Banca Mps non si fa impressionare dalle turbolenze di mercato e procederà alla fusione con Mediobanca. È quanto risulta dalle parole dell’amministratore delegato dell’istituto di credito toscano, Luigi Lovaglio, in un’intervista rilasciata alla Cnbc. La situazione di mercato “non avrà alcun impatto sul nostro accordo. Al contrario, sta confermando che le dimensioni contano ed è necessario diversificare i ricavi”. Se fossero già un’entità combinata, le due banche “sarebbero più forti e avrebbero la capacità di reagire più rapidamente”, ha sottolineato il top manager.
Banca Mps ha lanciato a gennaio di quest’anno un’offerta pubblica di scambio sulla totalità delle azioni Mediobanca, proponendo un rapporto di concambio di 2,3 azioni proprie di nuova emissione per ogni azione esistente della banca di Piazzetta Cuccia. Ciò comporta un prezzo implicito di offerta pari a 15,992 euro per azione e un premio del 5,03% rispetto ai prezzi ufficiali del 23 gennaio 2025, il giorno prima dell’ufficializzazione dell’Ops. Il controvalore dell’operazione risulta di 13,3 miliardi di euro.
Pochi giorni dopo, il Consiglio di amministrazione di Mediobanca ha respinto l’offerta ritenendola ostile e contraria agli interessi della banca guidata da Alberto Nagel. Da quando è stata lanciata l’offerta, le azioni di Banca Mps a Piazza Affari hanno perso circa l’8,5%, chiudendo la seduta di ieri a 5,94 euro, mentre il titolo Mediobanca è sceso di circa l’8,5% a 14,105 euro.
Mps-Mediobanca: accordo entro luglio?
Nel corso degli anni, Banca Mps ha dovuto affrontare diverse sfide. Sull’orlo della bancarotta nel 2017, l’istituto di Rocca Salimbeni è stato salvato dallo Stato attraverso una ricapitalizzazione. In realtà, da allora sono stati molteplici gli interventi del governo con abbondanti iniezioni di liquidità.
Nel tempo, in accordo con l’Unione europea, il Tesoro è uscito gradualmente dal capitale della banca scendendo al di sotto del 12%. L’obiettivo di Palazzo Chigi è di creare un terzo polo bancario nazionale, in alternativa ai due colossi Intesa Sanpaolo e Unicredit. Una combinazione tra Mps e Mediobanca rientrerebbe nell’auspicato consolidamento del settore finanziario. Lovaglio ha detto che “questa è la prima fase del consolidamento”, sperando che il completamento dell’accordo avvenga entro luglio. Ci sarà, però, “una seconda fase tra due anni”, ha sottolineato. “Ecco perché, unendo Banca Mps con Mediobanca, saremo in grado di essere di nuovo protagonisti”.
Tuttavia, gli analisti mostrano un certo scetticismo circa i benefici dell’accordo. A inizio settimana, Barclays ha espresso dubbi sui potenziali guadagni da una combinazione, tagliando l’obiettivo di prezzo per le azioni Mps. “Se Monte dei Paschi decidesse di spendere di più per convincere la maggioranza degli azionisti istituzionali di Mediobanca, l’eccesso di capitale potrebbe ridursi”, ha affermato l’istituto finanziario londinese. Su questo punto, però, Lovaglio è rimasto abbottonato, limitandosi a dire che il prezzo offerto per la banca milanese “è equo”, senza specificare se avrebbe migliorato l’accordo per renderlo più attraente per gli azionisti di Mediobanca. Il mese scorso, gli analisti di Deutsche Bank hanno affermato che il mercato stava ignorando alcune potenzialità alternative per Mps nell’ambito dell’utilizzo della liquidità, tra cui una politica di distribuzione agli azionisti più ampia.









