Minusvalenze: ecco come recuperarle con i Certificati Maxi Cash Collect

Minusvalenze: ecco come recuperarle con i Certificati Maxi Cash Collect

Maxi Cash Collect: come recuperare le minusvalenze

Recuperare le minusvalenze con i Maxi Cash Collect Certificate? Ecco una soluzione offerta dall’ultima emissione di BNP fatta con 5 basket su azioni che permettono di ottenere un maxi premio già entro la fine del 2021 e compensare così le misusvalenze pregresse

 

 

Il 2021 si sta avviando alla chiusura e come ogni anno per gli investitori è il momento di fare i conti con la gestione delle eventuali minusvalenze presenti nello zainetto fiscale. A differenza degli ETF, i certificati d’investimento consentono di recuperare le minusvalenze. Questo importante aspetto negli ultimi anni ha portato gli emittenti a pensare soluzioni che permettessero agli investitori di incassare dei sostanziosi premi prima della fine dell’anno solare e fiscale. In questa direzione si inserisce una fresca emissione di investment certificate targata BNP Paribas.

Lo scorso 21 ottobre l’emittente francese ha portato sul mercato 5 nuovi Certificati Maxi Cash Collect su panieri di azioni. Lo strike dei prezzi dei sottostanti è avvenuto lo scorso 15 ottobre mentre la scadenza è tra anni dopo, il 15 ottobre 2024. Dotati di effetto memoria, non prevedono la possibilità di scadere anticipatamente ma offrono la possibilità di incassare il 16 dicembre prossimo un maxi premio compreso tra il 12% e il 18% del valore nominale di 100 euro di ogni certificato e un premio condizionato trimestrale compreso tra l’1% e il 2% a seconda del basket tra il 2° e il 12° trimestre di vita del Certificate. 

 

Certificati Maxi Cash Collect: premi trimestrali anche in caso di flessioni dei sottostanti

Indubbiamente il rendimento annuo lordo che questi strumenti nel secondo e terzo anno di vita non è per niente male se si considera che in caso di incasso di tutti i premi trimestrali previsti l’investitore otterrebbe una performance compresa tra il 14,4% e il 24% a seconda del certificate scelto tra quelli che compongono quest’emissione. Un valore competitivo in termini assoluti se confrontato con i dividendi mediamente pagati dai titoli azionari e capace di rappresentare un ottimo cuscinetto rispetto a quello che potrebbero essere i rendimenti diretti sui diversi sottostanti. Se è vero che l’investitore non trarrebbe giovamenti diretti da eventuali rialzi superiori al 14,4% annui dei sottostanti, è altresì vero che le Borse mondiali vengono da oltre un anno e mezzo di rialzo e le sfide poste dall’inflazione e dalla normalizzazione delle politiche monetarie delle banche centrali potrebbero far rallentare la corsa dei titoli azionari o addirittura delle prese di beneficio.

Nel trade off rischio/rendimento, il non poter beneficiare di eventuali rally di Borsa dei sottostanti è bilanciato dal fatto di poter ottenere un premio trimestrale e il 100% del valore nominale del certificato anche con un calo delle quotazioni dei sottostanti fino al 40% dello strike iniziale. Per poter incassare il premio trimestrale è necessario che alla data di rilevazione intermedia il peggior sottostante di ogni paniere valga almeno il 65% del prezzo rilevato il 15 ottobre scorso. Tra i 5 Certificati Maxi Cash Collect portati sul mercato SeDeX di Borsa Italiana da BNP Paribas, solo quello con ISIN NLBNPIT15BR3 ha un livello premio posto al 60% dello strike. Si tratta di un paniere composto dalle azioni Moderna, Peloton Interactive e Pinduoduo. 

 

Minusvalenze: un maxi premio con focus fine 2021

La caratteristica più importante di questi certificati è tuttavia rappresentata dal maxi premio che potrà essere incassato già entro la fine del 2021. Il prossimo 9 dicembre verranno infatti rilevati i prezzi dei sottostanti dei diversi panieri. Se la condizione per il pagamento verrà soddisfatta, ossia se il Worst of di ogni basket varrà almeno il 65% del valore di strike iniziale, allora l’investitore incasserà un maxi premio compreso tra i 12 e i 18 euro per certificato posseduto a seconda del Maxi Cash Collect. Quello composto da Advanced Micro Devices, ASML Holding, Intel e NVIDIA paga un premio del 12%, quello su EDF, ENEL, PetroChina e Repsol del 13%, quello su JD.com, Safran, Tesla il 16%, quello su Burberry Group, Capri Holdings, Porsche e Salvatore Ferragamo il 16% e quello su Moderna, Peloton Interactive e Pinduoduo è il più munifico con un maxi premio del 18%. 

Indubbiamente la struttura del prodotto è pensata per permettere all’investitore di incassare già prima della fine del 2021 il maxi premio, in questa direzione va un livello barriera posto al 65%. Tenendo a mente che tra lo strike è avvenuto il 15 ottobre e che la data di rilevazione per il pagamento del premio è fissata il 9 dicembre, vorrebbe dire che per non soddisfare la condizione di pagamento del coupon i sottostanti dovrebbero perdere il 35% del loro valore in meno di due mesi. 

