardata. Tuttavia, occorre fare alcune considerazioni. Innanzitutto, il ciclo della memoria potrebbe rivelarsi particolarmente lungo alla luce dei cambiamenti tecnologici in atto. Sotto la guida di Mehrotra, Micron si è concentrata sulla riduzione dei tempi di sviluppo e sulla rapida risoluzione dei problemi produttivi, una capacità fondamentale nel settore dell’intelligenza artificiale. In questo contesto, la velocità rappresenta la principale sfida competitiva. Se Micron riuscirà a mantenere il ritmo, potrebbe beneficiare di un vantaggio significativo rispetto ai concorrenti. Inoltre, il fatto di essere l’unico grande produttore statunitense di memorie costituisce un importante punto di forza, in una fase in cui i clienti cercano di diversificare la catena di approvvigionamento rispetto ai produttori sudcoreani.

Tuttavia, il vero banco di prova arriverà quando il ciclo delle memorie inizierà a rallentare. Sebbene il mercato sia destinato a diventare strutturalmente più grande grazie all’intelligenza artificiale, ciò non significa che non possano verificarsi fasi di debolezza, osservano gli analisti. In quel contesto sarà fondamentale che Micron conservi quella disciplina e quella frugalità che in passato ne hanno limitato le ambizioni, ma che allo stesso tempo le hanno consentito di sopravvivere alle fasi più difficili del ciclo dei semiconduttori, avverte Dan Hutcheson, vicepresidente della società di consulenza tecnologica TechInsights. “Hanno sempre avuto la mentalità di chi combatte con le spalle al muro. Se perderanno questo atteggiamento, come è accaduto a Intel, moriranno”, ha affermato.

Guardando ai fondamentali, nonostante il forte rally, non si può affermare che le azioni siano significativamente sopravvalutate. Il fair value elaborato da Forecaster.biz è attualmente pari a 1.010 dollari, appena il 4,78% al di sotto dell’ultimo prezzo di chiusura registrato al Nasdaq, pari a 1.064,10 dollari.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

Ricevi gratis la copia di Borsa&Finanza

Ottieni la copia digitale del nostro magazine e resta aggiornato su mercati, economia e scenari finanziari