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Nvidia: dalle nuove regole USA sui chip altre strette ma anche due regali

Nvidia: dalle nuove regole USA sui chip altre strette ma 2 regali

La nuova stretta delle autorità statunitensi in materia di esportazione di chip tecnologicamente avanzati verso la Cina ha colpito i colossi del settore come Nvidia. Il Bureau of Industry and Security ha pubblicato oltre 400 pagine di regole rigide che limitano la fornitura alle società cinesi da parte delle aziende americane di chip di fascia alta, soprattutto in relazione all’intelligenza artificiale. L’obiettivo è duplice: da un lato impedire che la Cina avanzi dal punto di vista tecnologico e dall’altro mettersi al riparo da possibili utilizzi del governo di Pechino per fini militari. La risposta delle autorità cinesi non si è fatta attendere e oggi il Ministero degli Esteri ha affermato che “tali restrizioni  violano i principi dell’economia di mercato e della concorrenza leale”.

 

Nvidia: 2 aspetti positivi dal nuovo regolamento USA

In questo clima di guerra aperta tra Washington e Pechino sul versante tecnologico vi sono però due aspetti favorevoli a Nvidia che si possono cogliere ne documento rilasciato ieri . Il primo riguarda il fatto che l’industria americana dei semiconduttori potrà continuare a inviare chip AI (Artificiale Intelligence) in Cina per sistemi di piccole e medie dimensioni. In sostanza, le limitazioni sono orientate a evitare che il Dragone possa sfruttare i chip per costruire supercomputer in grado di generare tecnologie estremamente sofisticate. “Il principio organizzativo di tutte queste regole è quello di mantenerle focalizzate su quelle capacità che possono abilitare i sistemi militari cinesi. Non c’è interesse a perseguire ampie applicazioni consumer”, ha affermato Thomas Krueger, un ex funzionario del Consiglio di sicurezza nazionale degli Stati Uniti per il controllo delle esportazioni. In definitiva, i chip possono essere utilizzati anche per i modelli di intelligenza artificiale, ma solo su piccola e media scala.

Il secondo aspetto favorevole si riferisce al tentativo di azzoppare la concorrenza cinese di Nvidia. Infatti, con le nuove regole, startup cinesi come Moore Threads e Biren sono impossibilitate per il momento a sviluppare i loro progetti attraverso una tecnologia sui chip all’avanguardia. Questo implica che tutto ciò che Nvidia potrà vendere in Cina sarà probabilmente la migliore soluzione sulla piazza per gli acquirenti del posto.

 

Cosa pensano gli analisti

Sull’efficacia delle norme statunitensi gli analisti esprimono un giudizio abbastanza unanime. Secondo Dan Hutcheson, analista di TechInsights, “quello che stanno davvero facendo è chiudere tutte le porte, con le nuove regole che precludono una notevole quantità di potenziali sviluppi futuri”. A parere di Gregory Allen, direttore del Center for Strategic and International Studies, il controllo delle autorità USA “da solo limiterà la capacità della Cina di espandere la produzione di semiconduttori di fascia avanzata per molti anni”. Se i pezzi di ricambio e i componenti per le apparecchiature possono essere controllati in modo efficace, “le nuove normative potrebbero degradare gli impianti di produzione che la Cina ha attualmente in funzione” ha aggiunto.

Gli analisti della banca d’investimento Piper Sandler sostengono che Nvidia “riprogetterà rapidamente un chip per soddisfare nuovi standard, con interruzioni relativamente irrilevanti delle attuali prospettive di business”. Invece Yang Wang, analista senior di Counterpoint, si aspetta solo interruzioni limitate per l’industria cinese dell’intelligenza artificiale. Tuttavia, “l’impatto potrebbe essere più rilevante nel medio-lungo termine e potrebbe far crescere il divario tra la Cina e i colleghi globali nell’AI nei prossimi anni”, ha aggiunto.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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