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PUN, come funziona la Piattaforma Unica Nazionale dei punti di ricarica

Una auto elettrica in ricarica

Il Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica ha lanciato ufficialmente il PUN, la Piattaforma Unica Nazionale dei punti di ricarica per le auto elettriche. Il ministro Gilberto Pichetto Fratin definisce questo strumento “un valore aggiunto per la diffusione della mobilità elettrica in Italia”. Il portale, infatti,  raccoglie in un unico registro omogeneo una serie di dati e informazioni fondamentali per gli operatori e le imprese, i cittadini e gli enti locali. Ma nello specifico come avviene il suo funzionamento?

 

Come funziona la Piattaforma Unica Nazionale dei punti di ricarica

Il PUN è stato realizzato dal MASE in collaborazione con GSE (il Gestore dei Servizi Energetici) e RSE (Ricerca sul Sistema Energetico) per rispondere ad un’esigenza pratica dei consumatori: avere sempre a disposizione una mappa ufficiale e aggiornata delle colonnine per la ricarica delle EV presenti in Italia. Previsto dal decreto del Ministero n. 106 del 16 marzo 2023, il database unico consente di sapere dove sono collocati i punti di ricarica su tutto il territorio nazionale con una semplice ricerca per parola chiave.

Oltre che sui siti ufficiali del MASE e del GSE, il portale è consultabile a questo indirizzo web: l’utente può visualizzare le infrastrutture di ricarica sia in formato mappa che su elenco. È possibile effettuare la ricerca in base alla localizzazione (anche con uno zoom sull’area d’interesse) o alle caratteristiche tecniche delle colonnine. Ogni punto di ricarica ha un ID e una scheda che ne riporta l’indirizzo, gli orari di apertura, la tipologia di alimentazione, la potenza massima erogabile, le modalità di attivazione, il sistema di pagamento accettato e le informazioni sui CPO (Charging Point Operator), gli operatori che erogano il servizio.

I filtri estendono la ricerca per tipologia di connettore (1, 2, 3A, CHAdeMO, CCS1, CCS2, Tesla), potenza di kW, CPO, stato dell’attività, regione, provincia e comune. Attualmente gli operatori registrati sono A2A, Be Charge, Enel X Way, Ewiva, Free To X e Neogy. Il modello dell’interfaccia è quello delle tante app private e legate a CPO e case automobilistiche presenti sul mercato, ma con una scarsa fluida d’uso (almeno per il momento) che rende più comoda la ricerca con lista rispetto a quella su mappa.

 

Quante colonnine di ricarica ci sono in Italia?

Attualmente, al giorno successivo al suo lancio avvenuto il 27 marzo 2024, si contano 32.007 punti di ricarica presenti sulla piattaforma, compresi quelli installati sulle reti autostradali per un numero complessivo di 42.500 colonnine esistenti oggi. L’elenco, tuttavia, è incompleto perché il censimento è in corso: mancano ancora importanti fornitori, tra cui nomi di giganti come Tesla che deve aggiungere le sue Supercharger.

I gestori delle colonnine hanno tempo fino al 26 luglio per inserire i dati delle loro infrastrutture di ricarica. A dicembre scatta l’interoperabilità con i CPO e il MASE presenterà l’app ufficiale che permetterà di accedere ai servizi del PUN da cellulare, smarthone e tutti i dispositivi mobili. Pichetto Fratin fa sapere che la piattaforma “nei prossimi mesi si arricchirà di nuove funzionalità” e la sua evoluzione “potrà renderla sempre più utile alla vita quotidiana dei cittadini e alla pianificazione amministrativa”.

 

PUN, i servizi per CPO ed enti locali

Insieme all’aggiornamento della rete, il PUN offre dei servizi dedicati ai CPO e alle pubbliche amministrazioni. Gli operatori possono accedere all’area riservata del portale per segnalare le loro stazioni di ricarica; agli enti locali sarà permesso prossimamente (il servizio non è ancora disponibile) di visualizzare le statistiche relative ai punti di ricarica presenti sul loro territorio per facilitare la programmazione urbanistica.

La registrazione per i CPO avviene innanzitutto compilando i campi presenti nella procedura, inserendo i dati anagrafici (il codice univoco, la ragione sociale, la Partita IVA e il codice fiscale), le informazioni societarie e la sede legale dell’azienda. Il secondo passaggio è aggiungere i dati di contatto e caricare il documento d’identità in corso di validità del rappresentante legale e la dichiarazione di registrazione. Il modulo di dichiarazione si scarica sul PUN e va firmato, scansionato e riallegato sulla piattaforma.

La sezione PUN per il territorio, infine, offre set di statistiche dei punti di ricarica (mappe e grafici per visualizzare lo stato di avanzamento delle installazioni, lo storico delle colonnine e la classificazione per potenza) e dei BEV (i veicoli elettrici), con la distribuzione geografica delle immatricolazioni e il loro numero sia a livello regionale che provinciale. Nel 2023 si contano 219.540 BEV immatricolati e 2.211.934 ibride (PHEV, HEV e MHEV) per 2.431.474 immatricolazioni totali.

La presentazione del PUN è stata affidata ad una campagna promozionale sostenibile al 100%: il video che fa partite la comunicazione sulla piattaforma è stato girato a emissioni zero. Il Ministero fa sapere che i set e gli sfondi dell’animazione sono stati realizzati a mano con carta naturale riciclata e le riprese sono avvenute in interni in un unico studio, evitando di ricorrere agli esterni e agli spostamenti con un significativo risparmio in termini di emissioni di anidride carbonica.

AUTORE

Alessandro Zoppo

Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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