Netflix: abbonamento con pubblicità, azioni da comprare o vendere?
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Netflix: abbonamento con pubblicità, azioni da comprare o vendere?

Netflix lancia abbonamento con pubblicità, azioni da comprare o da vendere?

Netflix per cercare di porre rimedio al calo degli abbonati, che si è registrato in particolar modo nei primi due trimestri dell’anno in corso, ha deciso di lanciare un nuovo abbonamento con la pubblicità. Per la prima volta ci saranno ogni ora 4 o 5  interruzioni pubblicitarie di 15 o 30 secondi e saranno inserite prima e durante le serie ed i film, evitando che si ripetano gli spot pubblicitari. Inoltre alcuni film e programmi televisivi non saranno disponibili a causa di restrizioni legate alle licenze.

Oltre che in Italia, il piano messo in campo dalla società verrà lanciato in Australia, Brasile, Canada, Corea, Francia, Germania, Giappone,  Messico, Regno Unito, Spagna e Stati Uniti. Rispetto all’attuale offerta, il nuovo piano non comporterà alcun cambiamento alle altre forme di abbonamentoi. L’abbonamento base con pubblicità si aggiunge infatti ai piani Base, Standard e Premium, privi di qualsiasi forma di spot. Nel nostro Paese il costo dell’abbonamento sarà di 5,49 euro.

L’abbonamento con pubblicità è l’ultima azione messa in campo dal colosso dello streaming per cercare di recuperare parte del terreno perso nell’anno in corso. Infatti nei mesi passati la società era intervenuta per impedire la condivisione della password di uno stesso abbonamento, oltre che a licenziare 150 dipendenti per tagliare i costi.

 

Azioni Netflix: analisi tecnica e strategie operative

Andiamo ora a vedere quali sono le attese nel breve e medio periodo per l’azione quotata a Wall Street. Il rimbalzo delle ultime due giornate non cambia sia il trend primario delle azioni Netflix, che rimane impostato al ribasso, che quello di medio periodo, con i prezzi che da alcuni mesi stazionano all’interno di un trading range posto tra i 215 dollari e i 250 dollari. Sarà quindi l’area dei 250 dollari che sarà attenzionata dagli investitori, in quanto il suo superamento aprirebbe le porte ad un importante recupero che avrebbe un primo target sui 285 dollari e a seguire la soglia dei 300 dollari. Nel caso in cui anche questi livelli dovessero essere superati, aumenterebbero le possibilità per l’azione di andare a chiudere quell’ampio gap down lasciato aperto il 20 aprile 2022,  in occasione dei deludenti dati del primo trimestre 2022, nei pressi dei 333 dollari.

Al contrario discese sotto i 215 dollari farebbero riprendere il trend primario, con primissimi target sui 200 dollari e successivamente i 190 dollari. Fondamentale nel caso sarà la tenuta di questi sostegni per evitare un ritorno del titolo verso i minimi degli ultimi 5 anni situati sui 160-165 dollari.

AUTORE

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Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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