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Qi Baishi, le 5 opere più costose vendute all’asta

Qi Baishi

Nonostante una contrazione dei prezzi del -22% nell’indice Artprice100 alla fine del 2023, i lavori del maestro cinese Qi Baishi non smettono di attirare e stupire collezionisti e investitori, con alcune delle sue opere più costose che raggiungono cifre a sei zeri. Al primo posto nel mercato nazionale, i dipinti dell’esponente più influente e prestigioso della pittura cinese del Novecento hanno raggiunto un fatturato di 168 milioni di euro nelle vendite all’asta avvenute nel 2023.

 

Qi Baishi: le opere più costose vendute all’asta

Nato e cresciuto nella provincia dello Hunan in una famiglia contadina, Qi Baishi si dedica da autodidatta alla pittura, apprendendo in solitaria le tecniche della tradizione Ming e Qing per sviluppare uno stile unico di calligrafia e di intaglio di sigilli, in perfetto equilibrio fra tradizione e modernità. Ammirato da Picasso e amatissimo in Italia dove espone alla Biennale di Venezia negli anni Cinquanta, poco prima della sua scomparsa avvenuta nel 1957, il prolifico maestro cinese ha una produzione vasta che viene battuta a cifre folli all’incanto, soprattutto nelle aste di Pechino, Hong Kong e Shanghai.

 

Bodhidharma medita sotto l’albero di Bodhi

Dopo aver svolto il mestiere di carpentiere da adolescente e poi di scultore del legno, Qi Baishi comincia a viaggiare per la Cina e a sviluppare le tecniche pittoriche, calligrafiche e sigillografiche che dall’inizio del Novecento lo trasformano in uno dei più importanti pittori dell’epoca. Bodhidharma è il leggendario monaco buddista indiano giunto in Cina verso il 520, patriarca della tradizione buddhista cinese chan e fondatore dello stile di combattimento Shaolin. Un personaggio avvolto nella leggenda, dal quale il pittore si fa ispirare per quest’opera a inchiostro e colore su carta di cui non si conosce l’anno esatto di realizzazione. In origine appartiene alla collezione del famoso drammaturgo Hsiung Shih-I, il primo autore teatrale cinese a curare la regia di uno spettacolo a West End e fondatore dell’accademia Tsing Hua di Hong Kong. Nell’ottobre 2022 compare all’asta da Sotheby’s a Hong Kong nella collezione personale di Sir Joseph Hotung e fa fermare il martelletto a 30,6 milioni di dollari hongkonghesi, pari a 3,7 milioni di euro.

Bodhidharma medita sotto l'albero di Bodhi di Qi Baishi
Bodhidharma medita sotto l’albero di Bodhi (foto: Sotheby’s)

 

Astore su un pino torreggiante

“Non amo la banalità”, ripete ogni giorno Qi Baishi nei suoi 93 anni di vita, più di 80 dei quali passati a dipingere: un caso più unico che raro in tutta la storia dell’arte mondiale. Gamberi, granchi, insetti, farfalle, cavallette, api, locuste, cicale e soprattutto uccelli, in particolare rapaci, sono i suoi animali preferiti, che dipinge con estreme finezza e raffinatezza e una delicata variabilità di colori. Dovrebbe risalire alla fine degli anni Venti questa pergamena con l’astore, rapace tipico delle zone boschive, simbolo spirituale che col pino incarna l’autunno e una bellezza forte e possente. Nell’aprile 2024 l’opera debutta all’asta da Sotheby’s a Hong Kong e viene battuta per 30,7 milioni di dollari hongkonghesi, pari a 3,6 milioni di euro.

Astore su un pino torreggiante di Qi Baishi
Astore su un pino torreggiante (foto: Sotheby’s)

 

Fiori e frutti

Pittore particolarmente fantasioso e produttivo, Qi Baishi realizza poche opere composte da più parti in carriera. Questa colossale serie del 1920 è composta da quattro pannelli (283,8 x 54,2 cm) ciascuno con relativa iscrizione e dedica ad un frutto e un fiore: pesche, vite, nespole e gigli di piantaggine, melograni e creste di gallo. La leggenda narra che chi mangia le pesche si allunga la vita di mille anni; le nespole simboleggiano la prosperità; il melograno implica la fertilità e il desiderio di una prole abbondante; le creste di gallo e i gigli di piantaggine rappresentano l’avanzamento di carriera e una ricchezza crescente. Ci sono pochi multi-pannello simili a questo in circolazione: uno è Zucche, crisantemo, ibisco e albero di pino esposto al Museum of Fine Arts di Boston. Nell’ottobre 2022 Fiori e frutti arriva in vendita da Sotheby’s a Hong Kong sempre nella collezione di Joseph Hotung: da una stima iniziale tra i 18 e i 30 milioni è battuto per 78,65 milioni di dollari hongkonghesi, pari a 9,6 milioni di euro.

