Mps–Mediobanca, l’ombra dell’aggiotaggio sull’opas da 13,5 miliardi (aggiornamento)

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Colpo di scena nella scalata di Montepaschi a Mediobanca. Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, la Procura di Milano ha iscritto nel registro degli indagati Francesco Gaetano Caltagirone, Francesco Milleri (presidente di Delfin ed Essilux) e Luigi Lovaglio, ceo di Mps, nell’ambito dell’operazione che tra gennaio e ottobre 2025 ha portato Mps a conquistare l’86,33% di Mediobanca. Secondo gli inquirenti, i tre avrebbero concordato modalità e tempistiche dell’opas da 13,5 miliardi, omettendo di comunicare al mercato e alle autorità un presunto concerto nell’operazione. Le ipotesi di reato contestate sono aggiotaggio e ostacolo all’attività di vigilanza nei confronti di Consob, Bce e Ivass.

 

In questo articolo:

 

  • La scalata di Mps in Mediobanca
  • C0s’è l’aggiotaggio?
  • La reazione della Borsa

 

La scalata di Mps in Mediobanca

La scalata – come ricostruito da Borsa&Finanza – ha preso forma a inizio anno, quando Rocca Salimbeni ha presentato una prima ops offrendo 2,3 nuove azioni per ogni titolo Mediobanca. La proposta venne respinta dal cda di Piazzetta Cuccia, giudicata “inadeguata e priva di convenienza”. Monte dei Paschi di Siena ha quindi virato su un’opas ostile, rivolgendosi direttamente agli azionisti. L’offerta migliorata (2,533 azioni Mps più 0,9 euro in contanti) ha progressivamente eroso le resistenze degli investitori, portando alla raccolta dell’86,33% del capitale. Per realizzare l’operazione Mps ha emesso 1,28 miliardi di nuove azioni e versato 456 milioni in contanti. La soglia raggiunta ha consentito alla banca senese di procedere verso la fusione per incorporazione, senza obbligo di opa residuale (che scatta oltre il 90%). Sul mercato rimane ora il tema del possibile delisting di Mediobanca, dato il flottante sceso sotto il 15%, anche se non vi è un obbligo formale in tal senso.

Secondo le stime circolate tra gli analisti, la combinazione tra i due istituti genererebbe circa 700 milioni di euro l’anno di benefici: 300 milioni da maggiori ricavi, 300 milioni da riduzione dei costi, 100 milioni da risparmi sul funding. A questo si aggiunge la possibilità, per Mps, di consolidare Dta (Deferred tax assets) per circa 3 miliardi, elemento rilevante nel rafforzamento del capitale. Sul piano della governance, la fusione ha segnato anche l’uscita di scena di Alberto Nagel, che ha lasciato la guida di Mediobanca dopo quasi vent’anni.

 

Cos’è l’aggiotaggio

L’aggiotaggio è un reato previsto dal Testo Unico dell’Intermediazione Finanziaria (TUIF) che riguarda la manipolazione del mercato. In particolare, consiste nella diffusione di informazioni false o fuorvianti, oppure nell’occultamento di dati rilevanti, con l’obiettivo di alterare il prezzo di strumenti finanziari o condizionare le scelte degli investitori. Nel caso Mps–Mediobanca, le ipotesi formulate dai pm Luca Gaglio e Giovanni Polizzi, come risultato delle indagini sviluppate dal Nucleo di Polizia Valutaria della Guardia di Finanza, è che la mancata comunicazione di un presunto concerto tra Caltagirone, Delfin e Mps possa aver inciso sulla trasparenza dell’operazione e sulla corretta informazione al mercato.

 

Le dichiarazione di Delfin ed Mps

Sulla vicenda Delfin e Banca Monte dei Paschi di Siena hanno emesso due comunicati dichiarando la propria estraneità ai fatti. 

“Il Consiglio di amministrazione di Delfin, prendendo atto dell’iniziativa della Procura di Milano, dichiara all’unanimità la totale estraneità dei propri membri ai fatti contestati e di aver sempre agito nel pieno rispetto delle regole del mercato e delle normative vigenti. Si dice infine certo che l’indagine in corso dimostrerà l’infondatezza e l’insussistenza della provvisoria contestazione, confermando l’estraneità del Consiglio d’amministrazione e dei suoi membri alle accuse mosse”. 

“Banca Monte dei Paschi di Siena (“la Banca”) in relazione alle indiscrezioni di stampa apparse in data odierna, informa di aver ricevuto la notifica da parte della Procura della Repubblica di Milano di un decreto di perquisizione. In tale contesto è stato notificato un avviso di garanzia al Dr Luigi Lovaglio in qualità di Amministratore Delegato; le ipotesi di reato indicate nel documento fanno riferimento all’ostacolo alle funzioni di vigilanza ed alla manipolazione di mercato. La Banca è confidente di poter fornire tutti gli elementi a chiarimento della correttezza del proprio operato e manifesta piena fiducia nelle Autorità competenti, a cui conferma completa collaborazione”.

 

Immagine di Hillary Di Lernia

Hillary Di Lernia

Classe 1994 e laureata in scienze della comunicazione, si è specializzata in sociologia conseguendo successivamente un master in criminologia. Giornalista pubblicista, ha collaborato con diverse testate finanziarie tra cui Bluerating e Milano Finanza, occupandosi di risparmio gestito e approfondimenti sui mercati finanziari. Oggi svolge anche la professione di criminologa e giornalista d’inchiesta, con particolare attenzione alle dinamiche sociali, economiche e criminali.

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