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Obbligazioni linker: cosa sono e come funzionano

Obbligazioni linker: cosa sono e come funzionano

In un periodo in cui l’inflazione a livello globale è la più elevata degli ultimi decenni, una particolare tipologia di titoli a reddito fisso che vengono emessi in Gran Bretagna è quella delle obbligazioni linker. Innanzitutto un’obbligazione non è altro che un titolo emesso da un soggetto finanziario, privato o pubblico, che garantisce il rimborso del capitale e il pagamento degli interessi. Questi possono essere corrisposti periodicamente sotto forma cedolare a un tasso di interesse nominale oppure alla fine del periodo di vita del titolo come nel caso delle obbligazioni zero coupon. In un’obbligazione si distinguono i seguenti elementi:

 

  • valore nominale: prezzo a cui viene rimborsato il titolo alla scadenza;
  • prezzo di emissione: prezzo a cui vengono emessi i titoli e che può essere alla pari (corrispondente al valore nominale), sotto la pari (inferiore al valore nominale) o sopra la pari (superiore al valore nominale);
  • scadenza: durata dell’obbligazione, che può essere a breve termine (1, 3, 6 o 12 mesi) e a medio-lungo termine (oltre 1 anno e fino anche a oltre 100 anni);
  • tasso di interesse: tasso applicato al valore nominale a cui viene calcolato l’interesse da corrispondere periodicamente;
  • rendimento: ritorno dell’investimento come somma in termini percentuali sul capitale investito tra i vari redditi da interessi percepiti durante la durata contrattuale e la differenza tra valore di rimborso (o prezzo di vendita se il titolo viene venduto prima della scadenza sul mercato) e valore di emissione (o di acquisto se il titolo viene comprato dopo l’emissione sul mercato).

 

In questo testo vedremo più nello specifico cosa sono le obbligazioni linker e quali sono le principali caratteristiche di questi titoli di Stato.

 

Obbligazioni linker: definizione e caratteristiche

Le obbligazioni linker o Gilt indicizzati, sono titoli venduti dal Debt Management Office (DMO) per conto del governo britannico, i cui capitale e cedola sono legati all’inflazione. Quest’ultima è calcolata utilizzando l’indice dei prezzi al dettaglio, o RPI, che normalmente è al di sopra di circa un punto percentuale rispetto all’indice dei prezzi al consumo, o IPC. La differenza tra i due parametri sta nel fatto che l’IPC esclude i costi relativi alla casa, tipo i mutui e le tasse comunali. Pertanto, si ritiene che l’RPI sia una misura più appropriata per testare il costo della vita nel Regno Unito.

Un aspetto che distingue le obbligazioni linker da altre indicizzate all’inflazione è che, in caso di deflazione, possono maturare al di sotto della pari e le cedole risultare meno dell’importo nominale. La maggior parte dei linker collega i pagamenti all’inflazione con un ritardo di 3 mesi.

 

Un esempio

Per chiarire il funzionamento delle obbligazioni linker, vediamo un esempio. Supponiamo di acquistare in emissione Gilt indicizzati a 3 anni alla pari, con cedola nominale al 3%, pagabile in via semestrale. Se si trattasse di un Gilt convenzionale, il detentore otterrebbe a scadenza esattamente il prezzo di acquisto, ossia 100, e ogni semestre un importo di 1,5 derivante dalla cedola sul valore nominale (3%/2×100). Trattandosi di obbligazioni linker bisognerà considerare il tasso di inflazione misurato dall’RPI. Ipotizzando che ogni semestre e alla scadenza tale parametro sia del 4%, si avrà un valore di rimborso di 105 e una cedola semestrale di 1,5×1,05 = 1,575.

 

Obbligazioni linker e Gilt: cosa scegliere?

Per decidere se sia conveniente acquistare un’obbligazione linker o un Gilt tradizionale bisogna fare delle valutazioni su alcuni fattori, quali le aspettative future dell’inflazione e quelle relative ai tassi di interesse, nonché come la domanda degli investitori incide a breve termine sul prezzo. Se l’RPI risulterà superiore alle aspettative di mercato, è più conveniente optare per i Gilt indicizzati. Ad esempio, se per una scadenza di 5 anni le obbligazioni linker rendono il 6% e i Gilt normali il 5%, significa che l’inflazione attesa (o tasso di pareggio quinquennale) risulta essere dell’1%. Qualora l’RPI nel periodo considerato dovesse essere più alto dell’1%, a quel punto vuol dire che l’inflazione reale è stata superiore rispetto alle aspettative e le obbligazioni linker sono più convenienti. Chiaramente, dall’inizio non è possibile sapere come si evolverà l’inflazione, quindi bisogna attenersi a quelle che sono le aspettative personali in rapporto alle attese generali riflesse nei prezzi di mercato.

Dal punto di vista fiscale, entrambi gli strumenti sono vantaggiosi. Le cedole sono soggette a imposta sul reddito, ma sulla plusvalenza derivante dalla differenza tra il prezzo di rimborso (o di vendita) e quello di emissione (o di acquisto) non si applica alcuna tassazione. Tuttavia, stabilire quale tra i due strumenti sia più efficiente non è un esercizio facile, in quanto entrano in gioco vari fattori come il prezzo pagato e l’entità della cedola.

AUTORE

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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