Fiori e frutti di Qi Baishi
Fiori e frutti (foto: Sotheby’s)

 

Aquila su albero di pino

Esperto in quasi tutti i campi, dall’impressionismo al paesaggistico, Qi Baishi disegna soprattutto animali, vegetali, fiori e montagne. Allievo di Xiao Chuanxin e di Hu Zizhuo, l’artista sviluppa inizialmente lo stile gongbi, la pennellata meticolosa dei suoi maestri, prima di passare a quello che viene definito xieyi, lo stile a mano libera. Nel 1950 il pittore dedica questo rotolo al patriota cinese Luo Longji: l’aquila e il pino diventano simboli di orgoglio, eroismo e longevità. Nel maggio 2011 l’opera passa nell’asta da China Guardian Auctions e fa fermare la palette a 425,5 milioni di yuan, pari a 65,5 milioni di dollari. Due anni dopo, nel maggio 2013, l’opera torna all’asta da Christie’s a Hong Kong nella vendita Fine Chinese Modern Paintings dalla collezione del dottor K S Lo: partito da una stima tra 5 e i 7 milioni di dollari hongkonghesi, raggiunge i 30,1 milioni di HKD.

Aquila su albero di pino di Qi Baishi
Aquila su albero di pino (foto: China Guardian Auctions)

 

Dodici scene di paesaggio

Se i suoi quadri più famosi sono dedicati a fiori, uccelli e animali, Qi Baishi decide di intraprendere un lungo viaggio durante il 1926 per omaggiare la solenne maestosità del paesaggio cinese. Sono le possenti montagne, i remoti villaggi e i delicati alberi in fiore, dipinti sulle tonalità del grigio, del blu, del marrone e del rosa, a popolare questa serie del 1925, composta da dodici imponenti pannelli (180 x 47 cm ciascuno) che il pittore dona all’amico medico Chen Zilin. All’asta di Poly International Auction battuta a Pechino nel dicembre 2017, l’opera è protagonista di un’incredibile gara al rialzo e raggiunge i 931,5 milioni di yuan, pari a 140,8 milioni di dollari. Oltre ad essere la massima espressione del suo intimismo naturalistico, è l’opera più costosa di Qi Baishi venduta all’asta, che fa diventare il maestro di Xiangtan il primo artista cinese a superare la soglia dei 100 milioni.

Dodici scene di paesaggio di Qi Baishi
Dodici scene di paesaggio (foto: Poly International Auction)

 

Rimangono fuori dalla Top 5 ma meritano una segnalazione altri otto dipinti venduti all’asta da Christie’s a Hong Kong e capaci di superare i 15 milioni di dollari hongkonghesi. Particolarmente significativo è L’ufficiale a riposo. In questa pergamena del 1945, Qi Baishi utilizza il tipico realismo di impronta cinese per ritrarre la storia di Bi Zhuo, un funzionario importante e moralmente integro, che durante la dinastia Jin lavorava in un tribunale corrotto: una notte, ubriaco e senza un soldo, si intrufolò nel cortile del vicino per rubare il suo vino. Questo attacco satirico alla politica del periodo arriva all’asta nel giugno 2015 all’interno della Feng Wen Tang Collection of Chinese Paintings: risultato di vendita 23,6 milioni di dollari hongkonghesi.

Le sette opere restanti degne di menzione sono Fiori d’autunno del 1942, battuto per 20,8 milioni di HKD nel giugno 2015; Vecchia casa del 1938, venduto per 20,2 milioni sempre nel giugno 2015; Paesaggio delle quattro stagioni del 1922, battuto per 19,7 milioni nel dicembre 2015; Scimmia con una pesca (la data di realizzazione non è nota), passato per 19,7 milioni ancora nel giugno 2015; Paesaggi e ortaggi (risalente a periodi diversi tra il 1923 e il 1932) venduto per 17,4 milioni nel novembre 2016; Fiori e farfalle del 1941, battuto per 17,4 milioni nel giugno 2015; Tra somiglianza e non somiglianza del 1943, venduto per 16,2 milioni nel maggio 2016.

AUTORE

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Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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