L’oro è scivolato dai livelli record della scorsa settimana di 2.772 dollari l’oncia e oggi si attesta a circa 2.744 dollari. Gli investitori hanno sospeso almeno per il momento l’acquisto del metallo prezioso nella veste di bene rifugio, dopo la notizia che la rappresaglia militare di Israele nei confronti dell’Iran è stata contenuta. Nella notte di sabato scorso, lo Stato ebraico ha lanciato per oltre tre ore una serie di raid su Teheran in risposta agli attacchi iraniani del 1° ottobre. Tuttavia, le incursioni si sono limitate ad obiettivi militari, senza colpire infrastrutture petrolifere e nucleari, ma soprattutto senza fare vittime civili. A questo punto viene meno il rischio di escalation, come si evince anche dalle dichiarazioni dello Stato Maggiore delle Forze armate iraniane che hanno minimizzato l’attacco del nemico e sostenuto la fine della guerra a Gaza e in Libano.
Le tensioni in Medio Oriente hanno contribuito finora allo straordinario rally dell’oro, che quest’anno ha guadagnato oltre il 30%. Gli acquisti del metallo giallo sono stati sostenuti anche dall’incertezza circa le elezioni presidenziali USA del 5 novembre, dalla tendenza all’incremento delle riserve da parte delle Banche centrali, nonché dalle aspettative di riduzione dei tassi di interesse della Federal Reserve.
Oro: crolla la domanda della Cina
I prezzi record dell’oro però hanno fatto crollare la domanda dalla Cina del 22% nel terzo trimestre. Secondo quanto riportato dal China Gold Council, nel periodo da luglio a settembre, il consumo cinese di gioielli è precipitato di 29 punti percentuali a 130 tonnellate, mentre lingotti e monete hanno visto un calo del 9% a 69 tonnellate. Questo ha una certa importanza, essendo il Dragone il più grande consumatore al mondo di oro.
Considerando i primi tre trimestri del 2024, il consumo è sceso dell’11,18% a 742 tonnellate rispetto allo stesso periodo del 2023. “I prezzi dell’oro sono aumentati nei primi tre trimestri, influenzando l’acquisto di gioielli, anche se il rapido sviluppo di nuovi modelli di e-commerce come il live streaming e la vendita al dettaglio istantanea ha guidato la crescita del consumo di gioielli in oro di piccola caratura”, ha affermato l’associazione. I gioielli hanno subito una contrazione del 27,53% a 400 tonnellate. Gli acquisti di lingotti e monete d’oro, che di solito riflettono la domanda di beni rifugio, sono invece aumentati del 27,14% a 282 tonnellate.
Per quanto riguarda la produzione di oro, nei primi nove mesi dell’anno si è registrata una diminuzione in Cina dell’1,17% a 268 tonnellate. “L’industria nazionale è nel bel mezzo della conversione della vecchia e nuova capacità con le grandi miniere di nuova costruzione che devono ancora formare nuova capacità produttiva, quindi la produzione non ha rappresentato l’aumento previsto”, ha affermato il China Gold Council. Tuttavia, nel lungo termine, “il futuro della produzione interna di oro in Cina è promettente”.









