La Commissione Ambiente, territorio e lavori pubblici della Camera ha dato il via libera, con alcune modifiche, al cosiddetto Dl salva casa, la norma che sana e semplifica gli interventi edilizi di trasformazione interna eseguiti senza titolo. Tra le modifiche introdotte nel testo licenziato spicca l’emendamento sulle mini abitazioni e i micro monolocali, ovvero tutte quelle case che sfruttano al massimo i piccoli spazi. La correzione, fortemente voluta dalla Lega, supera una legge risalente al 1975 e riabilita tante proprietà immobiliari.
L’obiettivo del salva casa è aggiornare i requisiti di abitabilità degli immobili, ancorati all’anacronistico sistema in vigore dal 1975. La vecchia normativa prevede infatti che un monolocale, per essere dichiarato abitabile, deve avere un’altezza dei soffitti di almeno 2,70 metri e una metratura di almeno 28 metri quadri di superficie netta. In caso di bilocale, la metratura sale a 38 metri quadri. In entrambi i casi, sono esclusi dal conteggio box e balconi. Chi abita in una casa che non rispetta questi requisiti minimi, commette un illecito amministrativo.
Mini abitazioni, cosa prevede il Dl salva casa
Con l’emendamento approvato in Commissione Ambiente, territorio e lavori pubblici, altezze e superfici vengono ridotte. Per ottenere l’abilità di un immobile, adesso l’altezza minima dei soffitti diventa di 2,40 metri, la superficie minima di 20 metri quadri per i monolocali per una persona (comprensivi di servizi) e di 28 metri quadri per i bilocali destinati a due persone. Grazie a queste riduzioni, rientrano nell’elenco delle mini abitazioni anche i micro appartamenti ricavati da case più grandi e le mansarde. In aggiunta, c’è la possibilità per i sottotetti di diventare abitazioni.
L’emendamento specifica che “al fine di incentivare l’ampliamento dell’offerta abitativa limitando il consumo di nuovo suolo, il recupero dei sottotetti è comunque consentito nei limiti e secondo le procedure previste dalla legge regionale, anche quando l’intervento di recupero non consenta il rispetto delle distanze minime tra gli edifici e dai confini”. A ciò si aggiunge la novità sui cambi di destinazione d’uso che diventano sempre consentiti, con o senza opere, tranne che per i piani terra per i quali l’applicazione viene demandata alla pianificazione regionale e agli strumenti urbanistici.
Le semplificazioni sui cambi di destinazione d’uso coinvolgono pure i primi piani e i seminterrati, sempre nei casi in cui siano ammessi dalla legislazione regionale. “Grazie a un nostro emendamento – spiegano i deputati leghisti Gianpiero Zinzi, Alessandro Benvenuto, Gianangelo Bof, Elisa Montemagni e Graziano Pizzimenti – si supera l’annoso problema della doppia conformità edilizia le cui pratiche intasano gli uffici comunali di tutta Italia. Non solo per le difformità parziali, come scritto nel provvedimento, ma anche per quelle sostanziali. Fermo restando che in caso di interventi totalmente difformi si applica la vecchia norma”.
Salva Casa: dalle mini abitazioni alle tolleranze costruttive
L’emendamento sulle mini abitazioni prevede la condizione che gli edifici siano sottoposti a ristrutturazioni (dall’ottimizzazione della ventilazione ai riscontri d’aria) per garantire le idonee condizioni igienico-sanitarie. In questo modo possono essere rimesse sul mercato numerose case con un aumento significativo dell’offerta degli immobili regolarizzati, in contrasto al problema del caro affitti e per venire incontro alle necessità di studentesse e studenti, lavoratrici e lavoratori, che vivono soprattutto nelle grandi città.
Novità pure per le tolleranze costruttive, cioè le differenze consentite tra quanto viene autorizzato e quanto è realizzato effettivamente. Con un successivo emendamento approvato in Commissione, è stabilito che gli appartamenti sotto i 60 metri quadri vengono considerati regolari se hanno una superficie fino al 6% in più rispetto a quella prevista. La tollerabilità è di circa 3,5 metri quadri ulteriori. Ora i testi passano all’aula di Montecitorio prima di chiudere il loro percorso al Senato.
“Altro che finestrella, cameretta o verandina, come dice Salvini: l’iter in commissione del Dl salva casa sta trasformando il provvedimento in un condono tombale – replica Agostino Santillo, vice-capogruppo del Movimento 5 Stelle alla Camera –. Il superamento della doppia conformità non vale più per le piccole difformità, ma anche per le variazioni essenziali. Non solo. Aumento consistente di cubature, modifiche sostanziali dei parametri urbanistici, violazione delle norme vigenti in edilizia antisismica: queste sono le variazioni essenziali incluse dal governo Meloni, che di fatto trasformano il decreto in un condono sfacciato”.
È infine rinviata, con probabile inserimento nel decreto Infrastrutture, la norma cosiddetta salva Milano, che vuole sbloccare i 150 cantieri fermi nel capoluogo lombardo e finiti al centro delle indagini della Procura perché sarebbero stati costruiti con la scorciatoia della SCIA, facendoli passare per interventi di ristrutturazione in modo da favorire i privati. La riformulazione del testo, con alcune modifiche richieste dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, confluirà in un successivo provvedimento per scongiurare il termine di scadenza ultimo per la conversione del Dl salva casa, fissato per il 28 luglio.









