Nel portafoglio modello 2024 strategie alternative al 30%

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Nel mondo degli investimenti il portafoglio modello 60/40 è stato a lungo un pilastro della diversificazione. Oggi, grazie all’innovazione finanziaria, può essere migliorato con l’aggiunta di strategie alternative una volta riservate agli investitori istituzionali. I risultati sono significativi dal punto di vista del rapporto rischio rendimento. A dimostrarlo è un’analisi effettuata da Candriam, che utilizzando un portafoglio modello 40/30/30, con l’inserimento fino al 30% di investimenti alternativi, si è spinta a creare due proposte per il 2024.

 

Portafoglio modello, le due proposte di Candriam

Nella creazione e analisi dei portafogli modello per il 2024, costruiti utilizzando anche le strategie alternative (portafoglio 40/30/30), gli analisti di Candriam hanno ipotizzato due scenari opposti:

 

  1. Espansione economica prolungata;
  2. Recessione dopo il picco.

 

Il portafoglio 40/30/30 per la prima ipotesi è stato costruito con l’inserimento del 2,5% di CTA (Commodity trading advisor), del 18,1% di strategie Event driven, del 6,9% di Equity market neutral e del 2,5% di fondi di fondi. Messo a confronto con un tradizionale portafoglio 60/40 (60% azionario e 40% obbligazionario), la proposta per la fase di espansione ha avuto un rendimento annualizzato sostanzialmente in linea (5,40% contro 5,45%) a fronte di una volatilità molto più contenuta (6,7% contro 8,21%). Lo Sharpe ratio, che misura la performance modificata per il rischio si è attestato rispettivamente a 0,81 per il portafoglio ottimizzato e 0,66% per quello di riferimento 60/40. Il massimo drawdown si è attestato al 16,99% nel primo caso e al 21,73% nel secondo.

 

Portafoglio ottimalePortafoglio di riferimento
Rendimento annualizzato5,40%5,45%
Volatilità6,70%8,21%
Sharpe ratio0,810,66
Massimo deawdown16,99%21,73%

I risultati dell’analisi sul portafoglio per lo scenario di espansione economica prolungata

Il portafoglio ottimizzato per il secondo scenario vede la presenza del 22,5% di CTA, del 2,5% di Event driven, del 2,5% di Equity market neutral e del 2,5% di fondi di fondi. In questo caso tutti i parametri risultano essere migliori rispetto al portafoglio di riferimento 60/40:

 

  • Rendimento annualizzato: -4,04% contro -6,96%;
  • Volatilità: 8,9% contro 12,85%;
  • Sharpe ratio: -0,45 contro -0,54;
  • Massimo drawdown: 31,02% contro 45,83%.
Portafoglio ottimalePortafoglio di riferimento
Rendimento annualizzato-4,04%-6,96%
Volatilità8,90%12,85%
Sharpe ratio-0,45-0,54
Massimo deawdown31,02%45,83%

I risultati dell’analisi sul portafoglio per lo scenario picco di espansione seguito da recessione

Le misurazioni sono state effettuate nel primo caso su un set di dati raccolti sui 262 mesi di espansione tra il 1990 e il 2024, nel secondo sui 75 mesi corrispondenti allo scenario.

 

I dati storici a confronto

Candriam ha confrontato le performance storiche di un portafoglio modello 60/40 con una serie di portafogli ottimizzati che includono il 30% di strategie alternative (Global Macro, Direzionale, Event-Driven, e Relative Value, fondi di fondi hedge).

Il peso del portafoglio di riferimento è stato mantenuto tra il 70% e il 90%. Le strategie alternative hanno costituito fino al 30% del portafoglio, con un minimo del 2,5% per ogni segmento per garantire una diversificazione adeguata. Guardando all’arco temporale dal 1990 a oggi, l’analisi ha mostrato che un portafoglio 40/30/30, composto per esempio da circa il 7,5% CTA, il 6,6% Event driven, il 13,4% Equity market neutral e il 2,5% fondi di fondi, avrebbe migliorato significativamente lo Sharpe Ratio rispetto al tradizionale portafoglio 60/40 (0,48 vs. 0,36) e ridotto il drawdown massimo (29,57% vs 36,93%).

 

Immagine di Alessandro Piu

Alessandro Piu

Direttore responsabile di Borsa&Finanza da gennaio 2025, è entrato a far parte della redazione nel giugno 2022. Laureato in economia, ha lavorato dapprima per il sito Spystocks.com, poi per i portali del gruppo Brown Editore (finanza.com; finanzaonline.com; borse.it e wallstreetitalia.com). È stato caporedattore del mensile Wall Street Italia. Scrive di economia, finanza e risparmio dal 2004.

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