Oro e azioni: Yardeni vede quota 10.000 per entrambi entro il 2029

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Da diverso tempo oro e azioni americane hanno un andamento sorprendentemente simile sui mercati, un fatto piuttosto anomalo. L’oro è infatti considerato un bene rifugio, al quale gli investitori si affidano quando cresce l’incertezza sugli asset più rischiosi, come le azioni. Per questo, in condizioni normali, un rialzo del metallo prezioso coincide con un calo dei mercati azionari. Quest’anno il metallo giallo ha intrapreso un rally poderoso, superando ampiamente la soglia di 4.000 dollari l’oncia. Le azioni statunitensi hanno fatto altrettanto a partire dal mese di aprile, inanellando record su record. In questo articolo:

 

  • Oro e azioni: Yardeni vede quota 10.000 per entrambi
  • Dove si è perso il bitcoin?

 

Oro e azioni: Yardeni vede quota 10.000 per entrambi

Cosa ha spinto oro e azioni verso le vette raggiunte? Il metallo prezioso è stato acquistato soprattutto dagli investitori che hanno voluto proteggersi per le tensioni di natura geopolitica – con la guerra in Ucraina ancora lontana da una risoluzione – e dalle preoccupazioni sulla tenuta dell’economia globale dopo i dazi commerciali introdotti dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Un fattore chiave è rappresentato anche dal persistente accumulo di riserve da parte delle Banche centrali in seguito al congelamento dei beni russi nel 2022. Ulteriore catalizzatore è stata la ripresa del ciclo dei tagli ai tassi di interesse da parte della Federal Reserve a partire da settembre. Essendo il metallo un asset non redditizio, si trova più a suo agio quando il rendimento di attività alternative è più basso.

Nonostante ciò, le azioni sono cresciute ugualmente, in quanto sorrette soprattutto dai forti risultati trimestrali delle società americane e dal boom dell’intelligenza artificiale. Yardeni Research prevede una continuazione del rally nei prossimi anni per entrambe le asset class. Riguardo al metallo giallo, quest’anno aveva previsto quotazioni intorno ai 4.000 dollari per fine 2025 una volta superata la soglia dei 3.000 dollari. La società di consulenza e analisi finanziaria si è spinta verso stime di 5.000 dollari entro la fine del 2026 allorché l’oro ha varcato quota 4.000 dollari, con una nuova fase rialzista che inizierebbe prima della metà dello stesso anno. Entro la fine del 2029, Yardeni pronostica che l’oro arriverà a 10.000 dollari l’oncia, come anche l’S&P 500 raggiungerà i 10.000 punti. “L’oro tende a essere inversamente correlato con l’S&P 500 su base ciclica, ma le loro tendenze a lungo termine sono state quasi identiche”, aggiunge.

 

Dove si è perso il bitcoin?

Bitcoin ha seguito un percorso simile a oro e azioni fino a un certo punto, ma poi un’ondata di vendite ha fatto ritracciare le quotazioni fino ad annullare completamente i guadagni di quest’anno. Le ragioni non sono chiare. Molti osservatori finanziari parlano semplicemente di una mancanza di veri catalizzatori in grado di sostenere un rally.

Ad ogni modo, Yardeni afferma di non avere ancora un’opinione su Bitcoin. “Non abbiamo modo di valutarlo”, ha scritto. “È stato ampiamente definito ‘oro digitale’. In precedenza abbiamo descritto Bitcoin come ‘tulipani digitali’”, ha affermato riferendosi alla bolla dei tulipani, esplosa nel febbraio del 1637 e considerata la madre di tutte le bolle. Tuttavia, la società riconosce che Bitcoin ha guadagnato prestigio grazie alla diffusione globale della negoziazione e al ruolo crescente dei veicoli d’investimento regolamentati.

 

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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