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Oaktree: chi è, quando è stato fondato e quanti soldi ha il nuovo proprietario dell’Inter

La sede di Oaktree Capital Management

Il futuro dell’Inter passa per Oaktree Capital Management, il fondo statunitense subentrato alla gestione di Steven Zhang. La holding lussemburghese Grand Tower (l’azionista di controllo del club nerazzurro, parte di Suning e detentore del 68,55% della società) non ha infatti restituito il prestito da 385 milioni di euro (compresi gli interessi) sottoscritto nel maggio del 2021. A nulla è valsa la negoziazione con il fondo Pimco, che avrebbe dovuto mettere sul piatto 430 milioni e prendere il posto di Oaktree come creditore. L’ormai ex numero uno interista non è riuscito a trovare i soldi necessari per la copertura e Oaktree è diventato proprietario della terza squadra di calcio più titolata d’Italia.

 

Cos’è Oaktree Capital Management e chi è il fondatore

Fondato nell’aprile del 1995, Oaktree Capital Management è un fondo di gestione patrimoniale statunitense, specializzato in strategie di investimento alternative. La global asset management firm americana ha il suo quartier generale a Los Angeles (ma ha sedi dall’Europa e il Medio Oriente all’Asia Pacifica), è quotata alla Borsa di New York (con il ticker OAK) e dal 13 marzo 2019 è di proprietà per il 62% delle quote del gigante canadese Brookfield Corporation, diventata azionista di maggioranza (il progetto è arrivare al 100% entro il 2029) con un investimento da 4,9 miliardi di dollari in contanti e azioni. Brookfield è uno dei principali gestori patrimoniali al mondo: il fondo ha oltre 900 miliardi di dollari di asset tra infrastrutture, immobili, energia rinnovabile, credito e private equity.

La nascita di Oaktree si deve ad un gruppo di imprenditori che ha lavorato insieme per TCW Group durante gli anni Ottanta: Howard Marks, Bruce Karsh, Larry Keele, Richard Masson e Sheldon Stone. Howard Marks e Bruce Karsh (un passato alla Corte Suprema degli Stati Uniti e come assistente di Eli Broad) figurano ancora oggi come co-chairman del fondo, con Karsh ad occupare anche il ruolo di CIO. L’ex consigliere generale ed amministratore John Frank è il vice chairman, Armen Panossian e Robert O’Leary sono i co-CEO, mentre Todd Molz è il COO della società. Forte di 27 sedi in tutto il mondo, Oaktree conta oltre 1.200 dipendenti ed è attualmente uno dei maggiori investitori di credito. La sua clientela comprende società e compagnie assicurative, piani pensionistici, fondazioni, fondi pubblici, fondi di dotazione e fondi sovrani.

 

Il fatturato del fondo statunitense

Il fatturato di Oaktree a dicembre 2023 è di 205 milioni di dollari, con un utile netto di 143 milioni e un reddito operativo di 102 milioni. Gli investimenti aziendali del gruppo si dividono in differenti settori: dall’immobiliare ai media, da alimenti e bevande alla vendita al dettaglio. In Italia fanno parte dell’ecosistema Oaktree numerose realtà, non solo di gestione del risparmio come la banca digitale Banca Progetto (istituto di servizi per le PMI e la clientela privata che ha chiuso il 2023 con 2,8 miliardi di euro di nuovi finanziamenti alle imprese e 194 milioni per la linea di servizi factoring) e Castello SGR, specializzata negli investimenti alternativi nel mondo immobiliare.

Nel comparto industriale e manifatturiero Oaktree possiede COL Group (azienda di fornitura di componenti e soluzioni avanzate per reti elettriche intelligenti di alta e media tensione), Marini Impianti Industriali (azienda di Cisterna di Latina che costruisce impianti ad alta tecnologia, in particolare per il ferroviario) e CEBAT, società romana attiva in impiantistica, interconnessione, manutenzione e sviluppo di linee di distribuzione elettrica, di cabine di conversione primaria e secondaria e di impianti di illuminazione pubblica ed elettrici. Il fondo ha partecipazioni nella catena di hotel di lusso Arsenale Group, nel rivenditore di abbigliamento Conbipel, nel corriere espresso Mail Boxes Etc. e nella società di produzione di film e serie Picomedia. In passato ha acquisito e ceduto la società di parchi di divertimento ed educazione scientifica Costa Edutainment (dietro l’Acquario di Genova, l’Aquafan di Riccione e la Città dei Bambini e dei Ragazzi di Roma) e la società di produzione televisiva e multimediale Stand by Me di Simona Ercolani.

