Miliardari: l’Italia resta fuori dalla corsa, l’effetto ricchezza del tech

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Il mondo dei miliardari corre, l’Italia resta indietro. Nel 2024 il numero dei super-ricchi globali è salito a 3.508, in aumento del 5,6%, con un patrimonio complessivo record di 13,4 trilioni di dollari. È il terzo anno consecutivo di crescita, secondo il Billionaire Census 2025 di Altrata, e un balzo che porta la ricchezza complessiva oltre la capitalizzazione combinata di Nvidia, Apple e Microsoft. L’Italia, invece, conferma il proprio immobilismo: 74 miliardari, 220 miliardi di dollari di patrimonio, ma nessuna crescita rispetto al 2023.

 

In questo articolo:

 

  • Miliardari, gli Stati Uniti guidano la classifica
  • La tecnologia è il motore della ricchezza
  • L’Italia si classifica al decimo posto

 

Miliardari, gli Stati Uniti guidano la classifica

Gli Stati Uniti si confermano il cuore pulsante della ricchezza mondiale, con 1.135 miliardari, rappresentando quasi un terzo del totale globale.  A trainare l’espansione dei patrimoni è stata la sovraperformance dei titoli tecnologici, alimentando la crescita dei super-ricchi o Uhnwi (ultra high net worth).

Per la prima volta anche l’Europa supera la soglia dei 1.000 miliardari, con un incremento superiore alla media (+6,1%), che la porta a diventare la seconda area al mondo per numero di miliardari, riducendo il divario con il continente americano. Il continente asiatico, invece, cresce ma rallenta (+2,6%), frenato dal raffreddamento strutturale dell’economia cinese e dalle tensioni commerciali che continuano a pesare sulla regione.

 

La tecnologia è il motore della ricchezza

La crescita della ricchezza mondiale è, ancora una volta, trainata dalla tecnologia. Secondo i dati emersi dall’indagine di Altrata, i miliardari la cui fortuna era legata al settore tech hanno visto il proprio patrimonio crescere di quasi il 200% nell’ultimo decennio, il ritmo più rapido tra tutte le industrie.

Al secondo posto si collocano hospitality e intrattenimento, con un incremento del 146%. Questi settori hanno beneficiato dell’espansione dell’economia digitale e dell’accelerazione legata all’intelligenza artificiale, che ha contribuito a spingere le valutazioni azionarie dei colossi tecnologici, in particolare statunitensi. La sovraperformance dei titoli delle cosiddette “magnificent sevenAmazon, Apple, Alphabet, Meta, Microsoft, Nvidia e Tesla — ha avuto un effetto trainante sull’intera fascia ultra-ricca. Un vantaggio competitivo che l’Italia continua a non possedere, data l’assenza di grandi player digitali e la limitata esposizione all’high-tech.

 

L’Italia si classifica al decimo posto

Con 74 miliardari e un patrimonio complessivo stimato in 220 miliardi di dollari, l’Italia si conferma al decimo posto mondiale, ma senza segnali di crescita. La ricchezza resta concentrata intorno ai settori tradizionali (industria, moda, finanza), mentre la presenza nei comparti tecnologici, seppur in crescita, risulta ancora lontana dall’incidere in modo strutturale.

Secondo la classifica Forbes 2025, al vertice della ricchezza italiana c’è ancora Giovanni Ferrero, alla guida dell’impero dolciario di famiglia, con una fortuna stimata oltre i 40 miliardi di dollari. Al secondo posto si colloca Andrea Pignataro, fondatore del gruppo fintech Ion, con circa 36 miliardi. Al terzo e quarto posto figurano poi Giancarlo Devasini e Paolo Ardoino, rispettivamente direttore finanziario e amministratore delegato di Tether, la società che gestisce la più grande stablecoin al mondo. A chiudere la top five Francesco Gaetano Caltagirone, storico imprenditore del settore delle costruzioni e dell’editoria, con un patrimonio stimato in oltre 9 miliardi di dollari.

Immagine di Hillary Di Lernia

Hillary Di Lernia

Classe 1994 e laureata in scienze della comunicazione, si è specializzata in sociologia conseguendo successivamente un master in criminologia. Giornalista pubblicista, ha collaborato con diverse testate finanziarie tra cui Bluerating e Milano Finanza, occupandosi di risparmio gestito e approfondimenti sui mercati finanziari. Oggi svolge anche la professione di criminologa e giornalista d’inchiesta, con particolare attenzione alle dinamiche sociali, economiche e criminali.

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