Qualora il pagamento del maxi premio non dovesse verificarsi, l’investitore non si troverebbe a una perdita definitiva. Se lato gestione dello zainetto fiscale questo scenario potrebbe rivelarsi noioso, il premio non incassato potrebbe essere solo rimandato. Come per i premi trimestrali condizionati, anche il maxi coupon gode della protezione dell’opzione memoria. Ecco che dunque se in una data di rilevazione successiva il peggiore dei sottostanti di ogni basket dovesse valere almeno il 65% del prezzo di riferimento iniziale, l’investitore potrebbe incassare tutti i premi non ricevuti in precedenza.

 

Certificati Maxi Cash Collect: un esempio concreto

Viste le caratteristiche generali dell’ultima emissione di Maxi Cash Collect Certificate di BNP Paribas, vediamo ora un esempio concreto di un paniere azionario quotato a fine ottobre. In un contesto macroeconomico molto solido e alla luce dei risultati trimestrali pubblicati anche nelle ultime settimane, la nostra attenzione è ricaduta sul basket composto da Burberry Group, Capri Holdings, Porsche e Salvatore Ferragamo. Avente codice ISIN NLBNPIT15BT9, con questo certificato è possibile investire su alcuni dei brand più iconici della moda e del lusso. Si tratta di un settore che storicamente è capace di resistere meglio di altri nelle fasi di contrazione economica e di registrare risultati molto solidi in quelle di ripresa della congiuntura. Il revenge spending seguito in molte aree del mondo alle chiusure imposte dalla pandemia ha peraltro consentito a gran parte delle aziende del settore di alzare le guidance degli obiettivi. 

Vediamo dunque lo scenario che si troverebbe davanti l’investitore che volesse acquistare il Maxi Cash Collect Certificate su Burberry Group, Capri Holdings, Porsche e Salvatore Ferragamo al prezzo nominale di 100 euro cadauno. 

La prima data da segnare in calendario è il 9 dicembre 2021. Se quel giorno il peggiore dei sottostanti varrà almeno il 65% dello strike price, il 16 dicembre Certificato pagherà il premio di 16 euro del maxi coupon. Se così non fosse, l’investitore non incasserebbe alcun coupon. Grazie alla presenza dell’opzione memoria tuttavia il mancato pagamento potrebbe essere solo rimandato nel tempo. Qualora in una data di rilevazione successiva la condizione per il pagamento del premio fosse soddisfatta, il possessore del certificato incasserebbe oltre al premio di periodo e agli altri eventuali coupon non incassati in precedenza anche il Maxi premio di 16 euro.

 

Dalla seconda data di rilevazione intermedia, il 19 aprile 2022, e per tutte le altre 10 rilevazioni che portano alla scadenza del prodotto il 15 ottobre 2024, l’investitore si troverà davanti a due scenari: 

 

  • incassare il premio trimestrale condizionato da 1,3 euro per certificato posseduto se il Worst of dei quattro sottostanti vale almeno il 65% del prezzo di riferimento iniziale. L’investitore incasserebbe inoltre gli eventuali premi in memoria e non ancora pagati; 
  • non incassare alcun premio e rinviare così alla successiva data di rilevazione la possibilità di ricevere il premio condizionato trimestrale.

 

Anche in occasione della scadenza del certificate, con la data di rilevazione finale il 15 ottobre e di pagamento il 24 ottobre,  gli scenari per l’investitore saranno sostanzialmente due, uno positivo e uno negativo. Eccoli:

 

  • Lo scenario positivo si potrà verificare se il peggiore dei sottostanti che compongono il Certificato Maxi Cash Collect firmato da BNP Paribas alla data di rilevazione finale varrà almeno il 65% del prezzo di riferimento iniziale. In questo caso il risparmiatore si vedrà rimborsare i 100 euro del valore nominale del certificato più l’ultimo premio trimestrale previsto e tutti gli eventuali coupon non incassati in precedenza. Da sottolineare come anche in caso di un calo del 35% delle quotazioni di Borsa del sottostanti nel periodo di vita del prodotto, l’investitore non accuserebbe alcuna perdita. Un calo delle quotazioni dei titoli che compongono il basket porterebbe peraltro i prezzi del certificate sotto 100 e questo permetterebbe, in caso di scenario positivo, di ottenere un extra-rendimento rispetto al pay-off originario della struttura del certificato
  • Lo scenario negativo invece si verificherà se il peggiore dei sottostanti che compongono il Maxi Cash Collect Certificate su Burberry Group, Capri Holdings, Porsche e Salvatore Ferragamo varrà meno del 65% del prezzo di riferimento iniziale. In quel caso il certificato non pagherà alcun premio trimestrale, né l’ultimo né gli eventuali premi non staccati in precedenza. Soprattutto non rimborserà i 100 euro di valore nominale ma un importo commisurato alla performance negativa del peggiore dei sottostanti. Se il Worst of del paniere dovesse aver perso nel corso della vita del certificate il 45%, l’importo liquidato dall’emittente sarà pari a 55 euro per certificato posseduto. Di fatto è come se l’investitore avesse investito sul sottostante e avesse subito la stessa identica perdita maturata in questa finestra temporale dall’azione. Anche in questo scenario tuttavia l’investitore si troverebbe in una situazione migliore rispetto all’investimento diretto. Il maxi coupon di dicembre e gli altri gli altri premi condizionati previsti dalla struttura consentirebbero infatti di smussare la minusvalenza che si verrebbe a creare tra prezzo di acquisto e importo di liquidazione del certificato.

 

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