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Oro: nuovo record storico, dove può arrivare?

Un cofanetto di legno contiene monete e gioielli in oro

Il prezzo dell’oro ha raggiunto oggi un nuovo massimo storico a 2.110 dollari l’oncia nel mercato delle materie prima. Dall’inizio di ottobre, il metallo prezioso ha inanellato una serie di rialzi che lo hanno portato a guadagnare il 16% di valore. La Federal Reserve, il rischio geopolitico e la debolezza del dollaro USA sono alla base degli acquisti da parte degli investitori in questo periodo.

La scorsa settimana il presidente della Banca centrale americana Jerome Powell ha affermato che i tassi d’interesse sono in territorio restrittivo. La dichiarazione è stata interpretata dal mercato come un messaggio accomodante. Un calo dei rendimenti significa un costo opportunità più basso della detenzione di oro, che notoriamente è un asset che non produce reddito.

Per quanto riguarda il rischio geopolitico, le tensioni internazionali derivanti dalla guerra in Medio Oriente hanno portato alla rivalutazione dell’oro come bene rifugio. La tregua tra Israele e Hamas finalizzata alla liberazione degli ostaggi da parte del gruppo terroristico di Gaza è finita e il Paese guidato da Benjamin Netanyahu ha ripreso i bombardamenti. Una situazione che alla lunga potrebbe avere riflessi preoccupanti a livello economico.

Anche il calo del dollaro USA nel mercato valutario ha contribuito a rafforzare il metallo giallo. La materia prima è quotata in dollari e mantiene una correlazione inversa con la moneta americana. In sostanza, quando quest’ultima si indebolisce i soggetti non americani devono spendere meno per acquistare oro in quanto il cambio è favorevole. Ciò significa che tendono ad aumentare la domanda.

 

Oro: va comprato in questo momento?

L’oro è un’attività in passato ha abituato a sostenute correzioni dopo aver raggiunto nuovi massimi. Un ritracciamento è quindi da mettere in conto. Gli operatori di mercato però ritengono che nel 2024 il contesto sarà favorevole al metallo giallo.

“La politica monetaria della Fed e i rischi geopolitici ed economici sosterranno l’oro il prossimo anno” ha affermato Soni Kumari, stratega delle materie prime presso ANZ Banking Group Ltd. Dello stesso avviso è Heng Koon How, Head of Markets Strategy Global Economics and Markets Research di UOB, il quale prevede un livello di quotazioni a 2.200 dollari entro la fine del prossimo anno. “Il previsto calo del dollaro USA e dei tassi di interesse nel 2024 sono fattori positivi chiave per l’oro” ha detto.

Sul rialzo del prezzo punta anche Nicky Shiels, responsabile della strategia dei metalli presso la società di metalli preziosi MKS PAMP. L’esperto fa un paragone con il grande rally del 2011, allorché l’oro raggiunse il precedente massimo storico a oltre 1.900 dollari sulle tensioni scatenate dalla crisi dei debiti sovrani in Europa. “Questa volta c’è semplicemente meno leva rispetto al 2011 sull’oro, il che ha portato i prezzi a 2.100 dollari, mettendo in vista i 2.200 dollari l’oncia”, ha dichiarato.

A giudizio di Bart Melek, responsabile delle strategie sulle materie prime di TD Securities, i prezzi si manterranno in media ai livelli attuali, sui 2.100 dollari, nel secondo trimestre 2024, sostenuti da “forti acquisti delle Banche centrali che fungeranno da catalizzatore chiave”. Tale idea è supportata da un sondaggio recente eseguito dal World Gold Council, che ha messo in luce come il 24% di tutti gli istituti centrali intenda aumentare le proprie riserve auree nei prossimi 12 mesi. La ragione sta nel fatto che le autorità monetarie nutrono meno fiducia nel dollaro USA come asset di riserva e quindi pensano che l’oro possa sostituirlo in tale funzione.

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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