Nexi punta a costruire mega gruppo europeo, cosa fare con azioni in Borsa?

Nexi punta a costruire mega gruppo europeo, cosa fare con azioni in Borsa?

Nexi punta a costruire mega gruppo europeo, cosa fare con azioni in Borsa?

Che succede al titolo Nexi, il colosso dei servizi per i pagamenti digitali, che a Piazza Affari giovedì scorso ha chiuso a 9,120 euro? Da luglio 2021, quando aveva raggiunto il massimo di 19,405 euro, ad oggi, il valore dell’azione è costantemente sceso, fino a ritornare quasi ai livelli del prezzo della quotazione, 9 euro, avvenuta esattamente tre anni fa, nell’aprile 2019. Le grandi acquisizioni di Sia e Nets che avevano fatto ben sperare. Nel frattempo però ci sono state le grandi acquisizioni di SIA, la società paneuropea dei pagamenti fiore all’occhiello di Cassa Depositi e Prestiti, e di Nets, l’azienda danese che gestisce i pagamenti di alcune nazioni del nord Europa. Il risultato delle aggregazioni ha portato nel 2021 a una forte crescita dei ricavi pro-forma (poco sopra i 3 miliardi) e conseguentemente dell’Ebitda (circa a 1,4 miliardi), ma anche a un indebitamento netto di 5,1 miliardi. La formazione del nuovo gruppo era stata fortemente voluta dal governo italiano, da Cdp e dai fondi internazionali Bain e Advent, che nel 2015 acquistarono Carta Si dalle Banche Popolari trasformandola poi in Nexi.

Le profusioni di ottimismo del management, poi disilluse. Ma gli attuali grandi azionisti stranieri (Bain, Advent, Helman & Friedman, Gic, Eagle, AB Europe) seguiti dai quelli italiani (Cdp, Intesa Sanpaolo e Poste Italiane) non sono per nulla soddisfatti della performance degli ultimi mesi del titolo in Borsa. Anche il management, che pure aveva fatto in più occasioni profusione di ottimismo, in primis Paolo Bertoluzzo, amministratore delegato del gruppo, e poi Bernardo Mingrone, l’aggressivo chief financial officier dell’azienda, non sanno più che pesci pigliare. Oltretutto hanno assistito in questi mesi non certo facendo i salti di gioia all’impoverirsi dei cospicui pacchetti di azioni della società già in loro possesso.
Agli investitori i due manager hanno comunicato che sono al lavoro per costruire un mega gruppo leader nei pagamenti europei e che l’unione delle tre società porterà efficienze per oltre 300 milioni in tre anni. E anche che per quanto riguarda le previsioni per il 2022 la crescita sarà consistente: fatturato +7-9% con un margine operativo lordo positivo in aumento del 13-16%.

I dubbi sulla conferma della presidente Michaela Castelli. Intanto sono state rese note le liste per il rinnovo del cda che gestirà Nexi per i prossimi tre anni. Di sicuro nella lista dei soci legati dal patto parasociale di alcuni azionisti ci sarà Bertoluzzo, l’attuale amministratore delegato, a cui era stato promesso, fin dai tempi dell’aggregazione a tre, di continuare a ricoprire la carica sino al 2024. Rimaneva invece un bel punto di domanda su chi sarebbe stato il prossimo presidente eletto dall’assemblea del 5 maggio. Dubbio risolto mercoledì scorso con la riconferma su indicazione di Cdp di Michaela Castelli, che già occupa analoga poltrona in molte società quotate e non. Nel mentre, risulta utile leggere i documenti assembleari che forniscono qualche dato in merito agli emolumenti che nel 2021 sono stati corrisposti agli amministratori e all’unico dirigente strategico della società, il direttore finanziario Mingrone. Emolumenti che sono quasi il doppio della media di quelli rilevati nel 2020 da Assonime per le società del FTSE MIB.

 

Nexi: area intorno ai 9 euro potrebbe arrestare la lunga discesa

Il titolo Nexi è decisamente impostato al ribasso nel breve termine, nonostante la performance leggermente positiva registrata nella seduta di giovedì (+0,37%). Dopo un’apertura in linea con la chiusura precedente, infatti, le quotazioni hanno dapprima intrapreso un andamento fortemente rialzista che le ha portate a realizzare un massimo sul livello 9,398, per poi invertire drasticamente la rotta fino a chiudere la giornata a quota 9,120, annullando quasi tutti i guadagni intraday.
Come detto, le quotazioni scendono inesorabilmente da quasi dieci mesi, senza mai alcun rimbalzo degno di nota. In casi come questi, solitamente, il trader tende a cercare un minimo per approfittare di una inversione di tendenza, seppur di breve respiro. In pratica, una strategia “contrarian” che spesso può portare frutti, ma altrettanto volte può fare molto male, soprattutto se non si hanno argomentazione valide.

Al momento, quindi, per il buon padre di famiglia è un investimento assolutamente da evitare, mentre per i trader più coraggiosi e ottimisti si potrebbe intravedere una battuta d’arresto della perdurante discesa nell’intorno dei 9 euro (mai una chiusura daily inferiore nelle ultime tre sedute), ipotizzando un rimbalzo “mordi e fuggi” già questa settimana. L’impostazione grafica, infatti, vede i prezzi stazionare al di sotto dell’indicatore Supertrend mentre sia l’indicatore Parabolic Sar che la media mobile a 25 sono ribassisti da settimane. Anche l’indicatore Macd ha appena incrociato il proprio Signal. Inoltre, è da segnalare come l’indicatore RSI sia posizionato nell’area di “ipervenduto” vicino al livello 30. Dal punto di vista operativo, pertanto, l’ingresso in posizioni long è consigliabile solo al superamento del livello 9,398 con target nell’intorno dei 9,700 euro, mentre le posizioni ribassiste potranno essere aperte solo alla violazione di quota 9,012 con obiettivo molto vicino al livello 8,710.

 


L’andamento di lungo termine del titolo NEXI

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