La soglia di accettazione dell’ops su Mediobanca, nel frattempo tramutatasi in opas dopo il recente rilancio dell’offerta di Mps, è stata raggiunta. Il gruppo guidato da Luigi Lovaglio ha superato il 35%. Le adesioni arrivano al 38,5%. Per il momento, tuttavia, si tratta di un mezzo successo. Sia perché Alberto Nagel, attuale amministratore delegato dell’istituto di Piazzetta Cuccia, non è intenzionato a mollare, sia perché Rocca Salimbeni vorrebbe arrivare al 51% per avere un controllo di maggioranza, il 66,67% se possibile.
Mps Mediobanca: cda ultima spiaggia per Nagel
Il consiglio di amministrazione di Mediobanca, tenutosi oggi, ha respinto l’aumento dell’offerta di Mps. Il gruppo bancario senese ha messo sul piatto 0,90 centesimi di euro in più in contanti per ogni azione, in contanti, accanto alle 2,533 azioni di Mps offerte in concambio per ogni titolo Mediobanca. La bocciatura non impedirà a Mps di mettere le mani sull’istituto milanese, ma potrebbe mettere i bastoni tra le ruote al controllo di maggioranza desiderato da Rocca Salimbeni.
Al raggiungimento del 51% di adesione, ovvero della maggioranza assoluta, per il nuovo gruppo nascente dalla fusione di Mps e Mediobanca si genererebbero rilevanti sinergie e liquidità. Si attiverebbero in tal caso le “imposte differite” o Dta, circa 1,3 miliardi di euro che verrebbero trasformati in crediti fiscali. Derivano dalle perdite accumulate nel corso degli ultimi anni dalla banca offerente. Si potrebbero inoltre realizzare più rapidamente le sinergie promesse da Lovaglio in 700 milioni di euro. C’è tempo fino all’8 settembre 2025 per aderire all’offerta di Mps, con successive riaperture nel periodo tra 16 e 22 settembre.
Assicurazioni Generali, la perla di Mediobanca
Tra le partecipazioni controllate dal gruppo Mediobanca, quella che fa più gola è sicuramente quella in Assicurazioni Generali. Piazzetta Cuccia ne controlla il 13,22%. Altri azionisti rilevanti sono il gruppo Del Vecchio con il 10,05%, Unicredit con il 6,68%, Caltagirone con il 6,28%, Benetton con il 4,86%. Nomi protagonisti anche dell’operazione Mps-Mediobanca.
A cominciare dalla strana coppia del capitalismo italiano, Caltagirone-Milleri, quest’ultimo amministratore delegato di Delfin, la cassaforte della famiglia Del Vecchio. I due hanno aderito all’offerta di Rocca Salimbeni rispettivamente con il 9,98% e il 19,8%. La famiglia Benetton detiene invece il 2,2% di Piazzetta Cuccia, Unicredit l’1,9%.
Come conseguenza, maggiore sarà la quota che Mps riuscirà ad aggiudicarsi al termine dell’operazione in Mediobanca, maggiore anche sarà l’influenza che potrebbe essere esercitata sulle Assicurazioni Generali.









