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Oro: per il World Gold Council prezzi record anche nel 2024

Oro: per il World Gold Council prezzi record anche nel 2024

I prezzi dell’oro si manterranno alti anche nel 2024, secondo il World Gold Council. In un rapporto, l’ente che rappresenta le società di estrazione del metallo prezioso ha spiegato che una combinazione di tensioni geopolitiche e acquisti delle Banche centrali faranno salire la domanda, con le quotazioni che oscilleranno intorno ai livelli attuali. Questa settimana, l’oro ha raggiunto il record storico a 2.130 dollari l’oncia, prima di ritracciare.

A dare forza al metallo giallo è stata soprattutto l’aspettativa che la Federal Reserve allenti la sua politica monetaria tagliando i tassi di interesse, mentre l’economia americana si prepara a un atterraggio morbido. Il World Gold Council nel suo rapporto ha osservato che sono in molti a prevedere che la Fed riporti l’inflazione al suo obiettivo di lungo periodo del 2% senza innescare una recessione. I dati di oggi sull’occupazione americana vertono in tale direzione. Nel mese di novembre sono stati creati 199 mila nuovi posti di lavoro negli Stati Uniti, ben oltre i 180 mila attesi dagli analisti. Mentre il tasso di disoccupazione è scivolato al 3,7%, al di sotto delle stime del consensus al 3,9%.

“Gli ambienti di atterraggio morbido non sono stati particolarmente attraenti per l’oro, con conseguenti rendimenti medi da piatti a leggermente negativi”, ha sottolineato il WGC. Tuttavia, “ogni ciclo è diverso. Questa volta, l’aumento delle tensioni geopolitiche in un anno elettorale chiave per molte delle principali economie, combinato con i continui acquisti delle Banche centrali, potrebbe fornire ulteriore sostegno all’oro”, ha aggiunto. Inoltre, “l’atterraggio morbido non è affatto certo, così come la recessione globale non è ancora fuori discussione”. Tutto ciò, “dovrebbe incoraggiare molti investitori a detenere coperture efficaci come l’oro nei loro portafogli”, ha precisato l’istituto.

 

Oro: 3 fattori da tenere in considerazione per il 2024

In sintesi, dal rapporto del World Gold Council si evince che saranno 3 i fattori che determineranno il prezzo dell’oro il prossimo anno.

Il primo riguarda gli eventi geopolitici. Il WGC ritiene che nell’anno in corso le tensioni a livello mondiale abbiano inciso tra il 3% e il 6% nella determinazione delle quotazioni del metallo. Nel 2024, l’ente crede che tali tensioni rimarranno vive esaltando l’oro nella veste di bene rifugio. “In un anno in cui si svolgeranno importanti elezioni a livello globale – negli Stati Uniti, nell’UE, in India e a Taiwan – la necessità degli investitori di coperture di portafoglio sarà probabilmente più alta del normale”, si legge nel rapporto.

Il secondo fattore fa riferimento al taglio dei tassi da parte della Fed. Se i rendimenti sul mercato scendono, l’oro diventa più conveniente essendo un’attività non redditizia. In questo momento, i mercati stanno scontando la prima sforbiciata al costo del denaro nel primo trimestre del prossimo anno. Tuttavia, John Reade, Chief Market Strategist del WGC, lancia un avvertimento, ovvero che “l’atteso allentamento dei tassi di riferimento potrebbe essere meno ottimista per l’oro di quanto appaia in superficie”. Le ragioni sono due, secondo l’esperto: un’inflazione che si raffredda più rapidamente dei tassi e quindi tassi reali che rimangono elevati; una crescita inferiore alle attese che colpisce i consumi di oro. “Non sto dicendo che i tassi di interesse debbano tornare a zero per riaccendere la domanda, ma penso che la combinazione del primo taglio negli Stati Uniti e dei tagli in altre importanti economie cambierà un po’ il sentiment nei confronti dell’oro”, ha detto Reade.

Il terzo fattore che potrebbero fare da supporto al prezzo dell’oro allude agli acquisti delle Banche centrali. Nel suo rapporto, il WGC ha riportato che la domanda da parte degli istituti monetari ha contribuito quest’anno per almeno il 10% nella performance dell’asset. Questa domanda si dovrebbe mantenere alta nel 2024 offrendo un’ulteriore spinta ai prezzi, sebbene non raggiungerebbe le stesse vette del 2023. “Le nostre aspettative sono che gli acquisti delle Banche centrali continueranno l’anno prossimo su base netta, e questo è più o meno il caso dalla crisi finanziaria globale”, ha detto Reade.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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