Ovs, i conti del 2025 sono oltre le attese ma salta l’acquisizione di Kasanova

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Corrono i conti di Ovs nel 2025. Il gruppo veneto dell’abbigliamento archivia l’esercizio con un miglioramento diffuso dei principali indicatori economico-finanziari: le vendite crescono, la redditività operativa si rafforza e la generazione di cassa accelera in modo significativo, confermando la capacità della società di mantenere un profilo espansivo anche in una fase di mercato complessa per i consumi.

Al contempo, si arresta l’operazione annunciata a novembre per l’acquisizione di Kasanova, attore nel settore degli articoli per la casa, per la quale era già stata disposta una proroga dell’offerta a fronte delle difficoltà emerse nel raggiungimento di un accordo con i creditori.

 

In questo articolo:

 

  • Ovs, conti 2025 oltre le attese
  • Kasanova, fallisce il closing dell’acquisizione: i motivi

 

 

Ovs, conti 2025 oltre le attese

L’esercizio si chiude con un incremento complessivo delle vendite intorno al 7%, pari a circa il 3% se si considera il perimetro al netto di Goldenpoint, consolidata per sette mesi. Proprio Goldenpoint ha registrato un aumento delle vendite di circa il 10% rispetto al periodo comparabile, fornendo un contributo positivo all’andamento del gruppo. Sul fronte della redditività, il margine operativo lordo dell’esercizio è stimato tra i 216 e i 218 milioni di euro, in crescita di circa l’11% su base annua. Il risultato è stato sostenuto dal miglioramento del margine commerciale, che ha consentito di assorbire l’impatto dell’inflazione sui costi, determinando anche un ulteriore rafforzamento dell’Ebitda margin. La generazione di cassa mostra un’accelerazione significativa: il free cash flow aumenta di oltre il 20% rispetto all’esercizio precedente, trainato da una dinamica favorevole del capitale circolante, con un tasso di conversione elevato.

Nel corso dell’anno, Ovs ha inoltre avviato l’apertura del primo negozio diretto in India, a Nuova Delhi, all’interno di un importante shopping mall. A quasi quattro mesi dall’avvio, le performance del punto vendita risultano comparabili con quelle dei migliori centri commerciali italiani.

 

Kasanova, fallisce il closing dell’acquisizione: i motivi

Salta invece l’acquisizione di Kasanova, A gennaio il gruppo veneto, guidato dall’amministratore delegato Stefano Beraldo, aveva già segnalato un allungamento delle tempistiche dell’operazione, legato alla procedura istruttoria e deliberativa da parte delle banche, una delle principali condizioni sospensive previste. L’offerta vincolante di Ovs per acquisire il 100% di Kasanova risaliva al 10 novembre 2025 e prevedeva la sottoscrizione di un aumento di capitale fino a 15 milioni di euro. L’operazione si inseriva nel percorso di risanamento avviato dalla catena di prodotti per la casa, che nel 2024 aveva fatto ricorso alla procedura di composizione negoziata della crisi, dando successivamente avvio a un piano di turnaround fondato sulla chiusura dei punti vendita meno redditizi e su una più ampia razionalizzazione dei costi e delle inefficienze operative.

Kasanova conta complessivamente circa 700 punti vendita tra negozi diretti, franchising e corner, distribuiti nella maggior parte delle città italiane. Il closing dell’operazione era tuttavia subordinato a una serie di condizioni, tra cui la definizione degli accordi con i creditori finanziari e l’azzeramento del capitale per perdite, passaggi ritenuti necessari per consentire l’aumento di capitale da parte di Ovs e l’acquisizione dell’intero capitale sociale. In assenza di un’intesa con il sistema bancario, l’offerta era stata oggetto di una proroga, ormai prossima alla scadenza. Il consiglio di amministrazione ha quindi deliberato di non rinnovarla, determinando la rinuncia all’acquisizione della catena.

Ad ogni modo, a Piazza Affari la diffusione dei conti del 2025 è stata accolta positivamente. Il titolo del gruppo veneto ha messo a segno un rialzo del 2,5%, portandosi a 4,93 euro, dopo aver spinto nel corso della seduta fino a guadagni prossimi al 4%, a conferma della buona accoglienza del mercato per i risultati dell’esercizio.

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Hillary Di Lernia

Classe 1994 e laureata in scienze della comunicazione, si è specializzata in sociologia conseguendo successivamente un master in criminologia. Giornalista pubblicista, ha collaborato con diverse testate finanziarie tra cui Bluerating e Milano Finanza, occupandosi di risparmio gestito e approfondimenti sui mercati finanziari. Oggi svolge anche la professione di criminologa e giornalista d’inchiesta, con particolare attenzione alle dinamiche sociali, economiche e criminali.

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