 

Il patrimonio del nuovo proprietario dell’Inter

Oaktree gestisce 192 miliardi di dollari di asset per conto dei suoi clienti. Il gruppo è attivo nella prestazione di servizi di asset management in quattro settori principali: i crediti, il private equity, il real estate e i titoli azionari quotati. La filosofia di investimento del fondo poggia su controllo del rischio e specializzazione, conoscenza approfondita delle aziende e dei loro titoli, riconoscimento dei mercati meno efficienti su cui intervenire investendo nei titoli in difficoltà.

La leadership di Oaktree è di Howard Marks e Bruce Karsh, i cui patrimoni ammontano, complessivamente, a 4,6 miliardi di dollari, stando ai dati in tempo reale elaborati da Forbes. Bruce Flatt, l’amministratore delegato di Brookfield, non è da meno: il “Warren Buffett canadese” (così viene spesso definito l’investitore di lungo termine la cui strategia “si basa più sulla pazienza che sul prezzo”) vanta un patrimonio di 3,8 miliardi.

 

Da quanto tempo gravita nel calcio

Garanzia di liquidità e soluzioni strutturali, Oaktree è diventato proprietario delle azioni dell’Inter quando Grand Tower non è riuscita a rimborsare in tempo il prestito da 385 milioni di euro ottenuto nel maggio del 2021. È uno scenario simile a quello successo al Milan, che nel 2018 è passato da Yonghong Li a Elliott Management Corporation prima dell’arrivo di Gerry Cardinale e della sua RedBird Capital Partners. Il prestito di Oaktree è servito a mantenere in vita l’investimento di Suning (quasi 800 milioni fra l’acquisto del club e la sua gestione) durante il periodo difficile della pandemia. I due manager di Oaktree chiamati a gestire il passaggio di testimone sono la Managing Director londinese Katherine Ralph e il Managing Director and Co-Head of Europe spagnolo Alejandro Cano.

Non è la prima volta che Oaktree vuole entrare nel calcio italiano. In passato il fondo ha fatto varie offerte alla Lega Calcio (la prima da 1,75 miliardi di euro, la seconda da 950 milioni all’anno per dieci anni) per lanciare il canale ufficiale della Serie A, una piattaforma capace di offrire le partite del campionato direttamente ai consumatori senza passare per broadcaster come Sky e DAZN, detentori dei diritti televisivi di trasmissione. Il piano non si è mai concretizzato, almeno per il momento, ma fa gola a fondi di debito e banche internazionali che sono pronte a corrispondere ai club un ingente minimo garantito per i diritti.

L’offerta di Oaktree si distingue dalle altre perché il fondo californiano prevede la trasformazione della Lega Serie A in una data-driven company: l’approccio basato su dati e informazioni permetterà di passare da organismo associativo ad azienda moderna e competitiva sul mercato, guidata dai numeri e capace di prevedere i comportamenti dei clienti e aumentare le vendite. L’obiettivo è personalizzare l’esperienza di consumo del calcio, costruendo proposte e pacchetti differenziati sulle singole preferenze dei clienti. Il minimo garantito è di 950 milioni all’anno per dieci anni con un modello di lenta decrescita del garantito a fronte di un aumento dei ricavi.

Oltre al calcio e all’Italia, il fondo di private equity investe nello sport a 360 gradi. Nel 2020, insieme al produttore e CEO di Mediawan Pierre-Antoine Capton, Oaktree ha rilevato la totalità delle azioni del Caen, club che milita in Ligue 2, la Serie B francese. Nel Regno Unito, Kaplan è proprietario con Jason Levien dello Swansea City, storica società gallese che gioca in Championship, la seconda divisione del campionato inglese. Kaplan e Karsh sono impegnati anche nel basket statunitense: Kaplan è azionista di minoranza dei Memphis Grizzlies e Karsh ha una quota nei Golden State Warriors, squadra dell’NBA con un valore economico stimato in 7 miliardi di dollari.

AUTORE

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Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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