PIL Regno Unito record nel 2021, ecco perché è ai massimi da 40 anni
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PIL Regno Unito record nel 2021, ecco perché è ai massimi da 40 anni

PIL Regno Unito record nel 2021, ecco perché è ai massimi da 40 anni

Il Pil del Regno Unito è cresciuto nel 2021 come mai era accaduto negli ultimi 40 anni. Bisogna infatti risalire al 1941 per trovare un’espansione così imponente dell’economia britannica. La politica adottata da Boris Johnson di abolire le restrizioni Covid ha almeno giovato sotto il profilo economico, pur pagando il salasso di un numero di morti elevato. La notizia ha ridato un pò di sereno a un Governo che dovrà affrontare la brutta tegola dell’alta inflazione e del caos che vi è all’interno di Downing Street per le presunte violazioni delle regole quando il Paese si trovava in stato di lockdown. Quantomeno i dati brillanti dello scorso anno riscattano un 2020 dove si è vista una contrazione del PIL del 9,4%.

Tuttavia, la Gran Bretagna non è ancora tornata ai livelli di produzione pre-pandemica per quel che riguarda il singolo trimestre, mentre su base mensile la crescita si è assestata sullo stesso livello del mese di febbraio 2020, prima che l’OMS comunicasse al mondo lo stato pandemico.

 

PIL UK: le ragioni della crescita record

Non è stato solamente l’allentamento dei cordoli sul fronte Covid a generare questo rinvigorimento dell’economia britannica lo scorso anno. A far crescere il PIL del Regno Unito ha contribuito molto il pacchetto di aiuti che il Governo ha elargito a sostegno delle imprese durante la crisi, salvaguardando i posti di lavoro. Il Cancelliere Rishi Sunak ha infatti evidenziato come l’economia sia stata “notevolmente resiliente grazie al supporto governativo.”

L’aspetto più lieto forse è stato vedere la forte resilienza della crescita nel mese di dicembre, quando la variante Omicron ha tenuto i consumatori in lockdown. Lì il PIL è sceso solo dello 0,2%, meno di quanto temevano gli economisti, ossia un calo dello 0,5%. Da novembre è stato il settore dei servizi ad avere avuto una battuta d’arresto, con un calo dello 0,5%. Il motivo è che le strutture ricettive sono state colpite da cancellazioni di massa nel periodo prenatalizio e i rivenditori hanno visto un crollo del traffico, a seguito delle imposizioni del Governo per contenere la variante sudafricana. Mentre il settore manifatturiero e quello delle costruzioni sono avanzati.

 

PIL Regno Unito: 3 ripercussioni negative sull’economia

Cosa succederà adesso? Sembra un paradosso, ma una crescita così sostenuta potrebbe alimentare qualche preoccupazione. In primis perché quest’anno ovviamente l’attesa è di un rallentamento dell’economia, con delle ripercussioni in Borsa. Pat McFadden, del partito laburista di opposizione, ha affermato che le ultime previsioni della Banca Centrale suggeriscono una crescita per il prossimo anno che sarà la più lenta tra tutte le economie del G-7.

In secondo luogo perché il Governo ha in serbo di iniziare un ciclo di inasprimento fiscale, forte dell’alta produttività del Paese. Yael Selfin, capo economista di KPMG UK, ha affermato che la compressione dei redditi delle famiglie a causa dell’aumento dei prezzi e dei previsti aumenti delle tasse potrebbero colpire l’attività economica nei prossimi mesi.

E infine perché soprattutto questi risultati sul prodotto interno lordo spalancheranno le porte per una Bank of England particolarmente aggressiva sul versante dei tassi d’interesse. Dan Hanson, economista di Bloomberg, ha dichiarato che i dati di oggi indicano che nel primo trimestre l’economia britannica probabilmente si comporterà meglio di quanto la BoE ha previsto sinora, di conseguenza la Banca Centrale difficilmente esiterà nell’aumento dei tassi a marzo.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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