Petrolio WTI: la stagionalità favorisce i rialzi

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Transizione energetica e timori legati al calo della domanda hanno garantito al petrolio performance sotto tono nell’ultimo anno. Nemmeno il conflitto mediorientale è riuscito a smuovere più di tanto le quotazioni. Le quali, tuttavia, potrebbero aver raggiunto una base solida da cui costruire un rialzo. Vediamo la view espressa dagli analisti di Vontobel Certificati nella loro Newsletter settimanale (Clicca QUI per iscriverti).

Transizione energetica da un lato e timori legati al calo della domanda sono stati due dei fattori che negli ultimi mesi hanno inciso negativamente sulle  quotazioni del petrolio. Nemmeno le tensioni geopolitiche nell’area mediorientale, storicamente driver al rialzo delle quotazioni del greggio, hanno portato a un cambio del trend ribassista che prosegue dal giugno 2022.

Nelle ultime settimane qualcosa sembra tuttavia essere cambiato, con le quotazioni che si sono stabilizzate nell’ampio range compreso tra i 70 e i 79 dollari. L’aver trovato una base potrebbe dunque essere un elemento favorevole alla ripartenza delle quotazioni. In questa direzione si inserisce l’analisi statistica e storica delle quotazioni del petrolio.

Da un punto di vista ciclico il periodo compreso tra l’8 di febbraio ed il 4 di marzo strizza l’occhio ai rialzi. Entrando nello specifico e osservando l’andamento del petrolio WTI (West Texas Intermediate, il petrolio made in USA) negli ultimi 5-7-10-15 e 20 anni ecco che si scopre come almeno nell’80% dei casi le quotazioni dell’oro nero nel periodo indicato abbiano registrato variazioni positive.

Il valore massimo si raggiunge prendendo in esame gli ultimi 7 anni: nell’85,7% dei casi si è registrata una performance positiva. Interessante notare anche i ritorni medi che sono stati registrati tra l’8 febbraio e il 4 marzo. Si va da un minimo dell’8,8% se si analizzano gli ultimi 7 anni e si arriva a un +12,1% se si guardano gli ultimi 5 anni. Escludendo il +9,6% medio degli ultimi 10 anni, anche nel lungo periodo (15 e 20 anni) i ritorni si attestano sopra il 10%. Dati alla mano, in questo orizzonte temporale è dunque lecito guardare con fiducia alle quotazioni del WTI  al tempo stesso a quelle che potrebbero essere le performance di Borsa delle aziende del settore.

 

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Redazione

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