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NIO lancia la sfida a Tesla, accordo con BYD sulle batterie

NIO lancia la sfida a Tesla, accordo con BYD sulle batterie

NIO compie un passo importante nell’approvvigionamento delle batterie per auto elettriche, stipulando un accordo di fornitura con il gigante cinese rivale BYD. Dopo aver abbandonato a dicembre i piani di internalizzare la produzione, la startup cinese si affida un gruppo batteria più piccolo prodotto da BYD per il lancio del nuovo marchio di auto che si chiamerà Onvo. L’obiettivo è  di tenere basso il prezzo del veicolo. Attualmente NIO si rifornisce soprattutto dal leader del settore delle batterie Contemporary Amperex Technology Ltd. (CATL) e da CALB Group. Quest’ultima fornirà un pacco batterie più grande da 85 kilowattora per il marchio Onvo.

 

NIO all’assalto di Tesla

NIO lancia la sfida a Tesla nel mercato cinese dei veicoli elettrici, che in questo periodo è diventato teatro di una feroce guerra dei prezzi innescata proprio dal gigante di Austin. La strategia dell’azienda con sede a Hefei si inquadra perfettamente in un contesto in cui i consumatori cinesi sono più disposti a dotare le proprie auto di batterie di fascia inferiore pur di spendere meno per il prezzo della vettura. In parte ciò è corroborato dal fatto che vi è un’ampia disponibilità di stazioni di scambio batterie gestito da NIO, su cui l’azienda ha puntato molto in questi anni, insieme a una quantità importante di punti di ricarica.

NIO sta diventando sempre più aggressiva nel mercato delle auto elettriche, forte anche del miglioramento delle vendite nel mese di aprile. L’obiettivo è quello di diventare redditizia nei prossimi anni e per questo sta cercando di lavorare molto sulla razionalizzazione dei costi con i prezzi in discesa. Inoltre, secondo quanto riferito dal responsabile delle attività francesi della società, Nicolas Vincelot, NIO starebbe puntando a due nuovi modelli per il mercato europeo i cui dettagli saranno forniti alla fine del mese in occasione della presentazione dei conti trimestrali. Finora si sa che uno dei due modelli sarà un SUV dal prezzo inferiore ai 30 mila dollari.

 

Mentre BYD continua ad avanzare

L’accordo con NIO fortifica anche BYD, che si sta consacrando come leader assoluto nel mercato non solo cinese delle auto elettriche. La sua unità di batterie FinDreams Battery tra l’altro fornisce anche Tesla, il suo rivale principale. Tuttavia la maggior parte delle batterie prodotte è destinata ai propri veicoli. Sulla base dei dati riportati dal Gaogong Industrial Institute, il gigante di Shenzhen ha venduto ai clienti esterni appena il 5% delle batterie prodotte lo scorso anno.

BYD attualmente ha il vento in poppa e cerca di espandersi contando su un business integrato verticalmente che le permette di tenere basso il costo dei veicoli. Recentemente ha puntato l’Indonesia, con l’acquisto di un terreno di 100 ettari nella zona industriale di Subang, nella parte occidentale dell’isola di Giava. Sul suolo intende costruire una nuova fabbrica a partire da gennaio 2026, che garantirebbe una capacità produttiva di 150 mila veicoli l’anno e comporterebbe un investimento di oltre 1,2 miliardi di euro. Le mire espansionistiche di BYD hanno coinvolto altri Paesi come Brasile, Ungheria, Uzbekistan e Thailandia, dove ha annunciato o ha iniziato a costruire nuovi impianti di produzione.

Domenica scorsa è sbarcato in Europa Xi Jinping, nella sua prima visita dal 2019, per una serie di incontri tra cui principalmente con il presidente francese Emmanuel Macron. Il Vecchio continente sta cercando di frenare l’avanzata delle società cinesi, BYD in particolare, avendo avviato un’indagine per concorrenza sleale e minacciando l’imposizione di dazi. Tuttavia, in occasione dell’arrivo di Xi Jinping, il ministro delle Finanze francese Bruno Le Maire ha affermato che “gli investimenti di BYD e di altre aziende cinesi in Francia sarebbero benvenuti”.

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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