Non solo stipendi milionari: quanto guadagna davvero un calciatore in Italia

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Non ci sono soltanto i patrimoni miliardari come quello di Cristiano Ronaldo: quanto guadagna un calciatore, specie in Italia, è una questione di bravura, società di appartenenza, categoria in cui si gioca, stipendi ottenuti dai club, contratti di sponsorizzazione e tanto altro. Una fotografia aggiornata è fornita dall’Inps grazie ai dati contributivi relativi al 2025 dei lavoratori iscritti all’Fpsp, in particolare i giocatori delle prime tre divisioni italiane: Serie A, Serie B e i tre gironi della C.

Prima di vedere quanto guadagnano i calciatori, è necessario fare un distinguo con il calcio femminile. Passato al professionismo soltanto nella stagione 2022-2023, ha questo inquadramento esclusivamente per il campionato di Serie A: le categorie inferiori (a partire dalla B) mantengono ancora uno status dilettantistico, con i compensi per le calciatrici elargiti sotto forma di rimborsi spese o accordi privati. In A le giocatrici hanno uno stipendio minimo che varia a seconda dell’età: 20.000 euro annui sotto i 19 anni, 26.000 euro sopra i 24.

 

In questo articolo:

 

  • Quanto guadagna un calciatore in Italia?
  • I dati Inps per il 2025
  • Lo stipendio di un calciatore di Serie D

 

Quanto guadagna un calciatore in Italia?

Nel 2025 ci sono stati 4.291 calciatori professionisti tesserati alla Figc, sia italiani che stranieri: un numero in aumento del +3,4% rispetto ai 4.148 del 2024. Questo dato tiene conto dei giocatori che hanno versato almeno un contributo alla cassa di previdenza. Da queste informazioni fornite dall’Inps, emerge che il 49,4% dei calciatori italiani iscritti alla Federcalcio ha ottenuto una retribuzione lorda inferiore a 50.000 euro all’anno.

La percentuale maggioritaria dei giocatori, formata dal 12,4% che ha ottenuto fino a 10.000 euro e dal 37% che è arrivato tra 10.000 e 50.000 euro (la categoria in cui rientrano più calciatori), ha guadagni sotto i 50.000 euro annui. Il gruppo è in calo rispetto al 51,1% del 2024. Sono pochi i giocatori che superano i 700.000 euro: 539 su 4.291, pari al 12,5% del totale. Ecco la graduatoria basata sulle contribuzioni Inps:

 

  • fino a 10.000 euro: 532 calciatori su 4.291 professionisti iscritti alla Figc (12,4%);
  • tra 10.000 e 50.000 euro: 1.586 calciatori (37%);
  • tra 50.000 e 100.000 euro: 622 calciatori (14,5%);
  • tra 100.000 e 700.000 euro: 1.012 calciatori (23,6%);
  • oltre 700.000 euro: 539 calciatori (12,5%).

 

I dati Inps per il 2025

La copertura dei compensi dei calciatori arriva dall’Osservatorio con le statistiche sui lavoratori che appartengono al principale fondo pensione dei lavoratori dello sport, l’Fpsp (Fondo pensione sportivi professionisti, ex Enpals). Nato in origine per i soli professionisti, il fondo è stato ampliato ed esteso anche a molti sportivi che fanno parte del mondo dilettantistico, iscritti però soltanto se hanno un contratto di lavoro subordinato.

In totale, sono stati 13.686 gli sportivi professionisti e quelli dilettanti con rapporto di lavoro subordinato che hanno versato almeno un contributo nel 2025: un numero in crescita del +3,3% rispetto al 2024. Il 65,6% di questa platea aderisce alla Figc, mentre il restante 34,4% è rappresentato dalle altre federazioni, sia le Fsn che le Dsa (Discipline sportive associate, riconosciute dal Coni).

La distribuzione territoriale evidenzia una profonda frattura tra Nord e Sud, con il settentrione come territorio d’elezione del professionismo sportivo per capitali, infrastrutture e scouting. La maggior parte degli sportivi professionisti (il 53,4%) opera e lavora al Nord, con un picco specifico pari al 31% nel Nord-ovest. La percentuale scende al Centro (il 25,2%) e si riduce drasticamente al Sud (il 16,1%), mentre raggiunge il 5,3% nelle isole.

 

Lo stipendio di un calciatore di Serie D

La Serie D è la quarta divisione del calcio italiano ed è il primo livello del dilettantismo. La Lnd (Lega nazionale dilettanti) gestisce il campionato di D (diviso in nove gironi, da A a I), il calcio femminile, il calcio a 5, il beach soccer, il torneo delle regioni (il campionato per rappresentative giovanili regionali di calcio e calcio a 5: juniores, allievi, giovanissimi e femminile) e gli esports.

In Serie D un calciatore guadagna in media tra 5.000 e 40.000 euro lordi all’anno, a seconda della società di appartenenza e dell’ingaggio concordato con il club. La D è una categoria di transizione, dove giocano soprattutto giovani, veterani ed ex professionisti: essendo un torneo dilettantistico, non esistono contratti professionistici e i compensi, frutto di accordi privati, non vengono resi pubblici ufficialmente.

La Lnd stabilisce un tetto salariale di 30.658 euro lordi annui per i rimborsi base, ai quali si possono aggiungere premi e accordi di sponsorizzazione. Stabilire con esattezza quanto guadagna un calciatore di D è quindi difficile. A fare rumore sono soprattutto casi clamorosi come quello dell’olandese Silvano Vos: il centrocampista del Milan Futuro, preso dall’Ajax per 2,75 milioni, avrebbe un ingaggio di 1,4 milioni.

Da qualche anno la Serie D è passata da campionato dilettantistico a torneo semi-professionistico, grazie alla presenza di piazze storiche e seconde squadre delle società di A e agli investimenti di alcuni club che hanno aumentato il monte ingaggi. Alla luce di questi cambiamenti, la Lega è al lavoro su una riforma che è destinata a modificare l’assetto della D, spingendola sempre di più verso il professionismo.

Il futuro prevede la riduzione a otto gironi (dai nove attuali), l’aumento complessivo delle squadre partecipanti, il ridimensionamento del sistema dei ripescaggi e la promozione diretta anche per la vincitrice di un play-off unico nazionale. Al momento, infatti, vanno in Serie C le prime classificate di ogni girone, mentre le vincitrici dei play-off restano in D ma vengono candidate a subentrare in C nel caso di rinuncia o di mancata iscrizione al campionato di qualche altro club. Un sistema che Piero Lacarbonara, presidente del Martina, non ha esitato a definire “una farsa”.

Immagine di Alessandro Zoppo

Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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