Pensioni integrative: governo pronto al cambio di passo?

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Quanto dichiarato dal sottosegretario al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Claudio Durigon, potrebbe suonare stonato a molti. Ospite al convegno “Proposte per lo sviluppo dei fondi pensione”, promosso da Arca Fondi SGR e Itinerari Previdenziali presso la Camera dei Deputati, il sottosegretario e rappresentante della Lega Nord ha affermato che il Tfr è stato concepito quando la situazione era diversa da quella odierna.

Il Tfr è sempre stato per gli italiani il premio alla fine della vita lavorativa, con il quale acquistare una casa o realizzare qualche sogno. Durigon ha detto che non può più essere così perché “dobbiamo usarlo per dare assistenza ai nostri futuri pensionati”. Qui sta la stonatura che a molti lavoratori avrà fatto fare un sobbalzo. Il Tfr, da sempre percepito come cosa propria, preso e distribuito ai fondi pensione per sostenere i pensionati futuri. Stonatura o meno, le parole del sottosegretario fotografano una realtà: il welfare state è al capolinea, o quasi.

 

In questo articolo: 

 

  • Pensioni integrative: riflettori sul rilancio del sistema
  • Previdenza complementare: si va verso l’obbligatorietà?

 

Pensioni integrative: riflettori sul rilancio del sistema

Il convegno ha acceso i riflettori sulla necessità di rilanciare le pensioni integrative in Italia. Al centro del dibattito, la possibilità di rendere i fondi pensione uno strumento efficace per garantire sicurezza finanziaria ai lavoratori e sostenere l’economia reale del Paese. “In un Paese come l’Italia, alle prese con un’importante transizione demografica e un debito pubblico da oltre 3.000 miliardi … la crescita della previdenza complementare è essenziale” ha affermato Alberto Brambilla, presidente del Centro studi e ricerche di Itinerari Previdenziali.

Finora, tuttavia, i dati rimangono deludenti. L’Italia si posiziona oggi al 27esimo posto tra i le nazioni Ocse per rapporto tra patrimonio dei fondi pensione e Pil. Ecco perché è necessario intervenire sulla normativa, oggi poco favorevole alle adesioni”. Un’affermazione che ha trovato sostegno anche in quanto detto da Ugo Loeser, amministratore delegato di Arca Fondi SGR, il quale ha esortato a “superare gli ostacoli normativi che oggi bloccano le adesioni e limitano il contributo dei fondi pensione all’economia reale”.

 

Previdenza complementare: si va verso l’obbligatorietà?

Tra le soluzioni avanzate per rilanciare la previdenza integrativa ha fatto capolino l’obbligatorietà. È stato sempre il sottosegretario Durigon a sottolinearne l’importanza: “È il momento dell’obbligatorietà del Tfr nelle pensioni integrative”, con riferimento in particolare ai neo-assunti. In realtà il termine obbligo è forse troppo netto. La previsione, infatti, è di lasciare la scelta al lavoratore il quale dovrà esprimersi per opporsi al trasferimento del Tfr.

Nel corso del convegno sono state diverse le proposte lanciate per sostenere le pensioni integrative:

 

  • Reintroduzione del Fondo di garanzia per le Pmi, per facilitare il trasferimento del Tfr ai fondi pensione e consentire l’accesso a credito agevolato.
  • Il rilancio dei semestri di silenzio-assenso tramite iscrizione automatica con opt-out, la proposta rilanciata da Durigon, incentivando l’adesione spontanea.
  • La modifica delle scelte di default dai comparti garantiti a un modello basato sul Life-Cycle, più dinamico e coerente con le fasi della vita lavorativa.
  • L’aumento della quota investibile in economia reale fino al 25% del patrimonio dei fondi pensione, favorendo così lo sviluppo dell’economia nazionale.
  • La revisione della fiscalità, riportando l’imposizione sui rendimenti all’aliquota dell’11% al momento della prestazione.
  • La riforma del sistema delle rendite, con soluzioni flessibili e reversibili, che permettano ai lavoratori di mantenere il patrimonio e trasferirlo agli eredi.
Immagine di Alessandro Piu

Alessandro Piu

Direttore responsabile di Borsa&Finanza da gennaio 2025, è entrato a far parte della redazione nel giugno 2022. Laureato in economia, ha lavorato dapprima per il sito Spystocks.com, poi per i portali del gruppo Brown Editore (finanza.com; finanzaonline.com; borse.it e wallstreetitalia.com). È stato caporedattore del mensile Wall Street Italia. Scrive di economia, finanza e risparmio dal 2004.

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