In una fase in cui il rischio di concentrazione dei portafogli degli investitori è cresciuto, come conseguenza della preponderanza delle azioni Big tech Usa, focalizzarsi solo sulle 100 società statunitensi più capitalizzate potrebbe sembrare un controsenso. Eppure proprio questo propone Legal&General (L&G), con il nuovo L&G S&P100 Ucits Etf. un fondo che offre agli investitori europei un accesso diretto e a basso costo alle maggiori blue chip Usa. David Barron, viceresponsabile globale Index & Etf di L&G spiega così la scelta: “Le mega-cap statunitensi hanno da sempre beneficiato di guadagni stabili, di bilanci solidi e di modelli di business affidabili”.
Il nuovo Etf è complementare all’L&G S&P 100 Equal Weight UCITS ETF, lanciato nel luglio 2025 per ridurre il rischio di concentrazione. “I nostri clienti – riprende Barron – non solo potranno beneficiare di una via d’accesso alle mega-cap statunitensi, ma potranno anche scegliere la soluzione che ritengono più opportuna, a seconda di fattori come la loro propensione al rischio, l’importanza data alla diversificazione e le loro opinioni sull’andamento del mercato”.
Le caratteristiche del nuovo Etf di L&G
L’obiettivo dell’Etf è replicare l’andamento dell’indice S&P 100 NTR, che raggruppa le cento società a più elevata capitalizzazione degli Stati Uniti all’interno del più ampio S&P 500. Si tratta di un paniere che da solo rappresenta circa due terzi della capitalizzazione complessiva dell’indice principale e che privilegia imprese con opzioni quotate e fondamentali solidi.
Con il nuovo Etf L&G, Legal & General punta a soddisfare una crescente domanda di soluzioni efficienti per diversificare i portafogli europei sulle big americane, offrendo un’esposizione immediata alle società che dominano l’economia a stelle e strisce.
Identificato dal codice Isin IE000MU0FDZ8, ha un Ter annuo dello 0,15% e una patrimonializzazione di 2,5 milioni di dollari al 18 settembre 2025. L’orizzonte minimo di investimento consigliato è di 5 anni con un impatto complessivo dei costi, oltre al Ter, di uno 0,05% aggiuntivo stimato, secondo quanto riportato nel documento Kid, contenente le informazioni chiave sull’investimento.
L’indice S&P 100
L’indice S&P 100, sotto-indice dell’S&P 500, composto dalle 100 azioni più capitalizzate del mercato azionario degli Stati Uniti, ha un’esposizione predominante, come immaginabile, alle società tecnologiche che, da sole, rappresentano il 40% del totale (rilevazione del 29 agosto 2025). A grande distanza segue il comparto telecomunicazioni, con il 13,4%, comunque legato strettamente all’IT. I finanziari coprono il 12,8% del peso complessivo, i consumi discrezionali l’11%, l’health care l’8,5%. I primi dieci costituenti, sempre alla data di rilevazione specificata sono:
- Nvidia
- Microsoft
- Apple
- Amazon
- Meta Platforms
- Broadcom
- Alphabet A
- Alphabet C
- Tesla
- Berkshire Hathaway B

Da inizio anno l’indice S&P100 mostra una performance positiva del 14,60%, grazie soprattutto al recupero messo a segno dopo il mese di aprile, quando Trump ha annunciato le tariffe reciproche. La performance a 1 anno è del 20,27%, quella a 3 anni dell’6,77%.









