MPS: accordo con AXA su commissioni assicurative sarà rivisto?
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MPS: accordo con AXA su commissioni assicurative sarà rivisto?

MPS: sarà rivisto l'accordo con Axa sulle commissioni?

MPS e la compagnia di assicurazione AXA sono in trattative per una revisione delle commissioni assicurative da corrispondere alla società francese, attuando condizioni più redditizie. Tra i due gruppi finanziari è già in corso una partnership fino al 2027, secondo cui la banca italiana distribuisce una serie di polizze assicurative vita e danni. Le discussioni in corso sono per aumentare le commissioni ad Axa e per estendere l’accordo oltre il termine previsto.

Secondo alcune indiscrezioni, la joint venture potrebbe essere annunciata il prossimo anno, in quanto la regolamentazione finanziaria italiana prevede che una dichiarazione formale debba essere rilasciata solamente dopo una rivisitazione formale dei termini dell’accordo. AXA ha notificato alla CONSOB di aver attivato il comitato per le operazioni con parti correlate, che avviene allorché le parti coinvolte in qualsiasi forma di negoziazione abbiano in essere un rapporto determinato da investimenti, partecipazioni azionarie o altri interessi economici. Al riguardo, il gruppo con sede a Parigi non ha rilasciato dichiarazioni, limitandosi ad affermare che “non c’è stato alcun cambiamento nel rapporto con MPS, nessun impegno e nessuna modifica degli accordi”.

 

MPS: cosa significa un eventuale accordo con AXA

AXA ha partecipato all’aumento di capitale da 2,5 miliardi di dollari di MPS sottoscrivendo azioni per 200 milioni di euro e quindi risultando il più grande sostenitore privato della banca senese. Tutto questo in un contesto in cui molti potenziali investitori si sono defilati, viste le condizioni disastrose in cui ha versato l’istituto di Rocca Salimbeni per anni, contrassegnate da scandali finanziari, casi giudiziari e soprattutto da ben otto salvataggi governativi. Adesso, la compagnia assicurativa chiede il conto, pretendendo condizioni più redditizie nell’alleanza con l’azienda di credito a partecipazione statale per il 64%.

Questo potrebbe accendere polemiche, esacerbando una situazione che già è tesa per via delle altissime commissioni corrisposte alle banche d’affari che hanno condotto l’aumento di capitale e partecipato all’inoptato. La ricapitalizzazione di MPS ha assorbito il 96,3% delle sottoscrizioni, compresa ovviamente la quota del Tesoro. Gli istituti di credito come Bank of America, Citigroup, Mediobanca e Credit Suisse hanno alla fine sottoscritto nel complesso circa 93 milioni di euro di azioni, ma hanno incassato 125 milioni di euro di commissioni. In sintesi, hanno pagato con denaro in gran parte dei contribuenti la loro quota.

Per questa ragione, ora la questione della ricontrattazione con AXA rischia di diventare rovente. Durante l’estate una situazione simile è accaduta tra MPS e l’asset manager Anima Holding. La differenza è che allora l’aumento di capitale non c’era ancora stato. Le due aziende avevano iniziato a discutere di modificare i termini della loro partnership commerciale in essere, con miglioramento delle condizioni per Anima. La società milanese in cambio avrebbe offerto un contributo alla ricapitalizzazione fino a 300 milioni di euro. L’accordo non c’è stato, i negoziati si sono interrotti e alla fine Anima ha partecipato all’aumento di capitale solo con 25 milioni di euro.

AUTORE

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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