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MPS: i costi per il taglio dei dipendenti affossano l’utile

MPS: i costi per i licenziamenti affossano l'utile della banca

Banca MPS ha presentato i conti trimestrali

e riferiti ai primi nove mesi dell’anno in corso. Risultati importanti in quanto si tratta dei primi dopo il completamento dell’aumento di capitale da 2,5 miliardi di euro realizzato il mese passato. Il costo della riorganizzazione aziendale, che ha previsto l’uscita di 4.000 dipendenti, ha impattato sui conti del gruppo che ha realizzato una perdita cospicua. Nella conference call di presentazione della trimestrale l’amministratore delegato Luigi Lovaglio ha spiegato che l’istituto finanziario intende raggiungere con anticipo gli obiettivi del piano industriale: “Cominciamo un nuovo capitolo in una delle banche più antiche del mondo. L’aumento di capitale permette a MPS di sfruttare al meglio il suo grande potenziale nei prossimi trimestri”..

 

MPS: i numeri della trimestrale

La banca di Rocca Salimbeni ha subito una perdita netta trimestrale di 388 milioni di euro legata, come detto, agli oneri per finanziare 4.000 tagli al personale, il cui costo complessivo ammonta a 925 milioni di euro. La perdita trimestrale si confronta l’utile di 18 milioni di euro realizzato nel trimestre precedente. Se si considerano i primi nove mesi dell’anno la perdita netta si è attestata a 360 milioni di euro ma escludendo i costi di licenziamento si avrebbe un utile netto di 565 milioni di euro grazie a recuperi fiscali per 415 milioni.

I ricavi nel terzo trimestre sono stati pari a 726 milioni di euro mentre nello stesso periodo del 2021 si erano attestati 698 milioni di euro. La crescita è stata guidata prevalentemente dal maggiore contributo del comparto commerciale, grazie ai maggiori interessi attivi sugli impieghi generati dall’aumento dei tassi di interesse e al minor costo della raccolta legato sostanzialmente alla riduzione dei volumi. Nei primi tre trimestri dell’anno i ricavi sono stati di 2,248 miliardi di euro a fronte di 2,259 dei primi nove mesi dello scorso anno. La lieve diminuzione è da imputare principalmente al calo degli altri ricavi della gestione finanziaria che nei primi nove mesi del 2022 hanno scontato utili più bassi derivanti dalla cessione dei titoli, un minore risultato della negoziazione e un contributo più lieve generato dalle partecipazioni assicurative nelle società collegate.

Al 30 settembre le esposizioni deteriorate lorde erano pari a 4,1 miliardi di euro, senza alcuna variazione rispetto al 30 giugno 2022. L’esposizione netta in termini di crediti deteriorati del gruppo si è attestata a 1,9 miliardi di euro, in diminuzione sia rispetto al 30 giugno 2022 (pari a 2 miliardi di euro) che rispetto al 31 dicembre 2021 (pari a 2,1 miliardi di euro). Alla stessa data la percentuale di copertura dei crediti deteriorati è stata pari al 53,6%, in aumento rispetto al 30 giugno 2022 quando era pari al 51,8%. “Il dato dei primi nove mesi 2022 – ha spiegato MPS in nel comunicato – include le rettifiche connesse all’operazione di cessione dei crediti deteriorati conseguenti all’utilizzo di scenari di vendita nei modelli di stima, nonché il costo derivante dall’aggiornamento dello scenario macroeconomico base”.

 

Accolte le domande per le uscite anticipate

MPS ha accolto tutte le domande per le uscite anticipate avanzate da 4.125 lavoratori su 21.244 totali. Lo ha reso noto un comunicato dei sindacati bancari Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca e Unisin. L’impegno ora è “per la ricerca delle migliori tutele e garanzie per le lavoratrici e lavoratori interessati dalla complessa e difficile fase di riorganizzazione e dalle operazioni di integrazione delle società del gruppo”, hanno detto le parti sociali. Inoltre, “le organizzazioni sindacali intendono anche concretizzare quanto prima il percorso previsto dall’accordo dello scorso 4 agosto su tutti i temi della contrattazione di secondo livello che partirà dalla negoziazione del welfare, dalla riattivazione del sistema premiante, dallo sviluppo dei percorsi di crescita professionale e dalla ripresa del processo promotivo”, si legge nella nota congiunta dei sindacati.

AUTORE

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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