Petrolio russo: analisti scettici sul tetto ai prezzi del G7 - Borsa e Finanza

Petrolio russo: analisti scettici sul tetto ai prezzi del G7

Petrolio russo: gli analisti sono scettici sul tetto ai prezzi del G7

Il G7 sta studiando un modo per mettere un tetto al prezzo del petrolio russo, da un lato per azzoppare le fonti di finanziamento della guerra Russia-Ucraina e da un altro per rafforzare le difese dei Paesi di fronte al rincaro energetico. La proposta di un price cap è stata portata avanti su iniziativa degli Stati Uniti nel fine settimana del 25-26 giugno e gli altri Stati membri del G7, Germania, Francia, Italia, Giappone, Canada e Gran Bretagna, hanno accettato di esaminare le modalità per poterla mettere in pratica.

Già il mese prima il Segretario al Tesoro USA aveva spiegato l’idea all’Europa, dicendo che l’avrebbe aiutata nel periodo intermedio prima di imporre un embargo totale al petrolio russo. Ricordiamo che il Vecchio Continente ha messo un divieto di importazione di tutto il greggio russo proveniente dal mare, ma non quello che fluisce dagli oleodotti, perché altrimenti avrebbe danneggiato Paesi come Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia fortemente dipendenti dalle forniture di Mosca.

Nel complesso il blocco dei 27 dipende ancora per il 25% dall’oro nero consegnato da Putin, sebbene stia adottando tutte le soluzioni alternative per sganciarsi totalmente dalla Russia. Il problema vero riguarda il gas naturale, ma questa è un’altra storia. Tuttavia, anche con il petrolio russo i problemi da risolvere sono tanti. Il Cremlino ha già avvertito che il tetto ai prezzi sarebbe un grosso errore che si ritorcerebbe contro l’Europa. Mentre il Cancelliere tedesco Olaf Scholz ha affermato che l’idea è molto ambiziosa, ma ha bisogno di molto lavoro prima che diventi realtà.

 

Petrolio russo: price cap difficile per gli analisti

Gli analisti comunque nutrono più di un dubbio che imporre un price cap possa funzionare se i consumatori chiave non vengono coinvolti. Secondo l’analista petrolifero indipendente Neil Atkinson, la cosa potrebbe essere attuata se tutti i consumatori chiave lavorano insieme e trovano un modo per far rispettare il piano. “Il problema è che i maggiori acquirenti si chiamano Cina e India”, spiega l’esperto, i quali non hanno condannato esplicitamente l’aggressione all’Ucraina da parte di Mosca. Atkinson inoltre ha avvertito che la Russia non rimarrà passiva, ma ci sarà da aspettarsi una sua reazione in termini di taglio alle forniture di petrolio e gas.

Molto scettica è anche Amrita Sen, co-fondatrice e direttrice della ricerca presso Energy Aspects. A suo avviso, l’India e la Cina non saranno d’accordo, quindi questo del price cap è un concetto molto teorico, ma che nella pratica non funzionerà: “L’idea che i Paesi di tutto il mondo siano sulla stessa lunghezza d’onda dei politici occidentali, in particolare per quanto riguarda la sicurezza energetica, è il più grande equivoco in questo momento”.

Claudio Galimberti, vicepresidente senior della società di ricerca energetica Rystad, ritiene che il modo più diretto per imporre un tetto ai prezzi sia attraverso l’assicurazione, dove gli acquirenti devono accettare di non pagare oltre una certa cifra il petrolio russo se vogliono mantenere l’assicurazione stessa. Galimberti sottolinea però che tutto ciò va incontro al problema che la Russia possa decidere di non vendere ai prezzi stabiliti dal tetto, soprattutto se questi sono molto bassi e non permettono a chi esporta un margine adeguato rispetto ai costi di produzione. In questo contesto, secondo Galimberti, la Cina rappresenta l’ostacolo più probabile, perché potrebbe fornire a Putin una scappatoia dal piano. Infine c’è la questione tempo, perché “l’Europa è determinata a mettere l’embargo totale entro la fine dell’anno, quindi rimangono pochi mesi per arrivare a un accordo condiviso”.

 

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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