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Pos portatile: come funziona e chi deve averlo

In Italia è dal 2014 che i commercianti sono tenuti ad accettare pagamenti elettronici con il POS, ma le sanzioni per gli inadempienti e le multe per negozianti, artigiani e liberi professionisti sono scattate soltanto dal 30 giugno del 2022. Un approfondimento ulteriore merita il POS portatile, ovvero quello che si può utilizzare abbinato allo smartphone o al tablet per procedere all’incasso quando si è in mobilità, sempre tramite carta (di credito, di debito, prepagata) e senza dover ricorrere al contante o agli assegni. Nello specifico, come funziona e chi deve averlo per la sua attività commerciale?

 

Come funziona il POS portatile e chi deve averlo

Il funzionamento di questo dispositivo è semplice. Per cominciare, basta seguire la procedura di configurazione dell’apparecchio e connettere il terminale al cellulare tramite il Bluetooth. Naturalmente è necessario che sia presente una connessione dati o una rete Wi-Fi alla quale collegarsi. All’atto di un pagamento, si specifica l’importo, il cliente inserisce la carta e si procede con la transazione. Gli accrediti sono immediati e vanno a finire sul conto corrente dell’esercente indicato in fase di registrazione. La ricevuta viene inviata o condivisa tramite e-mail o SMS. Se richiesto, molti POS raccolgono la firma direttamente sullo schermo dello smartphone.

Ovviamente ogni POS in commercio è diverso dall’altro, ma quasi tutti sono a canone con una tariffa mensile oppure hanno dei costi di commissione per transazione, come accade nel caso degli operatori leader del settore, SumUp e Axerve. La scelta del tipo di POS dipende dall’attività che si svolge: alcuni sono più adatti ad aziende consolidate e professionisti che hanno parecchi incassi e quindi necessitano di commissioni migliori; altri sono convenienti a start-up, piccole e medie imprese che fanno affari su scala ridotta o magari non hanno certezza sull’ammontare preciso dei propri incassi.

Il POS, fisso o portatile che sia, è obbligatorio per qualsiasi esercente che vende un bene o offre un servizio a pagamento: commercianti (negozi, supermercati, bar), tabaccai, ambulanti, artigiani, ristoranti, hotel, agriturismi e B&B, aziende agricole, studi professionali (avvocati, commercialisti, medici, dentisti, psicologi, notai, ingegneri, geometri, consulenti del lavoro, veterinari), tassisti e NCC, associazioni con Partita IVA come ASD e SSD. Sono queste le categorie indicate nell’articolo 18 comma 1 del Decreto Legge n. 36 del 30 aprile 2022 che disciplina la materia.

 

Un commerciante accetta il pagamento con POS
Un commerciante accetta il pagamento con POS (foto di Clay Banks su Unsplash)

 

POS portatile senza commissioni

Se il POS portatile di SumUp, come tanti altri, non ha un canone mensile ma prevede una commissione per ogni pagamento, quello di Axerve ha l’alternativa senza commissioni. L’hub di pagamenti digitali dell’ecosistema fintech di Fabrick include nella sua offerta il POS Easy con il solo canone mensile, comprensivo di noleggio del dispositivo. Pagata l’imposta di bollo da 16 euro per l’attivazione del servizio, si può scegliere tra una tariffa da 17 euro (+ IVA) al mese per incassi fino a 10.000 euro all’anno oppure da 22 euro (+ IVA) mensili per incassi fino a 30.000 annuali. A chi va oltre i 30.000 euro di transato all’anno viene aggiunto un costo di commissione dell’1% + IVA per l’importo che eccede la soglia dei 30.000.

Un secondo esempio pratico di POS portatile senza commissioni è quello di Nexi. Sebbene nel suo catalogo figurino quasi tutti device con commissioni di acquiring, la paytech milanese specializzata nei pagamenti digitali comprende l’opzione Micropagamenti: l’iniziativa azzera tutte le commissioni sulle transazioni fino a 10 euro. Il rimborso avviene ogni sei mesi negli estratti conto commissionali di giugno e dicembre. Ad esercenti e professionisti che ricevono pagamenti sotto i 10 euro e accettano questa offerta rimangono quindi da pagare il canone mensile (in media va dai 29 ai 39 euro) e le commissioni (oscillanti tra lo 0,69% e il 2,49%) per i transati superiori a 10 euro.

 

Esiste un POS portatile senza Partita IVA?

La risposta è : si può avere un dispositivo per accettare i pagamenti elettronici anche senza avere una Partita IVA. Chiaramente questi strumenti sono riservati ad alcune categorie specifiche (in particolare chi offre prestazioni lavorative occasionali, gli hobbisti e i titolari di B&B non professionali, ovvero chi fa servizio saltuario di affittacamere) e hanno alcune differenze rispetto ai “normali” POS presenti nei negozi con cassa. I tre principali player del settore forniscono POS portatili per chi è senza Partita IVA. Pure in questa circostanza, le soluzioni previste sono con un canone fisso mensile o con commissioni sugli importi transati.

Nexi mette a disposizione il Mobile POS, da associare ad un’app per smartphone o tablet. Il funzionamento è uguale a quello dei punti vendita fisici, fatto salvo che non viene stampato lo scontrino ma si può mandare la ricevuta tramite e-mail o SMS. Per il resto, il costo è di 29 euro, non c’è canone mensile e si paga una commissione unica dell’1,89% su tutte le carte per ogni transazione, ma si può sfruttare Micropagamenti per azzerare le commissioni sugli importi fino a 10 euro.

Il piano di SumUp per chi è senza Partita IVA riguarda tutti i POS mobili dell’azienda: Air, 3G e Solo. Tutti e tre non prevedono canoni mensili né alcun costo per l’installazione e l’attivazione, ma il prezzo d’acquisto del dispositivo (da 39 euro per Air a 129 euro per 3G) e l’applicazione di una commissione dell’1,95% per ogni transazione. Infine, è possibile richiedere il POS senza Partita IVA anche con Axerve nella solita gamma di Smart POS Easy: a zero commissioni e con canone mensile da 17 o 22 euro oppure senza canone, con 100 euro di spesa per il terminale e l’1% di commissioni.

AUTORE

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Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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