Piano Fincantieri: 1,9 miliardi di investimenti e dividendo dal 2028

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Il nuovo piano di Fincantieri 2026-2030 si presenta al mercato con ambizioni di crescita robuste, sostenute da un programma di investimenti massiccio e da una visibilità sugli ordini che si estende ben oltre l’orizzonte temporale canonico. La società triestina ha messo nero su bianco numeri che promettono un cambio di passo: investimenti complessivi per circa 1,9 miliardi di euro e un valore stimato di nuovi ordini superiore ai 50 miliardi nel periodo di piano.

Dei quasi due miliardi di Capex previsti, 250 milioni saranno destinati al potenziamento dei cantieri attuali e altri 250 milioni all’eventuale raddoppio della produzione Offshore in Vietnam, con l’introduzione strategica di un secondo cantiere. A questi si aggiungono 600 milioni per attività di produzione, inclusa l’acquisizione di nuove gru a cavalletto per il cantiere di Monfalcone, necessarie per la costruzione delle mega navi da crociera di nuova generazione, e 650 milioni dedicati alla manutenzione.

Sotto il profilo della profittabilità, il Piano di Fincantieri stima una crescita media annua dei ricavi dell’8%, passando dai 9,2-9,3 miliardi previsti per il 2026 ai circa 12,5 miliardi del 2030. Ancora più incisiva la progressione della marginalità: il margine operativo lordo (ebitda) è atteso in crescita dai 700 milioni del 2026 fino a raggiungere quota 1.250 milioni a fine piano, con un ebitda margin che salirà dal 7,5% al 10%. Questo incremento di 2,5 punti percentuali sarà trainato non solo dal miglioramento operativo, ma soprattutto da un business mix più ricco, dove i ricavi derivanti da Difesa e Underwater raggiungeranno un terzo del totale nel 2030.

Nel giorno della presentazione del Piano industriale, le azioni Fincantieri a Piazza Affari fanno registrare la performance migliore del paniere delle blue chip salendo del 4,18% a 16,71 euro. 

 

In questo articolo: 

 

  • Piano Fincantieri: la centralità della Difesa e le parole dell’a.d.
  • Visione 2025 e dividendo dal 2028

 

Piano Fincantieri: la centralità della Difesa e le parole dell’a.d.

Approfittando del contesto geopolitico che impone un riarmo globale, il cuore pulsante della nuova strategia risiede nello spostamento del baricentro verso il settore militare. La società si è detta fiduciosa di poter acquisire, già nei prossimi sei mesi, ordini per circa 5 miliardi di euro nel business della difesa, spaziando dall’Italia al Medio Oriente, fino agli Stati Uniti.

A commento dei target presentati, l’amministratore delegato Pierroberto Folgiero ha delineato la visione del gruppo. “Il comparto Difesa riveste un ruolo centrale nella nostra strategia”, ha dichiarato Folgiero. “L’aumento atteso della domanda e il raddoppio della capacità produttiva dei nostri cantieri italiani ci permetteranno di rafforzare la nostra posizione nei programmi nazionali e internazionali più rilevanti”.

L’Ad ha inoltre evidenziato come il piano di Fincantieri si fondi su pilastri solidi e sinergici: “l’espansione accelerata dell’Underwater, con lo sviluppo del portafoglio prodotti nel business non convenzionale, la crescita tecnologica nel business Offshore e la profittabilità del business Cruise – sostenuto da una pipeline commerciale in crescita sia in quantità che in qualità, con ordini attesi già nei prossimi mesi che estenderanno la visibilità del backlog oltre il 2036 e con un incremento della profittabilità – rappresentano i pilastri e le sinergie su cui costruiamo il nostro futuro”.

Va notato che i ricavi del 2026 rifletteranno l’impatto della ridefinizione del programma Constellation negli Stati Uniti; tuttavia, il management assicura che tali effetti saranno compensati dai nuovi ordini attesi nell’anno, i cui benefici sui ricavi si manifesteranno appieno dal 2028 in poi. Inoltre, il gruppo prevede opportunità significative derivanti dall’aumento dei budget nazionali per la difesa, sulla scia dei target Nato più elevati e dei piani ReArm Europe e Readiness 2030.

 

Visione 2035 e dividendo dal 2028

Nel breve termine, la società ha aggiornato la guidance per il 2025: i ricavi sono confermati a 9 miliardi di euro, mentre la previsione sull’utile netto è stata fissata puntualmente a 110 milioni di euro, migliorando la precedente indicazione generica di un risultato positivo. L’ebitda margin per l’anno in corso è atteso al 7,4%. Con un utile netto che nel 2028 è previsto a 220 milioni e nel 2030 a 500 milioni, il percorso di crescita delineato dal management appare tanto sfidante quanto strutturato.

Guardando oltre l’orizzonte del 2030, il piano di Fincantieri traccia una traiettoria ambiziosa fino alla metà del prossimo decennio. Forte di un carico di un backlog di 60 miliardi di euro al termine del 2025 e consegne programmate fino al 2036, il gruppo punta a raddoppiare i ricavi al 2035, portandoli a circa 18 miliardi di euro.

Le proiezioni a lungo termine indicano una crescita media annua del 7% nel periodo 2030-2035, con l’obiettivo di raggiungere un margine Ebitda del 13% (pari a 2,3 miliardi di euro) e un margine di utile netto del 7,5%, che equivarrebbe a circa 1,35 miliardi di euro. Un aspetto cruciale per gli investitori riguarda la struttura patrimoniale: Fincantieri punta ad azzerare l’indebitamento e a raggiungere una Posizione finanziaria netta (PFN) a credito a partire dal 2032.

Per gli azionisti, le notizie più attese riguardano la remunerazione del capitale. Nella nota di presentazione, la società ha reso noto che valuterà l’avvio di un piano di distribuzione di dividendi a partire dal 2028, basato sui risultati dell’esercizio 2027.

 

Immagine di Luca Fiore

Luca Fiore

Giornalista dal 2007, ha scritto per i maggiori siti di informazione finanziaria attivi in Italia e la sua grande passione sono i viaggi. Da fine agosto 2022 fa parte della redazione di Borsa&Finanza.

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