Sulla Borsa italiana è una nuova giornata di rialzo per le azioni Poste Italiane, nel giorno in cui continuano a rimbalzare le voci di un possibile ingresso del gruppo guidato da Matteo De Fante nel capitale di Tim. Secondo alcune indiscrezioni, entro il fine settimana dovrebbe tenersi un consiglio di amministrazione della società, che avrebbe all’ordine del giorno uno swap della quota detenuta dalla società in Nexi, con il 9,8% che Cassa depositi e prestiti ha in Tim, e il cui valore si aggira tra i 660-700 milioni di euro.
L’obiettivo di Poste sarebbe quello di avviare una sinergia commerciale che potrebbe coinvolgere la controllata Poste Mobile, che controlla il 4% della quota del mercato italiano, e il cui contratto per appoggiarsi alla rete di Vodafone è in scadenza.
Inoltre, nel caso in cui l’operazione dovesse andare a buon fine, questa sarebbe vista positivamente dal governo italiano, che nei giorni passati aveva mostrato freddezza sia riguardo l’interesse di Cvc per rilevare il 23,75% in mano a Vivendi che quello di Iliad che, dopo aver fallito l’acquisizione di Vodafone Italia, avrebbe messo gli occhi sul gruppo telefonico italiano.
Azioni Poste italiane: analisi tecnica e strategie operative
Andiamo ora a vedere come si stanno muovendo le azioni Poste italiane a Piazza Affari. Con volumi al momento in contrazione se confrontati alla media giornaliera degli ultimi 30 giorni, è una prima parte di seduta in leggero territorio positivo, con i prezzi che si confermano sui massimi di sempre in area 14,90 euro. Grazie a una forza relativa che rimane sui top di sempre, le attese sono per una continuazione del trend, che avrebbe come prossimi obiettivi i 15,20-15,30 euro e successivamente i 15,50 euro.
L’eventuale superamento di queste aree dovrebbe aprire le porte per ulteriori allunghi fin verso la soglia dei 16 euro. In questo quadro rialzista, eventuali prese di beneficio che dovessero riportare le quotazioni in direzione dei 14,40-14,10 euro potrebbero rappresentare delle nuove occasioni di acquisto.
Al contrario, la perdita dei 14,10 euro dovrebbe far proseguire le vendite e il movimento di breve termine potrebbe essere sfruttato per aprire delle posizioni short. In questo caso si dovrebbe avere un primo target sui 13,75 euro e successivamente i 13,45-13,40 euro. Nel caso in cui le azioni dovessero rompere al ribasso questi ultimi sostegni, si avrebbe una continuazione delle vendite in direzione dei minimi registrati nello scorso mese di novembre in area 12,90 euro. Fondamentale diventerebbe la tenuta di questi ultimi livelli, dove troviamo la media mobile di lungo periodo, per evitare un deciso indebolimento del trend primario che avrebbe come prossimo obiettivo ribassista i 12,60-12,50 euro, dove verrebbe messa sotto pressione la trendline ascendente che parte dai minimi di ottobre 2023 e congiunge quelli di febbraio dello scorso anno.
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