Cresce il numero di italiane e italiani che accedono al credito, mentre calano gli importi ancora da rimborsare: è la fotografia dell’andamento di mutui e prestiti nel primo semestre del 2025, stilata dalla mappa del credito di Mister Credit. La divisione di Crif (il sistema di informazioni creditizie, business information ed elaborazione di dati) che si occupa dello sviluppo di soluzioni e strumenti educativi per consumatrici e consumatori, ha aggiornato il suo studio sul ricorso al credito della popolazione per sostenere i propri consumi e investire sulla casa.
Nella classifica delle tipologie di beni e servizi per cui si ricorre maggiormente a mutui e prestiti, è proprio la casa a rimanere al primo posto con il 34,9% dei crediti rateali, seguita dai mezzi di trasporto (30,2%) e dai prodotti di elettronica ed elettrodomestici (20%). La dinamica analizzata da Mister Credit è positiva, anche se l’area di Crif fa notare che “le politiche di concessione dei prestiti rimangono prudenti, riflettendo anche l’incertezza legata alle tensioni geopolitiche e commerciali e il loro impatto sulla capacità di rimborso dei richiedenti”.
In questo articolo:
- Mutui e prestiti nel primo semestre 2025: il trend
- L’identikit di chi ha un finanziamento in corso
- Come si compone il credito nelle regioni italiane
Mutui e prestiti nel primo semestre 2025: il trend
Il 59,6% delle italiane e degli italiani hanno almeno un contratto di finanziamento: chi ha un credito attivo e vive pagando le rate è aumentato del +13,1% rispetto al 2024, anche grazie al calo graduale dei tassi d’interesse che ha reso il credito più accessibile. Le famiglie italiane pagano in media una rata di 278 euro al mese, stabile rispetto a un anno fa. Il 47,1% dei contratti attivi è rappresentato dai prestiti finalizzati all’acquisto di beni e servizi (auto, moto, elettronica ed elettrodomestici, articoli di arredamento, viaggi e così via), il 29,3% dai prestiti personali e il 23,6% dai mutui.
Il debito residuo – ossia la somma degli importi pro-capite da ricompensare per estinguere i contratti in essere – diminuisce in tutte le regioni d’Italia, attestandosi su una media di 31.637 euro, calata di 3.530 euro (-10%) rispetto ai 35.167 euro della prima metà del 2024. A marzo 2025 il rischio di credito relativo al totale dei prestiti alle famiglie è stabile all’1,4%, con un livello in media contenuto. Nelle singole tipologie di finanziamenti, la rata media mensile dei prestiti finalizzati è di 135 euro con un’esposizione residua di poco superiore a 5.500 euro; per i prestiti personali si arriva a 254 euro con un’esposizione residua di 16.200 euro; la rata media dei mutui è di circa 600 euro con un’esposizione residua che supera di poco i 97.000 euro.
L’identikit di chi ha un finanziamento in corso
La principale fascia d’età che ha almeno un contratto di finanziamento attivo è quella della popolazione tra i 30 e i 60 anni, ovvero la maggior parte delle persone occupate che contano su un reddito da lavoro e hanno una spiccata propensione a produrre, consumare e accendere finanziamenti. Nello specifico, ad accedere al credito sono oltre 4 persone su 5 nella categoria dai 41 ai 50 anni, quindi soprattutto Millennials e Generazione X.
Appena il 30,2% della popolazione che si rivolge agli istituti di credito fa parte del gruppo dai 18 ai 30 anni: la Gen Z, però, è più attiva sui prestiti finalizzati, specie per i dispositivi elettronici e i viaggi. La media di persone che utilizzano un credito si alza al 41,9% nel caso degli over 60: la silver age si concentra soprattutto sui prestiti personali. Nell’analisi per genere, le persone attive nel credito sono uomini al 59,1% e donne nel 40,9% rimanente. La media maschile di contratti attivi è pari a 1,1. Discorso diverso per i mutui, dove la quota femminile tocca il 45,7%.
Come si compone il credito nelle regioni italiane
Nella mappa del credito regionale, sono Toscana, Valle d’Aosta e Lazio i tre territori con la quota più elevata di popolazione con un finanziamento attivo: in Toscana le persone che hanno un credito rappresentano il 67,8% del totale (+14% sul 2024), in Valle d’Aosta il 67,2% (+7,8%) e nel Lazio il 66,4% (+14,1%). All’estremo opposto, le tre regioni con le minori percentuali di popolazione con crediti attivi sono il Trentino-Alto Adige, la Basilicata e la Campania: il Trentino-Alto Adige con appena il 32,5%, la Basilicata con il 47,8% e la Campania con il 52,7%.
Il Trentino-Alto Adige, tuttavia, è la zona dove, complici l’elevata incidenza dei mutui con alti importi da rimborsare e redditi superiori, le persone sostengono la rata più sostanziosa: la media pro-capite nel primo semestre del 2025 è di 405 euro al mese. La top 5 è completata da Lombardia con 317 euro, Veneto con 305 euro, Emilia-Romagna con 299 euro e Friuli-Venezia Giulia con 295 euro. Viceversa, le rate mensili più basse sono in Calabria, Sardegna e Sicilia (237 euro), Molise (238 euro) e Puglia (252 euro).
Nel caso dell’esposizione residua da restituire per estinguere i finanziamenti in corso, il Trentino-Alto Adige è ancora in vetta alla classifica nazionale con un indebitamento medio di 49.226 euro, in calo di 2.833 euro rispetto al 2024. La Lombardia è la secondo posto con 40.294 euro e l’Emilia-Romagna al terzo con 38.274 euro. Il Veneto è quarto con 38.232 euro e il Friuli-Venezia Giulia quinto con 36.602 euro. A causa di un peso dei mutui per la casa inferiore alla media, in fondo alla graduatoria si piazzano la Calabria con un debito residuo medio pari a 19.292 euro, il Molise con 21.484 euro e la Sicilia con 21.485 euro.









