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Oro: 3 motivi per il metallo prezioso non brilla più

Oro: 3 motivi per il metallo prezioso non brilla più

L’oro fatica a superare la soglia psicologica dei 1.800 dollari l’oncia. Da qualche settimana, ogni volta che il metallo giallo si avvicina a tale resistenza viene puntualmente rimbalzato. Se continua questo andazzo da qui alla fine dell’anno, sarà la prima volta dal 2018 che il prezioso chiuderà un anno in perdita. Nel 2020 la pandemia aveva innescato un rally delle quotazioni, come quasi sempre avviene quando i mercati vengono colpiti da qualche tipo di shock. Nell’occasione l’oro aveva raggiunto il massimo storico a 2.120 dollari, esattamente ad agosto dello scorso anno. Da quel momento però i prezzi hanno vissuto una lenta discesa, in concomitanza con l’aggiornamento continuo dei record di sempre delle Borse.

 

Oro: non funziona più come bene rifugio?

Eppure i motivi perché l’oro si risollevi non mancano di certo. La Federal Reserve ha annunciato nel meeting del 3 novembre il tapering di 15 miliardi di dollari al mese a partire da subito e questo è il principale segnale che le aspettative di inflazione, per quanto temporanee, si mantengono alte nei prossimi mesi. Solitamente gli investitori si proiettano ad acquistare la materia prima quando l’aumento dei prezzi rischia di erodere il potere d’acquisto. L’oro è un bene che per antonomasia non perde valore nemmeno quando l’inflazione galoppa.

Inoltre il metallo funziona perfettamente per mettere al riparo gli investitori da qualsiasi minaccia di turbolenza nei mercati e nell’economia. La crisi immobiliare che proviene dalla Cina rischia di riverberarsi su tutta l’Asia, per poi arrivare in Europa e negli Stati Uniti. Inoltre, il riacutizzarsi del Covid-19 in alcune zone mette a repentaglio la ripresa economica e con l’arrivo della stagione invernale è salita l’allerta.

La stagione invernale è fonte di preoccupazione anche per l’energy crunch, destinata a farsi sentire ancora di più con la diminuzione delle temperature, rischiando di creare nuove interruzioni nella filiera produttiva. Ebbene tutte queste possibili mine pronte a scoppiare non hanno scalfito gli investitori che continuano a non mettere oro dentro il portafoglio d’investimento.

 

Gold: 3 motivi per cui gli investitori non acquistano

Allora quali sono i reali motivi per cui il metallo giallo non decolla? Se ne possono trovare 3. In primo luogo il mercato ha preso atto della stretta monetaria della Fed, ma recepisce le parole che continua a ripetere il suo Governatore, Jerome Powell, ossia che l’inflazione sia un fenomeno temporaneo e destinato a normalizzarsi il prossimo anno quando si allenterà la crisi degli approvvigionamenti.

Un secondo motivo potrebbe essere determinato dalle trimestrali delle società americane che hanno in molti casi rilevato risultati migliori delle attese e prospettive future ottimistiche. In particolare colpisce la resilienza che nel settore automobilistico hanno avuto alcune compagnie, a partire da Tesla e proseguendo con Ford e General Motors, di fronte alla tempesta generata dalla carenza dei semiconduttori.

Infine vi è da segnalare la straordinaria crescita delle criptovalute che ha fatto spostare flussi consistenti di denaro dai portafogli di materie prime. Oggi sono in molti a sostenere che le valute digitali rimpiazzeranno sempre di più l’oro nella veste di bene rifugio e di schermo protettivo contro l’inflazione. La recente approvazione degli ETF Future su Bitcoin ha maggiormente rafforzato questa convinzione.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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