Pagare in criptovalute sui siti di e-commerce: l’annuncio di Klarna

Articolo sponsorizzato

Condividi su

Ascolta questo articolo

In un contesto di forte crescita del mercato delle valute digitali, i siti di e-commerce si adattano e stanno studiando metodi innovativi per permettere ai clienti di pagare in criptovalute. È il caso di Klarna, la piattaforma svedese di shopping online e nei negozi partner specializzata nel BNPL (Buy Now Pay Later), ovvero la possibilità di pagare i propri acquisti a piccole rate senza interessi, in base al budget disponibile e alle abitudini personali di spesa. Klarna consente di suddividere il totale in tre rate e di saldare la prima al momento dell’acquisto (o della spedizione), le altre due dopo 30 e dopo 60 giorni.

È il cofondatore e amministratore delegato Sebastian Siemiatkowski a rivelare sui social il piano per integrare le criptovalute nell’ecosistema di pagamenti digitali di Klarna. “Ok, mi arrendo. Io e Klarna abbracceremo le crypto! Altre novità in arrivo”, ha scritto Siemiatkowski in un post su X. “Siamo l’ultima grande fintech al mondo ad adottarle. Qualcuno doveva pur essere l’ultimo. E anche questa è una tappa fondamentale di qualche tipo”. Nei commenti l’amministratore delegato chiede anche ai suoi follower di farsi sentire dandogli idee, spunti e contributi d’ogni genere.

 

In questo articolo:

 

  • Pagare in criptovalute sui siti di e-commerce: pro e contro
  • Klarna punta sulle crypto: quali sono i suoi piani?

 

Pagare in criptovalute sui siti di e-commerce: pro e contro

I vantaggi nell’integrazione delle criptovalute all’interno degli shop online sono numerosi. Innanzitutto le transazioni veloci, sicure e trasparenti grazie all’uso della tecnologia blockchain, con protocolli di crittografia e autenticazione per proteggere i dati e i fondi degli utenti. In secondo luogo, la flessibilità nei movimenti e una maggiore privacy perché non c’è la necessità di collegare un conto bancario. In aggiunta, l’accessibilità senza conversione in valuta fiat, la convenienza per i consumatori che vogliono spendere le proprie crypto e il risparmio sui costi perché non ci sono commissioni di transazione rispetto ai metodi di pagamento tradizionali.

Non bisogna dimenticare l’integrazione con la finanza decentralizzata e un aumento del traffico di nuovi clienti, specie quelli internazionali. Naturalmente non mancano le difficoltà, su tutte la regolamentazione del settore perché le normative sulle crypto variano a seconda della zona (le piattaforme devono quindi adattarsi ai luoghi specifici per evitare problemi di conformità), l’estrema volatilità delle criptovalute e l’eccessiva dipendenza da fattori esterni, fattori che potrebbero rendere complessa la gestione dei pagamenti su un negozio digitale. In tal senso potrebbe aiutare l’adozione di stablecoin come USDT e USDC che sono ancorate a valute fiat.

Il metodo di pagamento digitale con le crypto è monitorato dalle imprese di e-commerce di tutto il mondo. Oltre che presso numerose aziende e professionisti nei negozi e punti vendita fisici, oggi è possibile spendere bitcoin, stablecoin e criptovalute per gli acquisti online su portali come PayPal (dove viene accettato il sistema Checkout with Crypto), Shopify, Rakuten, Expedia, Bitrefill, Overstock, Coinsbee e diversi altri. Senza dimenticare le piattaforme online di servizi finanziari come Revolut e Robinhood e le app per i pagamenti come Venmo.

 

Klarna punta sulle crypto: quali sono i suoi piani?

Al momento da parte di Klarna non ci sono dettagli ulteriori in merito ai tempi di lancio dell’integrazione delle criptovalute, alla modalità di integrazione nel suo modello di business e soprattutto a quali asset digitali verranno supportati. Uno dei suggerimenti più commentati arrivato via social è l’aggiunta al sistema di un wallet crypto direttamente nell’app. Presente sul mercato dal 2005, la fintech svedese del BNPL conta 85 milioni di clienti in tutto il mondo, 3.800 dipendenti, 2,5 milioni di transazioni giornaliere e 600.000 commercianti in 26 nazioni diverse.

L’app gestisce 100 miliardi di dollari in volume di scambi all’anno e starebbe pianificando una Ipo negli Stati Uniti, come rivelato dal Financial Times. Valutata 14,8 miliardi di dollari e con una perdita netta di 884.000 euro (da una di 76 milioni) nel secondo trimestre del 2024, Klarna è sostenuta da Sequoia Capital: la società di venture capital californiana, già dietro molte realtà fintech, exchange e dApp come Stripe, Avalanche e Fireblocks, detiene una quota del 22%. Negli ultimi tempi non sono mancate controversie rispetto alle dichiarazioni di Siemiatkowski: l’amministratore delegato ha fatto molto discutere quando ha dichiarato di aver licenziato metà dei dipendenti dell’azienda (700 persone, con ulteriori riduzioni in vista nell’immediato futuro) per sostituirli con l’intelligenza artificiale.

Immagine di Alessandro Zoppo

Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

Ricevi gratis la copia di Borsa&Finanza

Ottieni la copia digitale del nostro magazine e resta aggiornato su mercati, economia e scenari finanziari