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PacWest Bancorp crolla in Borsa, sarà la prossima banca a fallire?

PacWest Bancorp mette in vendita l'attività, sarà la prossima banca a fallire?

Il maremoto nel sistema bancario statunitense arrivato da due mesi non si arresta e ora PacWest Bancorp è a pochi metri dal naufragio. Le azioni nel dopoborsa di Wall Street sono precipitate del 52% dopo la conferenza stampa del governatore della Federal Reserve, Jerome Powell. Il numero uno della Banca centrale statunitense ha riferito che le autorità erano più vicine a contenere le turbolenze causate da quattro istituti di credito quest’anno. Il mercato però non è stato convinto, anche perché Powell ha levato le speranze di un taglio dei tassi d’interesse prima della fine dell’anno, alimentando in questo modo il timore diffuso di una recessione che andrà a ripercuotersi anche sul sistema bancario. Anche le azioni di altre banche sono affondate nell’after hours della Borsa di New York, tipo: Western Alliance, scesa di oltre il 25%; Comerica e Zions Bancorp, scivolate di circa il 10% ciascuna.

 

PacWest Bancorp: alla ricerca di potenziali investitori

A seguito della disfatta delle azioni in Borsa, PacWest Bancorp ha confermato di essere in trattativa con potenziali investitori per salvare la banca, esattamente come è stato fatto con First Republic Bank. Una vendita rientra nei piani della banca, sebbene quest’ultima non abbia avviato un processo di asta formale. Tuttavia, nei giorni scorsi PacWest ha incaricato la banca d’investimento Piper Sandler a fornire consulenza su possibili opzioni strategiche, tra le quali un aumento di capitale e appunto la vendita.

L’operazione non sarà facile perché di potenziali acquirenti interessati ce ne sono pochi. Il grande tallone d’Achille di PacWest è un po’ quello che ha segnato il default degli altri istituti di credito in questi mesi, ovvero la fuga dei depositi e le perdite non realizzate sul portafoglio prestiti. Nel primo trimestre 2023, la banca ha riportato 860 milioni di dollari di tali perdite non realizzate, mentre ha registrato una perdita netta complessiva di 1,21 miliardi di dollari. Un cavaliere bianco in stile JP Morgan dovrebbe sobbarcarsi quella montagna di attività tossiche ed è improbabile che sia disposto a farlo senza un contrappeso di una certa rilevanza e dovute garanzie magari anche a livello governativo.

L’istituto finanziario ha cercato comunque di fornire alcune rassicurazioni, dichiarando che dal fallimento di First Republic Bank non si sono registrati depositi fuori dall’ordinario. “La nostra liquidità e la liquidità disponibile rimangono solide e hanno superato i nostri depositi non assicurati”, ha riferito. A partire dal 2 maggio, i depositi totali erano di 28 miliardi di dollari, secondo un aggiornamento di PacWest di ieri. La banca con sede a Beverly Hills aveva affermato alla fine di aprile di aver perso oltre 5 miliardi di dollari di depositi durante il primo trimestre, ma di aver arginato i deflussi e di aver ricevuto afflussi di denaro per 1 miliardo di dollari dal mese di marzo. Tra l’altro, un mese e mezzo fa ha raccolto 1,4 miliardi di dollari tramite una struttura di prestito da Atlas SP Partners, società d’investimento sostenuta da Apollo Global Management. Infine, PacWest Bancorp ha detto che il 75% dei depositi è coperto da assicurazione da parte della Federal Deposit Insurance Corp., rispetto al 71% della fine del primo trimestre.

 

Lo scetticismo del mercato

Gli osservatori di mercato sono scettici sui tentativi di PacWest di calmare le acque. Secondo Tim Waterer, capo analista di mercato di KCM Trade, “la dichiarazione della banca offre poca fiducia al mercato. Nonostante i migliori sforzi di Jerome Powell per calmare il mercato, non c’è nulla che suggerisca che la crisi bancaria sia alla fine”.

Bill Ackman, amministratore delegato di Pershing Square, ha affermato che “la fiducia in un’istituzione finanziaria è costruita nel corso di decenni e distrutta in pochi giorni. Mentre ogni domino cade, la prossima banca più debole inizia a vacillare”. Ackman ha anche invitato le autorità di regolamentazione a mettere in atto un’ampia garanzia dei depositi. “Fino a quando gli investitori non saranno ricompensati per aver scommesso su una banca traballante, non ci sarà alcuna offerta e la migliore vendita è l’ultimo prezzo”, ha scritto.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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