L’azienda statunitense Palantir Technologies, colosso high tech della Silicon Valley specializzato nell’analisi dei big data, fornisce un innovativo sistema di AI generativa alla Nato. La società di Palo Alto guidata dall’amministratore delegato e cofondatore Alex Karp ha chiuso un accordo con l’alleanza atlantica per lo sviluppo e l’implementazione di un software basato sull’intelligenza artificiale: stando a quanto dichiarato, la piattaforma serve ad accelerare, supportare e coordinare le operazioni di difesa tra i 32 Stati membri, senza prendere decisioni autonome sugli obiettivi da colpire.
L’acquisizione è stata una delle più rapide nella storia dell’organizzazione militare: complice la preoccupazione per un potenziale ritiro degli Stati Uniti, sono trascorsi appena sei mesi dalla definizione dei requisiti all’acquisto del sistema, che ha inizito a essere operativo a fine maggio con una versione personalizzata. Non sono stati resi pubblici i termini finanziari del contratto di fornitura, ma non appena è stata annunciata la notizia il titolo Palantir ha registrato un balzo deciso in Borsa con un rialzo delle azioni del 5,3% al Nasdaq.
Cosa fa Palantir Technologies nella difesa
Fondata nel 2003 da Peter Thiel (il cofondatore di PayPal, vicino al presidente Donald Trump), Stephen Cohen, Joe Lonsdale e Alex Karp in risposta agli attentati alle Torri gemelle dell’11 settembre 2001, Palantir è un’azienda informatica specializzata in piattaforme software per l’analisi dei big data. Finanziata fin dalle origini da In-Q-Tel (IQT), il venture capitale della CIA, la società ha sede a Denver in Colorado, conta quasi 4.000 dipendenti e prende il nome dai palantìr, le pietre vedenti ideate da J. R. R. Tolkien nella saga fantasy Il Signore degli Anelli. Palantir lavora ad una suite di software per quattro progetti principali: AIP per gli agenti di intelligenza artificiale, Foundry per l’analisi dei dati, Gotham per le strategie decisionali di intelligence e difesa e Apollo per la personalizzazione dei software. L’ultimo fronte aperto è quello di Gaia (Geospatial Analysis Integration Appliance) per l’integrazione dei dati geospaziali. Durante il periodo del Covid, gli strumenti di Palantir sono stati usati per il tracciamento dei contatti e l’analisi dei dati sanitari.
Le collaborazioni di Palantir sono numerose: la compagnia, quotata al Nasdaq con il ticker PLTR, ha tra i suoi clienti la United States Intelligence Community, la CIA e il Dipartimento della difesa statunitense. Nel privato, Foundry è utilizzato per l’integrazione e l’analisi dei dati da clienti corporate come Airbus, Fiat Chrysler, Lilium, Merck KGaA, Morgan Stanley, PG&E e Wejo. Le persone chiave dell’azienda sono il chairman Peter Thiel, l’amministratore delegato Alex Karp e il presidente Stephen Cohen. Non sono mancate controversie in merito ai suoi forti legami con Washington, i servizi segreti e le agenzie militari: l’ultimo accordo con l’esercito statunitense ha portato la partnership a 619 milioni di dollari fino al 2028. Dal 2009 ad oggi, Palantir ha firmato contratti con il governo per oltre 2,7 miliardi, di cui 1,3 arrivati direttamente dal Pentagono.
Palantir Technologies sviluppa l’AI per la Nato
L’NCIA (Nato Communications and Information Agency) ha fatto sapere in un comunicato ufficiale datato 25 marzo di aver acquistato un sistema militare di intelligenza artificiale prodotto da Palantir Technologies che sarà impiegato nell’Allied Command Operations (ACO), il comando unico responsabile per tutte le operazioni con sede a Mons, in Belgio. La piattaforma, già sperimentata in Ucraina dall’esercito statunitense in una versione simile, si chiama Maven Smart System (MSS Nato, da non confondere con l’NGA Maven Warfighter Support System) ed è in grado di analizzare in pochi istanti massicce quantità di dati raccolti dai 32 Paesi membri dell’alleanza atlantica.
L’AI predittiva di Palantir analizza ogni tipo di dati militari: rapporti di intelligence, documenti, intercettazioni, immagini di satelliti e droni. Una volta passato al setaccio questo materiale grezzo, l’LLM ne estrae informazioni utili e raffinate per le identificazioni (di veicoli, edifici, spostamenti delle truppe e quant’altro), le strategie e i movimenti sul campo di battaglia, trasformandole in mappe interattive aggiornate in tempo reale. Ludwig Decamps, il direttore generale dell’NCIA, sottolinea che MSS fornirà all’alleanza “capacità di intelligenza artificiale all’avanguardia, dotando le nostre forze degli strumenti necessari per operare in modo efficace e decisivo”.
La piattaforma di Palantir ridefinisce l’approccio alla progettazione dei sistemi di sicurezza, ottimizzando i dati complessi raccolti in informazioni certe e qualificate. Per questo progetto, l’ACO lavora in tandem con SHAPE (Supreme Headquarters Allied Powers Europe), il quartier generale dell’alleanza in Europa e cabina di regia delle operazioni militari. Il generale Markus Laubenthal specifica che grazie alle capacità sviluppate dal machine learning e dall’algoritmo generativo, MSS Nato “migliora l’intelligence fusion e il targeting, la conoscenza e la pianificazione dello spazio di battaglia e l’accelerazione del processo decisionale”. È una svolta storica per la Nato, che ora potrà avvalersi di una piattaforma comune e ridurre il personale impiegato nell’analisi dei dati.









