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Obbligazioni Barclays: tassi fino al 6% per nuovo bond decennale

Barclays: volano gli utili nel 2021. Cosa fare con il titolo?

Barclays Bank torna sul mercato italiano delle obbligazioni dopo 10 anni e lo fa in un momento positivo per il mercato del debito. Dopo le forti perdite del 2022, il 2023 presenta tutte le carte in regola per rivelarsi un anno decisamente interessante.

Questo alla luce di rendimenti elevati e della prospettiva di uno stop tra qualche mese alla politica di strette sui tassi da parte della Banca Centrale Europea (anche se in casi di inflazione elevata la prima parte nel processo di discesa dei prezzi è rapida mentre le successive richiedono più tempo: è facile passare dal 10 al 6%, per scendere dal 6 al 2% in genere il percorso è decisamente più accidentato).

Qualche giorno fa l’emittente britannico ha collocato bond con scadenza 10 anni caratterizzati da una struttura cedolare decisamente interessante in cui la parte fissa viene combinata con il tasso variabile.

Caratterizzate dal codice ISIN XS2469997915 e da un lotto minimo di negoziazione di 1.000 euro, si tratta di titoli che sono negoziabili sull’EuroTLX di Borsa Italiana.

 

 

Obbligazioni Barclays: cedola del 6% nei primi due anni

Come emerge dal nome di queste obbligazioni, “Barclays Bank PLC 10y Fixed to Floating” la struttura cedolare è a due facce: nei primi due anni, nelle date di pagamento previste per il 14 febbraio del 2024 e del 2025, le obbligazioni Barclays pagheranno un tasso d’interesse lordo del 6% annuo (60 euro euro per ogni obbligazione sottoscritta). Dal terzo anno, il meccanismo “Fixed to Floating” prevede il passaggio ad un tasso variabile: la cedola variabile sarà pari all’Euribor a 3 mesi con un tasso minimo del 2% ed un livello massimo del 6% (20-60 euro per ogni bond acquistato). Di conseguenza, se l’Euribor a tre mesi sarà inferiore al 2% (ieri si attestava al 2,682%), il prodotto distribuirà il 2%, se compreso tra il 2 ed il 6% pagherà la cedola corrispondente, se superiore ai 6 punti percentuali il titolo renderà il 6%.

 

 

Quanto rendono queste obbligazioni?

Se il prodotto è detenuto fino alla scadenza, il rendimento minimo di queste obbligazioni è pari al 2,8% annuo. Questo livello minimo è calcolato tenendo presente il 6% dei primi due anni ed il 2% nei successivi (livello minimo). Il rendimento massimo, sempre su base annua, è invece fissato al 6% (6% nel biennio iniziale e 6% nei successivi).

Dopo il biennio iniziale, il rendimento di questa obbligazione sarà legato a quello che sarà il tasso Euribor a tre mesi: la fissazione del “floor”, del livello minimo, permette di dormire sonni relativamente tranquilli: anche se, ed appare altamente improbabile, questo parametro dovesse tornare in territorio negativo (come accaduto dal secondo trimestre 2015 al luglio 2022), il rendimento del bond non scenderà sotto questa soglia.

Nel caso in cui dovessimo assistere a nuovi rialzi, solo a novembre 2000 ed a fine settembre-inizio ottobre del 2008 è stata superata quota 5%, a frenare la corsa del rendimento troviamo il “cap” del 6%.

Con l’inflazione ai massimi da diversi decenni, la Banca Centrale Europea ha già fatto sapere che i tassi resteranno a livelli elevati per un periodo di tempo prolungato e quindi possiamo ipotizzare, con tutti i dubbi che questo tipo di previsioni si portano inevitabilmente dietro, che il rendimento di questi titoli possa essere compreso tra i 3 ed i 4 punti percentuali.

 

 

AUTORE

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Luca Fiore

Laureato all'Università La Sapienza, è giornalista dal 2007. Ha scritto per i maggiori siti di informazione finanziaria attivi in Italia e la sua grande passione sono i viaggi. Da fine agosto 2022 fa parte della redazione di Borsa&Finanza.

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