WIPO (World Intellectual Property Organization), l’agenzia delle Nazioni Unite che incoraggia l’attività creativa e promuove la protezione della proprietà intellettuale, ha pubblicato il Global Innovation Index 2024, il rapporto globale che classifica i Paesi più innovativi del mondo. L’indice prende in considerazione diversi parametri principali, scalati in base alla popolazione e al PIL pro capite: i risultati dell’innovazione, come le pubblicazioni scientifiche, i brevetti e le esportazioni di alta tecnologia; gli input che vengono dati all’attività innovativa, quali la spesa per la ricerca e lo sviluppo, le operazioni di venture capital e il numero di laureati in scienze e ingegneria; la produzione, l’adozione e l’uso di prodotti high tech.
I Paesi più innovativi del mondo nel 2024: la classifica
Per il 14esimo anno consecutivo, l’economia che ottiene i risultati migliori in rapporto al suo PIL è la Svizzera. La Confederazione si conferma la nazione più innovativa al mondo, al primo posto sia negli indicatori del know-how e della tecnologia che in quelli della creatività. Ad eccezione delle infrastrutture, su cui è settima, si colloca nella Top 5 di tutti gli altri pilastri dell’indice. Per fare un esempio, nel 2022 ha presentato 5.430 domande di brevetto internazionale e impiega molti più ricercatori degli Stati Uniti in rapporto alla sua popolazione. Proprio la Svezia e gli Stati Uniti si piazzano al secondo e terzo posto per il secondo anno consecutivo.
La Svezia è leader mondiale nelle infrastrutture e nella sofisticazione imprenditoriale, nei ricercatori, nei pagamenti e nelle entrate per la proprietà intellettuale; si piazza al secondo posto nella conoscenza e nella produzione di tecnologia; al terzo nel capitale umano, nella ricerca, nell’occupazione ad alta intensità di conoscenza e nel valore globale del marchio; al quarto nell’uso di energia a basse emissioni di carbonio. Contrariamente a quanto si possa pensare, gli Stati Uniti non guidano il mondo nell’innovazione, ma con il loro terzo posto assoluto (e il secondo per indicatori) sono i migliori in 9 dei 78 parametri tra cui la qualità delle università, l’indice H (l’impatto delle pubblicazioni scientifiche), la spesa per software e le entrate derivanti dalla proprietà intellettuale.
La Top 5 è completata da Singapore al quarto posto (è l’economia con il maggior numero di indicatori GII: 14 su 78) e dal Regno Unito al quinto. La nazione che ottiene i risultati migliori in rapporto al PIL pro capite è l’India, che scala la classifica e agguanta la 39esima posizione. Anche la Cina, nonostante sia un’economia a reddito medio-alto, si impone all’11esimo posto, subito fuori dalla Top 10: il Dragone mantiene la terza posizione relativamente al Sud-est asiatico, all’Asia orientale e all’Oceania, dietro soltanto a Singapore e alla Corea del Sud. La Repubblica Popolare è anche la terza economia con il maggior numero di indicatori al primo posto, due in più rispetto al 2023: tra questi spiccano le esportazioni di alta tecnologia, gli investimenti delle imprese in ricerca e sviluppo e la crescita della produttività del lavoro. Ecco la Top 20 mondiale nel Global Innovation Index 2024.
- Svizzera
- Svezia
- Stati Uniti
- Singapore
- Regno Unito
- Corea del Sud
- Finlandia
- Paesi Bassi
- Germania
- Danimarca
- Cina
- Francia
- Giappone
- Canada
- Israele
- Estonia
- Austria
- Hong Kong
- Irlanda
- Lussemburgo
Dov’è l’Italia nel Global Innovation Index 2024
L’Italia è al 26esimo posto nel rapporto del WIPO, dopo la Nuova Zelanda e prima di Cipro. Le prestazioni nei cinque indicatori-pilastri che stabiliscono l’innovation input sono negative: 28esimo posto nelle infrastrutture, 30esimo in capitale umano e ricerca, 34esimo nel business sophistication, 38esimo nel market sophistication e 55esimo nelle istituzioni. Va meglio nei parametri decisivi per stabilire gli effetti delle attività innovative all’interno dell’economia: i risultati creativi (18esima posizione) e il know-how e gli output della tecnologia (19esima).
Cipro in 27esima posizione è l’unica economia dell’Unione europea insieme a Spagna (28esima) e Repubblica Ceca (30esima) a fare il suo ingresso nella Top 30, mentre la Polonia entra tra i primi 40 al 40esimo posto. Fuori dall’UE, la Serbia (52esima) e Montenegro (65esima) continuano a migliorare le loro posizioni in classifica, con il Montenegro che entra nella Top 70. Negli ultimi cinque anni, i Paesi che hanno scalato più rapidamente la classifica sono Indonesia (54esima), Mauritius (55esimo), Arabia Saudita (47esimo), Qatar (49esimo), Brasile (50esimo) e Pakistan (91esimo). Nell’Africa sud-sahariana, il primato è delle Mauritius che viene tallonata da Sud Africa (69esimo posto), Botswana (87esimo), Capo Verde (90esimo) e Senegal (92esimo). Burundi, Madagascar, Ruanda, Senegal e Sud Africa sono le nazioni africane che hanno overperformato di più quest’anno, in particolare il Ruanda al 104esimo posto.
Nell’arco dei dieci anni, a Cina e India si affiancano come scalatori più veloci la Turchia (37esima, prima in trademark e design industriale), il Vietnam (44esimo) e le Filippine (53esima, prima per export high-tech nei Paesi a reddito medio-basso). Tra le economie a reddito basso e medio, emergono le performance di Bolivia, Cambogia e Nepal (al primo posto per i prestiti concessi da istituti di microfinanza), della Malesia per i laureati in scienze e ingegneria e del Messico per le esportazioni di beni e servizi creativi. Il Marocco è invece al primo posto per il design industriale, l’Iran per i marchi e la Namibia per la spesa per l’istruzione.
In linea generale, il Global Innovation Index 2024 rivela che l’innovazione è in calo nel mondo nel periodo che va dal 2020 al 2023. Complici la pandemia e il multipolarismo che ha portato ad una instabilità sempre maggiore, i depositi di brevetti internazionali sono diminuiti per la prima volta dal 2009, il numero di pubblicazioni scientifiche si è ridotto del 5%, gli investimenti aziendali in ricerca e sviluppo sono cresciuti soltanto del 6% rispetto al 13% del 2019, le operazioni di venture capital sono calate del 9,5% nel 2023 e il loro valore è sceso del 39%. “A tutti i livelli, dal locale al globale, e in tutte le aree sociali, economiche e ambientali – spiega un ottimista Bruno Lanvin, co-editor e Presidente dello Smart City Observatory dell’IMD Business School –, la creatività è necessaria per reinventare la globalizzazione e conciliare sostenibilità, uguaglianza e prosperità. Alla fine, non sorprende che alcune delle principali economie dell’innovazione GII in Nord America, Europa ed Asia vantino anche alcuni dei cluster scientifici, tecnologici e di innovazione più attivi a livello globale. I dati degli indicatori GII, soprattutto a livello di città, possono guidare le politiche e gli investimenti necessari per sostenere efficacemente questi sforzi”.









