L’uomo più ricco d’Egitto: è Nassef Sawiris, magnate del colosso OCI e chairman dell’Aston Villa con il partner Wes Edens. Terzo figlio del miliardario Onsi Sawiris, fratello di Naguib e Samih, l’imprenditore ha ampliato le attività dell’azienda di famiglia fino a farla diventare un autentico brand a livello internazionale. Ma come e quando il businessman egiziano è sbarcato in Premier? A quanto ammonta il suo patrimonio e da quanto tempo gravita nel mondo del calcio?
Chi è Nassef Sawiris e che cosa fa
Classe 1961, Nassef Sawiris studia alla Deutsche Evangelische Oberschule del Cairo e si laurea in Economia alla University of Chicago. La sua ricchezza arriva dagli affari di famiglia: nel 1982, fresco di laurea, entra in Orascom Construction, società di costruzioni focalizzata su infrastrutture, industria e attività commerciali di alto livello e prima multinazionale egiziana. Nel 1995 il padre Onsi gli cede il controllo della gestione e nel 1998 diventa CEO.
Dopo l’acquisizione di una partecipazione del 50% di Besix da parte di OCI Global, il gruppo nato da Orascom Construction Industries, Sawiris fa parte del consiglio di amministrazione e del comitato controllo e rischi fino al 2017. Dal 2004 al 2007 è nel board della EGX (Egyptian Exchange, la Borsa egiziana) e dal 2008 al 2010 in quello del Nasdaq Dubai. Con il passaggio da OCI SAE a OCI NV, Sawiris allarga le attività della holding dall’edilizia a telecomunicazioni, turismo, scienza e tecnologia, fino a trasformarla in uno dei più grandi produttori di fertilizzanti azotati al mondo.
Board member di LafargeHolcim, il manager egiziano entra nel business dei marchi sportivi acquisendo una partecipazione in Adidas tramite la sua finanziaria NNS Holding Sàrl Luxembourg ed entrando nel consiglio di sorveglianza. Dura poco, invece, l’avventura di Avanti Acquisition Corp, special purpose acquisition company aperta nel 2020 e liquidata nel 2022. Più fortunata l’esperienza con El Gouna Film Festival, kermesse cinematografica che fonda e promuove da appassionato cinefilo.
A quanto ammonta il suo patrimonio
Forbes stima il patrimonio di Nassef Sawiris al 2024 in 8,6 miliardi di dollari: numeri che fanno piazzare l’imprenditore al 290esimo posto nella classifica degli uomini più ricchi al mondo. Non solo: oltre ad essere l’uomo più ricco d’Egitto, il businessman del Cairo è il quinto uomo più ricco d’Africa dopo Abdul Samad Rabiu, Nicky Oppenheimer, Johann Rupert e Aliko Dangote.
I numeri non sono troppo diversi nel Bloomberg Billionaires Index, che stima il patrimonio di Nassef Sawiris in 8,36 miliardi di dollari. Un impero che il manager egiziano sfrutta non solo per gli affari e il calcio, il cinema e il fashion: nel 2019 dona 6 milioni di dollari alla University of Chicago Booth School of Business (la scuola dove ha studiato) per lanciare il primo programma di executive education progettato su misura per El Gouna, la città-resort incastonata tra il deserto e il Mar Rosso.
Da quanto tempo gravita nel calcio
Sawiris è al vertice dell’Aston Villa dal luglio 2018, quando con il miliardario statunitense Wes Edens, presidente di Fortress Investiment Group e fondatore di New Fortress Energy, crea il consorzio V Sports (inizialmente NSWE) per rilevare il 55% del club di Birmingham. Ma gli investimenti di Sawiris in sport, media e intrattenimento sono trasversali. Nel 2020 acquisisce una partecipazione del 6,3% in MSG Sports, holding che ha tra i suoi asset i New York Knicks nell’NBA e i New York Rangers nell’NHL.
Nel 2023 V Sports passa dall’Inghilterra al Portogallo: la holding spende 5 milioni di euro per il 46% del Vitória de Guimarães, club di Primeira Liga che nei suoi 100 anni di storia non ha mai vinto il campionato. Nel quadro dell’accordo, V Sports si impegna ad investire altri 2 milioni nelle infrastrutture sportive (l’Estádio D. Afonso Henriques e i centri di allenamento) e a fornire una linea di credito fino a 20 milioni per completare la rosa.
Quanto ha investito nell’Aston Villa
Il consorzio di Sawiris e Edens sborsa 30 milioni di sterline per il 55% dei Villans e si assume l’onere di saldare i debiti e risolvere i problemi di liquidità della precedente gestione. V Sports nomina l’ex Liverpool Christian Purslow come CEO e rimette in ordine i conti: le ultime quote sono rilevate con un esborso di ulteriori 30 milioni. Con l’arrivo del direttore sportivo Monchi, del presidente esecutivo delle operazioni commerciali Chris Heck e del direttore operativo Ben Hatton, Sawiris e Edens fanno forti investimenti sul mercato con 360 milioni di sterline di capitale azionario senza debiti iniettati nella società.
Gli acquisti più costosi dell’Aston Villa dal 2018 ad oggi sono quelli di Moussa Diaby (pagato 55 milioni di euro al Bayer Leverkusen), Emiliano Buendía (preso per 38,4 milioni dal Norwich) e Ollie Watkins, comprato dal Brentford per 34 milioni. V Sports si impegna anche per rilanciare l’Aston Villa Women (che nella stagione 2019-20 vince la Championship e torna in Women’s Super League) e per espandere Villa Park, portando la capienza dello stadio da 42.682 a oltre 50.000 posti con un progetto da più di 100 milioni di sterline. Grazie alle performance finanziarie, ai risultati sportivi e alla forza del brand, nel report Football 50 di Brand Finance il valore di mercato dell’Aston Villa è di 222 milioni di dollari. Ancora meglio nella classifica stilata da Forbes, dove arriva a 756 milioni.
I risultati sportivi da quando è chairman
Dal 2018 ad oggi, l’Aston Villa targato Sawiris e Edens si rialza dalle ceneri delle gestioni Randy Lerner e Tony Xia: con il mogul statunitense e l’imprenditore cinese i Lions finiscono in Championship dopo 28 anni di militanza ininterrotta in massima serie. Nella stagione 2018-2019, la prima di V Sports, la squadra allenata da Dean Smith (subentrato a Steve Bruce) arriva quinta in classifica, vince la finale play-off contro il Derby County e conquista la promozione tornando in Premier League. Smith rimane in panchina altre due stagioni, quando viene esonerato e sostituito da Steven Gerrard.
Gli amaranto-celesti stazionano nelle parti basse della classifica fino alla stagione 2022-2023, quando l’arrivo del manager spagnolo Unai Emery rivitalizza la claret & blue army: l’Aston Villa chiude la Premier al settimo posto (miglior risultato per Sawiris e Edens) ottenendo la qualificazione in Conference League. L’aria d’Europa mancava da anni a Villa Park, per non parlare del campionato: il titolo nazionale è assente in bacheca dal lontano 1981. Con Emery chissà: i Villans si candidano a esponente di spicco della classe media in grado di strappare un posto ai piani alti della Premier a colossi come il Man City di City Football Group e il Liverpool di Fenway.









