Mutui: quanto pagheranno in più gli italiani con l'aumento dei tassi BCE
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Mutui: quanto pagheranno in più gli italiani con l’aumento dei tassi BCE

Mutui: quanto pagheranno in più gli italiani con l'aumento dei tassi BCE

L’aumento dei tassi dello 0,75% deciso dalla Banca Centrale Europea durante la riunione dell’8 settembre preoccupa gli italiani che accendono mutui per comprare casa. Soprattutto la questione dovrà essere vista in prospettiva, dal momento che i rialzi del costo del denaro non sono terminati qui. Nella conferenza stampa tenutasi dopo la riunione del board, il governatore Christine Lagarde ha usato toni molto poco accomodanti, avvertendo che altri aumenti della stessa portata potrebbero essere attuati nei prossimi incontri se l’inflazione non si abbasserà. Una strada  simile a quella seguita dalla Federal Reserve che ha promesso di non arretrare di un passo nella sua politica monetaria estremamente restrittiva fino a quando i prezzi al consumo non rientreranno nell’obiettivo della Banca centrale.

 

Mutui: ecco cosa succederà alle rate

Tassi d’interesse più alti significano tassi ipotecar per comprare una casa più elevati. In base agli ultimi dati comunicati dalla Banca d’Italia, il TAEG (tasso annuale effettivo globale) pagato per i mutui erogati alle famiglie è salito nel mese di luglio al 2,45%, dal 2,37% di giugno e dall’1,75% di luglio 2021. L’Unione nazionale dei consumatori ha calcolato che in un anno, per chi ha scelto il mutuo a tasso variabile, la rata media aumenterà di 46 euro al mese, ovvero di 552 euro all’anno.

Questi dati non tengono conto dell’ultima stretta della BCE, il che vuol dire un ulteriore peggioramento della situazione nei prossimi mesi. Infatti, al rincaro descritto bisognerà aggiungere una somma di 52 euro al mese e di 624 euro all’anno, dopo il rialzo del costo del denaro dello 0,75%. Facendo la somma, le mosse dell’Eurotower costeranno, agli italiani che hanno attivato un mutuo a tasso variabile, 1.176 euro in più all’anno.

Entrando ancora di più nello specifico, il Codacons ha calcolato che su una delle tipologie di mutuo più richieste in Italia, ossia di 150 mila euro per una durata di 25 anni, la rata mensile balzerà da 590 a 643 euro, con un incremento annuale di 636 euro. Elevando l’importo a 200 mila euro, per lo stesso periodo, l’esborso mensile sarà di 858 euro, in aumento di 71 euro al mese e di 852 euro all’anno. La situazione è ancora peggiore per i mutui a più lunga durata e di importo superiore. Ad esempio, per chi ha chiesto un finanziamento da 250 mila euro per 30 anni, vi è una lievitazione della rata da 847 a 937 euro, il che significa una somma corrisposta maggiore di 90 euro al mese e 1.080 euro all’anno.

 

Caro mutuo e caro energia riducono i consumi

Questi dati non sono molto rassicuranti, anche perché i conti delle famiglie italiane sono già messi a dura prova dal caro energia che rischia di far crollare i consumi. L’aumento delle rate dei mutui potrebbe far congelare il mercato immobiliare, con le persone che aspettano tempi migliori prima di comprare un immobile. Allo stesso modo gli investimenti finiscono per ridursi con l’incremento dell’onere del finanziamento.

A essere colpito non è però solo il settore delle case, ma tutta l’economia. Il motivo è che il bilancio delle famiglie viene ulteriormente appesantito da rate più insostenibili, di conseguenza i consumi calano generando una contrazione economica. Tutto ciò non fa gioire neppure le banche, anche se traggono beneficio dell’aumento dei tassi d’interesse della BCE. Gli istituti di credito, infatti, vedono scendere la domanda di mutui, ridimensionando una delle attività principali nell’erogazione delle risorse. Non solo. Se i mutuatari sono chiamati a esborsi mensili più sostenuti, cresce il rischio di non poter pagare le rate, aumentando in questo modo il carico dei crediti in sofferenza delle banche.

AUTORE

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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