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N26: Allianz vende partecipazione del 5% a forte sconto, ecco perché

N26: Allianz cederà la sua partecipazione del 5% a forte sconto, ecco perché

Allianz X mette in vendita la sua partecipazione nella banca online tedesca N26. Secondo alcune indiscrezioni, il gruppo assicurativo con sede a Monaco avrebbe incaricato un consulente per valorizzare la sua quota del 5% nella fintech, con una valutazione di 3 miliardi di dollari. Ciò implica uno sconto del 68% rispetto al valore di 9 miliardi di dollari che gli investitori avevano dato alla società durante l’ultimo round di finanziamento di ottobre 2021. N26 ha rilasciato una dichiarazione con la quale afferma di “non essere attualmente a conoscenza di vendite secondarie in corso da parte di investitori esistenti, incluso Allianz X”, oltre a “non commentare alcuna politica interna che gli azionisti potrebbero avere quando valutano le società all’interno del loro portafoglio”.

 

Allianz: ecco perché cederà la quota di N26

Il gruppo Allianz è uno dei maggiori investitori di N26. La partecipazione è stata acquisita nel 2018, quando la compagnia ha preso parte a un round di finanziamento da 160 milioni di dollari insieme al colosso cinese Tencent Holdings. Dai documenti pubblici risulta che la cessione del gigante assicurativo farebbe comunque triplicare il suo guadagno in cinque anni, a quasi 160 milioni di dollari. La vendita ha radici lontane, che si riferiscono almeno a un anno fa, quando Nazim Cetin, amministratore delegato di Allianz X, aveva espresso una certa preoccupazione per la fintech in merito alla crescita.

Per N26 questo potrebbe essere un brutto colpo, che aggiunge ulteriori difficoltà all’azienda. La banca era riuscita a raccogliere 900 milioni di dollari nel round di ottobre 2021, al che aveva avanzato l’ambizione di quotarsi in Borsa. Da quando però i tassi di interesse hanno cominciato ad aumentare, l’istituto ha perso repentinamente valutazione e quindi ha accantonato qualsiasi velleità di diventare pubblica. A ottobre 2022, la società con sede a Berlino ha riportato perdite per il 2021 in aumento del 14%, dichiarando però che non occorrevano nuovi finanziamenti. “N26 è stato redditizio per diversi anni ed è ben finanziato, indipendente da capitali esterni e in grado di raggiungere la redditività senza ulteriori finanziamenti”, aveva affermato.

La banca inoltre ha dovuto affrontare il limite ai nuovi clienti imposto dalla BaFin alla fine del 2021 per difetti rilevati nei controlli sull’antiriciclaggio e nell’organizzazione interna. Da allora N26 può accettare appena 50 mila nuovi clienti al mese, meno di un terzo rispetto ai 170 mila al mese che acquisiva in precedenza. Ora la banca conta di far rimuovere il divieto, aspettandosi che una svolta favorevole possa arrivare entro il terzo trimestre 2023.

 

Fintech: un settore in crisi?

N26 non è la sola fintech a trovarsi in difficoltà nel settore. L’aumento dei tassi d’interesse, l’inflazione elevata e il timore che possa arrivare una recessione hanno messo alle corde anche altre importanti società tecnologiche. Una ad esempio è Klarna, azienda finlandese specializzata nei servizi finanziari online come il “Buy Now Pay Later“. A luglio del 2022, la fintech è stata valutata 6,7 miliardi di euro, in occasione del suo ultimo round di finanziamento di 800 milioni di euro. Questo significa un crollo di oltre l’80% rispetto alla valutazione precedente. Non è andata meglio a Checkout.com, società di elaborazione pagamenti londinese che alla fine del 2022 era stata valutata 11 miliardi di dollari, dai 40 miliardi di dollari di gennaio dello stesso anno.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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