Mutuo ipotecario: cos’è e quando richiederlo
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Mutuo ipotecario: cos’è e quando richiederlo

Cos'è e come funziona il mutuo ipotecario.

Un mutuo ipotecario è un finanziamento di media-lunga durata, la cui durata è superiore a cinque anni. Il mutuo ipotecario viene richiesto per acquistare o ristrutturare un immobile. Generalmente, il cliente, che sottoscrive questo finanziamento, ottiene la somma che gli serve per concludere la compravendita immobiliare e, successivamente, la rimborsa a rate, con importi che possono variare nel tempo o essere costanti.

Il mutuo ipotecario viene sottoscritto per acquistare, ristrutturare o costruire un immobile. Generalmente viene utilizzato per la casa nella quale il richiedente ha intenzione di andare ad abitare: viene chiamato ipotecario perché il pagamento delle rate viene garantito attraverso l’apertura di un’ipoteca sullo stesso immobile. La finanziaria o la banca, che erogano i fondi per l’acquisto, la ristrutturazione o la costruzione di un qualsiasi immobile, richiedono una garanzia reale.

 

Mutuo ipotecario: chi può richiederlo

In linea di principio, un mutuo ipotecario può essere richiesto da chiunque. Purché sia in grado di dimostrare di essere in grado di rimborsare la somma ottenuta in prestito. Per questo motivo, la banca, la finanziaria o l’intermediario si attiverà per valutare quale sia il merito creditizio del richiedente.

L’ente, che eroga il mutuo ipotecario, oltre a chiedere in garanzia un bene ipotecario – che generalmente coincide con l’immobile che si sta acquistando – deciderà se erogare il finanziamento basandosi direttamente sulle caratteristiche di chi lo richiede. Quest’ultimo dovrà fornire la documentazione necessaria a dimostrare di essere in grado di pagare il debito nei tempi e nelle modalità che dovranno essere contrattualizzate. Il richiedente sarà tenuto, quindi, a fornire la documentazione reddituale necessaria ad attestare il possesso di un reddito stabile e continuativo, attraverso il quale pagare le rate.

La banca, inoltre, provvederà a consultare le centrali rischi finanziarie, in modo da verificare la storia creditizia del richiedente, dalla quale non dovranno risultare delle segnalazioni negative dettate da ritardi di pagamento o perché abbia prestato delle garanzie a terzi, per le quali risulti essere ancora obbligato a rispondere.

I requisiti necessari per poter ottenere un mutuo sono sostanzialmente i seguenti:

 

  • requisiti anagrafici (età che permette la restituzione delle somme entro il compimento dei 75 anni d’età);
  • requisiti legali (residenza, capacità del mutuatario, assenza di pregiudizievoli);
  • requisiti reddituali (reddito sufficiente a ottenere il finanziamento);
  • requisiti finanziari (non essere segnalati come cattivi pagatori nella Centrale dei Rischi o nella CRIF – Centrale Rischi di Intermediazione Finanziaria).

Quanto dura e quanto costa

Nella maggior parte dei casi, un mutuo ipotecario ha una durata che non supera i 30 anni. Alcuni istituti di credito, fino a qualche tempo, proponevano dei prodotti che potevano arrivare anche a 40 anni: l’iniziativa, però, si è dimostrata di scarsa convenienza sia per l’ente erogatore che per il soggetto che aveva chiesto il mutuo ipotecario. Le banche avevano, infatti, erogato dei finanziamenti a delle famiglie che avevano dei redditi troppo bassi e non si sarebbero potute permettere una durata più breve, con la conseguenza di mettersi in portafoglio un cliente con scarsa solidità. Da parte loro, invece, i mutuatari, con un piano di ammortamento così lungo, si sono trovati a pagare una quota interessi molto alta.

Quanto costa un mutuo ipotecario? Sono molte le spese, che ruotano intorno a questo tipo di finanziamento. Nel caso in cui il mutuo ipotecario sia concesso da una banca, il cliente dovrà pagare un’imposta pari al 2% calcolata sull’ammontare complessivo concesso. Nel caso in cui il finanziamento riguardi l’acquisto di una prima casa, l’aliquota scende allo 0,25%. Le imposte vengono trattenute direttamente dalla banca, questo significa che il cliente riceve un importo minore rispetto a quello richiesto. Altre imposte, poi, sono legate direttamente all’iscrizione dell’ipoteca e agli adempimenti burocratici da portare a termine.

Ovviamente il costo più grande da pagare sono gli interessi, questi ovviamente variano in funzione alla durata del mutuo ipotecario e al tipo di tasso, che viene scelto. Oltre al tasso d’interesse e alle imposte, sono previsti questi ulteriori costi:

 

  • spese di istruttoria. Sono costituite da un importo fisso e da una percentuale calcolata sull’ammontare del finanziamento;
  • spese di perizia. Sono richieste per la valutazione dell’immobile da ipotecare;
  • spese notarili. Si riferiscono al contratto di mutuo e all’iscrizione dell’ipoteca nei registri immobiliari;
  • costo del premio di assicurazione a copertura di danni sull’immobile ed eventualmente dei rischi legati a eventi relativi alla vita del cliente che potrebbero impedirgli di rimborsare il prestito.

Le banche che lo concedono

Il mutuo ipotecario viene concesso da un istituto bancario o da una finanziaria autorizzata ad effettuare questi tipi di operazioni. Perché questi due enti concedano il prestito è necessario che il potenziale cliente superi positivamente alcuni requisiti di finanziabilità.

Prima di deliberare la concessione di un mutuo ipotecario, come abbiamo visto in precedenza, le banche verificano che i richiedenti siano in possesso dei requisiti necessari per poter rimborsare il mutuo. Superato questa sorta di esame, il finanziamento viene concesso.

AUTORE

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Pierpaolo Molinengo

Pierpaolo Molinengo, giornalista, ha una laurea in materie letterarie ed ha iniziato ad occuparsi di economia fin dal 2002, concentrandosi dapprima sul mercato immobiliare, sul fisco e i mutui, per poi allargare i suoi interessi ai mercati emergenti ed ai rapporti Usa-Russia. Scrive di attualità, tasse, diritto, economia e finanza.

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