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Obbligazioni societarie USA: afflussi record nel 2024, ecco perché

L'immagine mostra dei raggruppamenti crescenti di pedine nere su un tavolo, collegati da alcune frecce argentate

Finora il 2024 è stato da record per gli afflussi di denaro nelle obbligazioni societarie USA. Secondo i dati forniti da EPFR, dal 1° gennaio sono arrivati 22,8 miliardi di dollari, sopra il precedente massimo dello stesso periodo del 2019 a 22,4 miliardi di dollari. Circa l’80% di tale somma è affluito alle obbligazioni investment grade, il cui rendimento medio si aggira intorno al 5,4%, 90 punti base più basso rispetto al picco del 2023 a 6,4%.

Tutto ciò ha comportato un restringimento consistente degli spread, ossia degli interessi extra pagati dalle società rispetto al Tesoro USA, che hanno raggiunto il minimo di oltre due anni. Dai dati Ice BofA emerge che lo spread medio delle obbligazioni investment grade ora risulta appena di 0,92 punti percentuali, inferiore rispetto all’1,04% di dicembre dello scorso anno. Per quanto riguarda invece le obbligazioni high yield, il differenziale di interesse è sceso al 3,14%, dal 3,39% di fine 2023. Entrambi i valori si sono attestati al livello più basso da gennaio 2022.

 

Obbligazioni societarie USA: i motivi degli afflussi

A motivare lo spostamento di denaro verso le obbligazioni societarie USA è la volontà degli investitori di bloccare per un certo tempo i rendimenti in vista della riduzione dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve. La Banca centrale americana nella riunione di questa settimana ha confermato l’intenzione di effettuare tre tagli al tasso di riferimento quest’anno, il che significa che i rendimenti sul mercato verosimilmente scenderanno e il prezzo delle obbligazioni già emesse salirà. “Gli investitori hanno paura di perdere l’opportunità di bloccare questi rendimenti” ha affermato Andrzej Skiba, responsabile del reddito fisso Bluebay US di RBC GAM.

Da quando la Fed ha iniziato ad alzare i tassi a marzo del 2022 per combattere l’inflazione gli investitori hanno preferito tenere il denaro da parte allontanandosi dai fondi obbligazionari. In questo modo hanno contribuito a far lievitare i rendimenti limitando l’accesso delle società a nuovi prestiti. Da dicembre però è cambiato tutto, perché l’istituto centrale ha dato un segnale forte di avviarsi verso una svolta accomodante e gli investitori si sono proiettati verso le obbligazioni societarie USA. “Gli investitori si stanno spostando in larga misura da prodotti meno rischiosi, dove si erano nascosti per un po’ di tempo” ha affermato Christian Hantel, gestore di portafoglio di Vontobel.

Giocoforza le società hanno trovato un terreno più agevole per finanziarsi. Secondo i dati LSEG, da inizio anno le società investment grade hanno emesso un record di 561 miliardi di dollari in obbligazioni denominate in dollari, record dal 1990, mentre gli high yield bond sono saliti in volume del 64% su base annua a 62 miliardi di dollari, registrando il massimo degli ultimi tre anni. “Il capitale sta arrivando da ogni canale, da ogni area geografica perché abbiamo rendimenti reali interessanti e i mercati del credito più grandi e più liquidi” ha detto John McClain, gestore di portafoglio di Brandywine Global Investment Management.

 

Le prospettive e i rischi

Cosa aspettarsi ora? Nonostante l’entusiasmo del momento, i rischi esistono. Se l’economia americana andasse in recessione – ipotesi molto più remota rispetto a qualche tempo fa – le società potrebbero incontrare delle difficoltà e le insolvenze aumenterebbero. Si genererebbe una fuga dalle obbligazioni, con gli spread che salirebbero nuovamente. Lo stesso effetto potrebbe manifestarsi se la Fed decidesse di ridurre i tassi di interesse meno di quanto il mercato si aspetti.

“C’è il rischio che la disoccupazione prenda velocità”, ha detto Adam Abbas, responsabile del reddito fisso di Harris Associates. Hantel di Vontobel ha affermato di non essere preoccupato per gli spread in maniera eccessiva, ma l’attenzione va mantenuta alta. “La possibilità che la domanda diminuisca e che gli spread si allarghino in futuro significa che gli investitori devano stare attenti a fare correttamente la loro analisi per non essere gli ultimi a vendere le proprie obbligazioni”, ha detto.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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