La Fifa è una multinazionale che il suo presidente, Gianni Infantino, fa funzionare a meraviglia. Nel periodo 2015-2018, i ricavi della federazione internazionale che governa il calcio sono passati dai 5,54 miliardi di dollari dell’ultima gestione Blatter a 6,42 miliardi. È andata ancora meglio nel 2019-2022 con 7,57 miliardi e nel quadriennio che si chiuderà a fine 2026 toccheranno quota 11 miliardi.
I conti della Fifa sono stati pubblicati nel bilancio 2025 della federazione, dove è reso pubblico anche lo stipendio di Gianni Infantino. Il manager svizzero è in carica dal 2016 e concluderà il suo terzo mandato nel 2027. Quanto guadagna il numero uno dell’organo di governo del calcio mondiale? E quali sono i compensi dei dirigenti che lo affiancano ormai da dieci anni?
In questo articolo:
- Lo stipendio di Gianni Infantino: ecco quanto guadagna
- Il patrimonio del manager in dieci anni di presidenza
- I compensi dei dirigenti nel bilancio 2025 della Fifa
- Quanto costano i biglietti dei Mondiali 2026
- Verso i Mondiali 2030: il budget in campo
Lo stipendio di Gianni Infantino: ecco quanto guadagna
Il compenso di Infantino nel 2025 è stato di 4,824 milioni di franchi svizzeri, pari a 5,29 milioni di euro. Il salario del presidente, determinato dal comitato della Fifa per le remunerazioni, è composto da una parte fissa e da una quota variabile (il bonus nel 2025 è stato di 2,2 milioni di franchi) che in questo caso sarà versata nel corso del 2026.
Lo stipendio del dirigente è lievitato dal 2016 a oggi, passando dagli 1,41 milioni di euro del primo anno di presidenza ai 5,29 milioni di oggi, comprensivi di extra e indennità forfettarie per 24.000 franchi. La progressione va da 1,45 milioni di euro nel 2017 e 3,1 milioni nel 2018 a 4,44 milioni nel 2024, con una flessione soltanto nel periodo pandemico tra 2020 e 2021.
Il patrimonio del manager in dieci anni di presidenza
Infantino ha guadagnato 32,41 milioni di euro per i suoi dieci anni di lavoro alla guida della Fifa. I compensi del manager sono cresciuti in linea con l’intensificarsi del giro d’affari della federazione, aumentati in un decennio grazie alla prima edizione del Mondiale per Club e all’allargamento della Coppa del Mondo 2026 da 32 a 48 squadre con tre paesi ospitanti: Canada, Messico e Stati Uniti.
La Fifa ha chiuso il bilancio 2025 con un fatturato complessivo di 2,7 miliardi di dollari e un rosso di 262,8 milioni. La crescita dei ricavi è trainata dai diritti televisivi (1,04 miliardi), dai diritti marketing (965 milioni) e da ospitalità e biglietteria (410,5 milioni). I costi hanno superato i 3 miliardi di dollari soprattutto per l’organizzazione di competizioni e eventi, arrivati a quota 2,04 miliardi.
I compensi dei dirigenti nel bilancio 2025 della Fifa
Nel suo balance sheet, la federazione ha riportato il valore degli stipendi dei principali dirigenti in organico. Insieme a Infantino, la figura chiave dell’organizzazione è Mattias Grafström. Il segretario generale, in carica dal 2024, ha guadagnato più di 2,4 milioni di franchi svizzeri, pari a 2,7 milioni di euro. La retribuzione è composta da una parte fissa di 1,56 milioni di franchi, un bonus di 840.000 franchi e indennità forfettarie per 24.000 franchi.
Grafström è l’executive che ha favorito la chiusura degli accordi con TikTok e YouTube per trasmettere in streaming alcune partite del Mondiale 2026 sul social e sulla piattaforma di video-sharing, a tutti gli effetti il partner preferenziale del torneo per l’online. “La collaborazione con YouTube rafforza la nostra grande ambizione: massimizzare l’impatto del torneo in un panorama mediatico in continua evoluzione”, ha dichiarato Grafström.
Nonostante la spinta ai ricavi e le storiche partnership stipulate, i giornalisti Nick Miller e Stuart James, due degli editorialisti di The Athletic, la prestigiosa pagina sportiva del New York Times, hanno inserito Infantino in vetta alla classifica dei “cattivi” del 2025. “Sembra aver passato l’anno dormendo nello Studio Ovale come un cane devoto, saltellando per dare qualcosa a Trump”, ha scritto Miller. “Dalla farsa del Fifa Peace Prize all’assurdità dei prezzi dei biglietti per i Mondiali 2026”, ha ribadito James.
Quanto costano i biglietti dei Mondiali 2026
Chi intende vedere dal vivo le partite della Coppa del Mondo in Canada, Messico e Stati Uniti deve essere disposto a spendere grosse cifre. I biglietti per la partita inaugurale dell’11 giugno allo Stadio Azteca di Città del Messico hanno un prezzo che varia da 560 a 2.735 dollari. I tagliandi per le restanti partite della fase a gironi hanno un costo compreso tra 100 e 575 dollari.
I biglietti per gli ottavi di finale oscillano tra 220 e 890 dollari, mentre i quarti di finale partono da 410 dollari e arrivano a 1.690 dollari. Assistere alle semifinali costa da 455 a 2.780 dollari. Un biglietto per la finale del 19 luglio a East Rutherford, nel New Jersey, va da 4.185 a 8.680 dollari. È un aumento considerevole rispetto alla finale dei Mondiali 2022 in Qatar, quando i prezzi andavano da 206 a 1.607 dollari.
La strategia, adottata per la prima volta dalla Fifa, è quella del dynamic pricing, il discusso sistema che fa fluttuare il costo dei biglietti in base a fattori come la domanda in tempo reale, la disponibilità e la popolarità di un evento. A fronte di questa scelta, una parte minima di biglietti per i Mondiali 2026 era stata messa in vendita a 60 dollari alla fine del 2025 per la fascia supporter entry tier, ovvero i tifosi e le tifose delle nazionali qualificate. Il resto dei tagliandi è volato a prezzi altissimi, tanto che la Fifa si è beccata una denuncia formale alla Commissione europea da parte di Football Supporters Europe (Fse) ed Euroconsumers.
Verso i Mondiali 2030: il budget in campo
La Fifa ha fatto sapere che i rincari per i biglietti dei Mondiali 2026 non hanno scoraggiato le appassionate e gli appassionati: per 7 milioni di tagliandi disponibili, sono arrivate 500 milioni di richieste in un mese. La federazione prepara il terreno per la Coppa del Mondo 2030 che celebrerà il centenario del torneo con partite distribuite tra Spagna, Portogallo e Marocco, Argentina, Paraguay e Uruguay.
Il richiamo per broadcaster e sponsor dinanzi ad un Mondiale di calcio a 48 squadre spalmato in tre continenti diversi è notevole. L’ammontare destinato agli investimenti per il ciclo 2027-2030 è fissato a 13,9 miliardi di dollari. La Fifa si aspetta un risultato prima delle imposte pari a 100 milioni, con una redistribuzione dei proventi all’89% nel movimento a livello globale.









