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Nvidia: grandi investitori si affrettano a comprare azioni

Nvidia: ora i grandi investitori si affrettano a comprare le azioni

Nei giorni scorsi ha fatto scalpore la notizia che Cathie Wood ha perso il grande rally di Nvidia a Wall Street vendendo, attraverso i fondi ARK che gestisce, la sua partecipazione nel colosso dei semiconduttori a inizio anno. In realtà, non sono pochi i grandi gestori di fondi che hanno visto sfumare questa grande occasione e che ora si stanno affrettando ad accumulare le azioni. Sulla base di un’analisi condotta da Goldman Sachs, nel primo trimestre del 2023 società come State Street, Fidelity, Amundi, Columbia Threadneedle di Ameriprise e Loomis Sayles hanno tagliato le posizioni in Nvidia, insieme a tutta una serie di fondi comuni.

Quando il fenomeno dell’intelligenza artificiale è esploso e gli investitori hanno cominciato a caricare le azioni di Nvidia fino a far raggiungere una capitalizzazione di 1.000 miliardi di dollari, fondi comuni ed hedge fund hanno realizzato del grande errore commesso e si sono precipitati a comprare il titolo. “Molte persone hanno sottopesato lo spazio di crescita in generale dopo il 2022. Ma ora siamo a un punto in cui molti sono costretti a entrare nel mercato”, ha dichiarato Brian Bost, co-responsabile dei derivati azionari per le Americhe di Barclays.

 

Nvidia: ecco come hanno operato i grandi investitori

La data spartiacque è stata quella di mercoledì 24 maggio, quando Nvidia ha pubblicato una trimestrale straordinaria, ma soprattutto una guidance oltre le più rosee aspettative. Nelle settimane precedenti diversi grandi hedge fund avevano tagliato le posizioni sulle azioni, pensando in quel modo di bloccare i profitti conseguiti fino ad allora.

L’operatività è avvenuta soprattutto attraverso due modalità. Una riguarda gli swap azionari. In sostanza, i grandi broker come JP Morgan Chase, Bank of America e Morgan Stanley acquistavano il sottostante e fornivano esposizione agli hedge fund attraverso gli swap che riproducono l’aumento o il calo di un titolo. Una seconda fa riferimento alle opzioni. In tal caso, gli hedge fund hanno accumulato opzioni put sulle azioni Nvidia per proteggersi da un eventuale crollo, pagandole anche molto vista la trimestrale imminente. Dopo il 24 maggio il cambio di rotta. Gli investitori hanno cominciato a stipulare contratti swap rialzisti e ad acquistare opzioni call.

 

La volatilità si manterrà alta

Ora cosa aspettarsi? Gli operatori di mercato sono convinti che la volatilità elevata che si è vista di recente possa continuare la sua corsa. Lo si vede dai prezzi delle opzioni che indicano come i trader si attendono un’oscillazione dei prezzi delle azioni doppia in prossimità della successiva trimestrale di Nvidia. Tra i grandi investitori, Loomis Sayles ha dichiarato di possedere 11,5 milioni di azioni della società di Santa Clara, nell’ambito di una strategia di crescita che ha un orizzonte temporale lungo. Il treno dell’intelligenza artificiale nessuno vuole perderselo, insomma.

Tuttavia, vi è una questione di prezzi a cui dover guardare. Oggi il titolo Nvidia è negoziato a 190 volte gli utili attesi, rispetto alle 47 volte di inizio anno. Nel frattempo la società rappresenta il 2,7% della capitalizzazione complessiva dell’S&P 500, in confronto a una quota dell’1,1% della fine del 2022. Un monito viene acceso da Rajiv Jain, fondatore e Chief investment officer di GQG Partners, secondo cui un vento contrario può essere rappresentato dal fatto che Nvidia potrebbe non essere in grado di soddisfare l’enorme domanda di intelligenza artificiale. “Le aziende perdono continuamente i guadagni perché non possono soddisfare la domanda. Penso che questo sia il problema più grande che Nvidia sta affrontando in questo momento”, ha affermato.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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